raffineria lukoil a priolo vladimir putin

DI MALE IN GREGGIO: LA RAFFINERIA ISAB DI PRIOLO È DI NUOVO NEI PASTICCI – L’INVESTITORE GRECO GEORGE ECONOMOU E IL COLOSSO TRAFIGURA, AZIONISTI SUBENTRATI ALLA SOCIETÀ RUSSA LUKOIL NEL 2023 INSIEME ALLA GOI ENERGY, SONO FINITI A STRACCI – È L’ULTIMO CAPITOLO DELLA DISASTRATA STORIA DELL’IMPIANTO, CHE HA GROSSI PROBLEMI DI CASSA E HA GIÀ CHIESTO LA COMPOSIZIONE NEGOZIATA – IL RUOLO DEL GOVERNO, CHE HA DATO L’OK ALLA VENDITA ALLA MISTERIOSA SOCIETÀ CIPRIOTA NONOSTANTE I DUBBI DEGLI AMERICANI (ECONOMOU È UNO DEI PRINCIPALI TRASPORTATORI DI PETROLIO RUSSO)

Traduzione di un estratto dell'articolo di Silvia Sciorilli Borrelli, Tom Wilson e Eleni Varvitsioti per il “Financial Times”

 

isab priolo

La più grande raffineria d’Italia, venduta dalla Lukoil con sede a Mosca dopo che le sanzioni dell’UE l’hanno tagliata fuori dal petrolio russo, è in crisi a causa di uno scontro tra il miliardario greco che ne è ora l’azionista di maggioranza e il colosso delle materie prime Trafigura, sulle condizioni di un accordo per la fornitura di greggio.

 

La GOI Energy ha acquistato l’impianto ISAB nella città siciliana di Priolo nel 2023 con il supporto di Trafigura, in un accordo dell’ultimo minuto organizzato con l’aiuto del magnate franco-israeliano del settore minerario Beny Steinmetz. La vendita è stata approvata dal governo italiano ma è rimasta avvolta nel mistero, poiché né l’acquirente né Roma hanno rivelato l’identità degli azionisti.

 

George Economou

Documenti visionati dal Financial Times mostrano che il maggiore investitore nel fondo di controllo di GOI, Argus, al momento della transazione, era George Economou, un magnate la cui TMS Tankers è stata uno dei principali trasportatori marittimi di petrolio russo dopo l’invasione su vasta scala dell’Ucraina nel 2022.

 

GOI e Trafigura hanno superato un’offerta concorrente della società di trading Vitol e del gruppo statunitense di private equity Crossbridge Energy Partners, e hanno concluso l’accordo nonostante l’opposizione del governo degli Stati Uniti.

 

beny steinmetz 6

Secondo i documenti, Economou ha investito nella raffineria insieme a Steinmetz e all’ex dirigente di Trafigura Michael Bobrov. I rapporti tra i tre si sono poi deteriorati per questioni di denaro e per i termini di un accordo decennale per la fornitura e la commercializzazione del petrolio firmato con Trafigura, secondo sei persone a conoscenza della situazione.

 

Economou ha sostenuto che la responsabilità dei problemi della raffineria è di Trafigura, lamentando durante alcune riunioni che l’accordo di fornitura e vendita è troppo favorevole al gruppo di trading, permettendogli di proteggere i propri profitti mentre l’impianto opera in perdita. Trafigura ha affermato che la raffineria necessita di ulteriori investimenti per migliorare le operazioni in un contesto di mercato difficile.

 

raffineria lukoil a priolo 3

[…] I contrasti interni potrebbero minacciare la sopravvivenza di un impianto che fornisce un quinto della capacità di raffinazione italiana, dà lavoro diretto a circa 1.000 persone e ne sostiene altre 8.500 nell’area locale.

 

La vicenda ha inoltre sollevato critiche nei confronti del governo italiano, che ha approvato la vendita alla GOI nonostante i suoi maggiori investitori non avessero alcuna esperienza nella proprietà o nella gestione di raffinerie.

 

Alan Gelder

[…] Alan Gelder, vicepresidente per la raffinazione, i prodotti chimici e i mercati petroliferi presso Wood Mackenzie […]: “Col senno di poi si potrebbe dire che il governo italiano avrebbe dovuto scegliere un’alternativa diversa dalla vendita a [GOI Energy].”

 

Secondo i termini dell’accordo, GOI ha acquisito la raffineria mentre Trafigura ha accettato di fornire il capitale circolante per finanziare le operazioni e, secondo due persone a conoscenza dell’intesa, ha pagato anticipatamente a GOI una somma di 30 milioni di euro per fornire greggio all’impianto e vendere i prodotti raffinati per dieci anni.

raffineria lukoil a priolo

 

“Gli accordi commerciali di Trafigura con ISAB sono stipulati a condizioni di mercato e a distanza, in linea con accordi commerciali simili in tutto il mondo,” ha dichiarato Trafigura in una nota al Financial Times.

 

“In condizioni di mercato difficili, la raffineria di Priolo necessita di miglioramenti sostanziali delle prestazioni e ulteriori investimenti per rimanere competitiva. Abbiamo offerto il nostro supporto a ISAB e al governo italiano per aiutare a garantire un futuro sostenibile a questo asset strategico.”

 

ISAB ha presentato quest’anno alle autorità siciliane una richiesta per ristrutturare l’attività attraverso un “accordo negoziato di soluzione della crisi d’impresa” extragiudiziale.

 

PUTIN PETROLIO

Secondo due persone informate sulla questione, Economou spera di utilizzare questa procedura per forzare una rinegoziazione o la cancellazione del contratto con Trafigura. Ha inoltre considerato l’ipotesi di vendere la raffineria, ma l’accordo di fornitura è stato un grosso ostacolo nei colloqui con potenziali acquirenti, secondo persone coinvolte nelle discussioni.

 

Al momento dell’acquisizione, Economou è stato presentato al governo italiano come il titolare effettivo di una entità cipriota che deteneva il 52% della subunità del fondo Argus, la quale controllava il 70% di GOI, secondo i documenti visionati dal FT.

GOI ENERGY

 

Il resto della subunità del fondo Argus era posseduto da un’entità controllata da due fondazioni i cui beneficiari includevano i figli di Steinmetz, secondo quanto riportano i documenti.

 

Il collegamento di Steinmetz alla raffineria e il suo ruolo nei negoziati con le autorità italiane sono stati rivelati dal Financial Times nel 2023.

 

Nel 2023, Economou decise di prestare denaro alla GOI Energy affinché potesse saldare un debito pregresso con Lukoil. Nel gennaio dello scorso anno, dopo che GOI non aveva restituito il prestito, egli optò per convertirlo in capitale azionario, diluendo così gli altri azionisti, secondo quanto emerge dai documenti. Oggi, all’età di 71 anni, controlla il 99% delle azioni di GOI attraverso una complessa struttura di fondi.

 

raffineria lukoil a priolo 1

GOI ha pagato circa 180 milioni di euro per l’impianto, superando nettamente l’offerta di Vitol e Crossbridge, che si aggirava intorno ai 55 milioni di euro […]. Secondo le stime, avrebbe anche pagato diverse centinaia di milioni di euro per il petrolio presente sul sito al momento dell’acquisizione.

 

Il governo italiano ha approvato l’investimento nell’ambito della cosiddetta “golden power”, che gli conferisce il diritto di porre veti o imporre condizioni all’acquisto di asset strategici. […]

isab priolo 3 raffineria lukoil a priolo 2George Economouisab priolo 5

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