marchionne elkann ferrari

MARPIONNE ATTACK! – UNA VOLTA CONCLUSO L'ACCORDO CON I SINDACATI, PARTIRA' L'OFFERTA-BOMBA AGLI AZIONISTI DI GM – E INTANTO CERCA DI FARSI TROVARE PRONTO DAI GIGANTI DELLA SILICON VALLEY PER L’AUTO DEL FUTURO, ELETTRICA E IPERCONNESSA

1.DAGONOTA

marchionne ferrarimarchionne ferrari

In questi giorni l’esagitato Marpionne è più esagitato del solito. Dopo la quotazione Ferrari, il grande capo di Fca sta cercando di chiudere al più presto gli accordi contrattuali con i sindacati Usa per dedicarsi anima e corpo alla sua vera sfida: convincere gli azionisti di General Motors ad accettare l’alleanza con Chrysler-Fiat. Farà loro un’offerta “che non si può rifiutare”?

 

2. ORA RIPARTE LA SFIDA A GM E CON APPLE E GOOGLE PROVE DI ALLEANZA

Paolo Griseri per “la Repubblica”

 

Ora può cominciare la fase due, quella della grande fusione. Sergio Marchionne non perde tempo e sul marciapiede di Wall Street lascia cadere due frasi che sembrano altrettanti ami lanciati nel fiume.

 

marchionne elkann ferrarimarchionne elkann ferrari

Il primo è smaccato: «Gm ha le caratteristiche per essere un partner ideale. Ma ce ne sono altri ». Quali altri? La dichiarazione somiglia abbastanza a un bluff. E’ difficile immaginare una fusione più vantaggiosa per Fca di quella con Gm. E’ ancora più difficile immaginare Sergio Marchionne che lascia a metà l’impresa. E’ anzi molto più probabile il contrario: chiusa la partita della quotazione Ferrari, da ora l’ad del Lingotto ha il campo libero di fronte a sé e può dedicare ogni energia all’operazione fusione.

 

MARCHIONNE ED ELKANN ALLA QUOTAZIONE FERRARIMARCHIONNE ED ELKANN ALLA QUOTAZIONE FERRARI

Oltre alle alleanze con altre case automobilistche, Marchionne sta sondando la possibilità di diventare il costruttore di auto concepite dai colossi dell’Ict come Apple o Google. E’ questo il secondo amo gettato ieri mattina sul marciapiede di Wall Street. Che il futuro dell’auto sia nel matrimonio con la connettività lo si era capito bene al Salone di Francoforte quando, pochi giorni prima della catastrofe del dieselgate, il numero uno di Volkswagen, Martin Winterkorn, fece la sua ultima profezia: «Entro dieci anni le auto saranno degli smartphone con le ruote».

MARCHIONNE ALLA NIAFMARCHIONNE ALLA NIAF

 

Che la pila del suo iPhone si sia scaricata anzitempo non significa che la profezia non fosse valida. «Apple lavora alla produzione di una propria vettura. Ma un conto è sviluppare un’auto e un conto è produrla. Ma non ci hanno contattato in questo senso», dice Marchionne con una punta di rammarico. Perché se la nuova Apple car venisse prodotta nelle fabbriche di Fca, il gruppo del Lingotto potrebbe recuperare su uno dei due terreni che faranno la concorrenza in futuro: quello della connettività e quello della propulsione alternativa.

 

Ai valori di Borsa raggiunti ieri, dei 13,5 euro del valore di Fca, 8,5 rimarranno alla casa madre e 5 andranno alla nuova società di Maranello quando si arrivierà alla separazione delle strade nel prossimo gennaio. Ci sono tre mesi di tempo per verificare se davvero questa sarà la situazione al bivio di inizio 2016. Ma è chiaro che con una Fca più leggera il discorso delle fusioni potrebbe diventare più semplice.

 

MARCHIONNEMARCHIONNE

Soprattutto se si dimostrerà impossibile la strada di Gm e Marchionne sarà costretto a ripiegare su merger con altre società dove quasi sempre c’è un azionista forte che è buona regola non spaventare con un pacchetto azionario troppo ingombrante nello scambio carta contro carta. Questo voleva intendere l’ad con la battuta sul fatto che, dopo l’ipo Ferrari, «noi di Fca torniamo ad essere gli sfigati dell’auto».

 

Ami lanciati, battute,ammiccamenti: tutto nel linguaggio di Marchionne fa pensare che ora il problema principale da risolvere è tornato a chiamarsi Fca. Che se anche riuscirà a rispettare il piano industriale al 2018, con 7 milioni di auto vendute e il rilancio di Alfa pagato proprio dallo spinoff di Ferrari, sarà sempre troppo piccola e troppo grande al tempo stesso per permettersi il lusso di rimanere da sola. Una condizione di instabilità cui bisogna porre riparo.

 

SERGIO MARCHIONNE E DENNIS WILLIAMSSERGIO MARCHIONNE E DENNIS WILLIAMS

Una possibilità è offerta «dagli effetti della vicenda Volkswagen che cambierà il mercato in maniera veramente fondamentale», come dice l’ad del Lingotto. E sarebbe davvero paradossale se, schiacciata dal peso dei risarcimenti e delle multe, la casa di Wolfsburg fosse costretta a cedere marchi per fare cassa. Con la possibilità per Marchionne di acquistare da Volkswagen e non di essere acquistato, come pareva possibile fino a pochi anni fa.

 

PAPA MARCHIONNE TORINOPAPA MARCHIONNE TORINO

Così nei prossimi mesi, mentre si perfeziona lo spin off di Ferrari, la strategia dell’ad sarà quella di battere due strade contemporaneamente. La prima è quella di ingrandirsi tra i produttori tradizionali, o realizzando la fusione con Gm o procedendo a passi più piccoli attraverso acquisizioni di altre case. Così Fca avrà una dimensione tale da poter battere la seconda strada, quella di proporsi come produttore per realizzare le auto del futuro con la firma Apple o Google. Perché in fondo alla nuova via imboccata dopo la quotazione di Ferrari c’è, quasi inevitabilmente, un distributore con il supercharger per le auto iperconnesse e totalmente elettriche di nuova generazione.

renzi delrio con marchionne elkannrenzi delrio con marchionne elkann

 

 

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