monte dei paschi di siena giorgia meloni lovaglio mps montepaschi

MELONI PARLA, IL MONTE SPROFONDA – SIA I TITOLI DI MONTE DEI PASCHI DI SIENA CHE DI MEDIOBANCA PERDONO OLTRE IL 6% A PIAZZA AFFARI. LE VENDITE SI SONO INTENSIFICATE DOPO CHE LA DUCETTA, IN UN’INTERVISTA A BLOOMBERG, HA AFFERMATO CHE “IL RUOLO DEL GOVERNO IN MPS È TERMINATO E LA QUOTA RESIDUA DEL 4,9% NON CI DÀ LA POSSIBILITÀ DI ESERCITARE UN’INFLUENZA SIGNIFICATIVA SULLA GOVERNANCE” – (BEH, L’ARMATA BRANCA-MELONI HA GIÀ FATTO TANTO VENDENDO IL 15% DEL MONTE AL QUARTETTO CALTA-DELFIN, ANIMA, BPM CON UNA PROCEDURA CHE LA PROCURA DI MILANO HA DEFINITO “PIENA DI ANOMALIE”) – IL TRACOLLO IN BORSA DI MPS ERA INIZIATO QUESTA MATTINA, IN SEGUITO ALLA PRESENTAZIONE DEL PIANO INDUSTRIALE DA PARTE DI LOVAGLIO. UN PESSIMO SEGNALE  PER L’AD IN CERCA DI UNA CONFERMA…

BORSA: BORSA: MPS ALLARGA ROSSO (-6%) DOPO PAROLE MELONI SU FINE RUOLO GOVERNO

giorgia meloni giancarlo giorgetti foto lapresse

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Accelerano al ribasso Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca, che ampliano le perdite rispetto alla prima metà della seduta anche alla luce delle ultime dichiarazioni della premier Giorgia Meloni sull’istituto senese.

 

Mps cede così il 6,3% a circa 8,3 euro, mentre Mediobanca arretra del 6,3% a circa 18,4 euro, in un Ftse Mib che cede lo 0,5% (dove i bancari si muovono sostanzialmente in negativo). Le vendite si sono intensificate dopo che la premier, in un’intervista a Bloomberg, ha affermato che «il ruolo del Governo è terminato» nella banca senese, sottolineando come l’Esecutivo non sarà coinvolto nella futura governance, né nelle decisioni strategiche.

 

LUIGI LOVAGLIO - FOTO LAPRESSE

Un commento che potrebbe preludere a una definitiva uscita del Mef, che potrebbe decidere di vendere la sua quota residua. Il Tesoro detiene attualmente circa il 4,863% del capitale, una quota che «chiaramente non ci dà la possibilità di esercitare alcuna influenza sulla governance», ha spiegato Meloni, aggiungendo che Roma «non parteciperà alla nomina dei nuovi organi amministrativi e di vigilanza».

 

La premier ha definito il salvataggio e la ristrutturazione dell’istituto «uno di quei dossier complessi che abbiamo ereditato e che abbiamo gestito con successo». Le parole arrivano in una fase delicata, a ridosso del rinnovo del consiglio di amministrazione dell’istituto senese. Il dossier si intreccia inoltre con quello di Mediobanca, di cui Mps ha già annunciato il delisting da Piazza Affari, ma senza per adesso indicare il valore di concambio dell’operazione.

 

MELONI CHIUDE L'ERA DEL TESORO IN MPS: "IL RUOLO DEL GOVERNO È TERMINATO". IL GRUPPO CROLLA IN BORSA, -6%

GIANCARLO GIORGETTI - GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

(Prima Pagina News) -  La stagione dell'intervento statale nel Monte dei Paschi di Siena volge definitivamente al termine, segnando un passaggio storico per il sistema creditizio italiano. In un'intervista rilasciata a Bloomberg, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ufficializzato il disimpegno di Palazzo Chigi dalla banca senese, sottolineando come la partecipazione pubblica sia ormai ridotta a una quota marginale.

 

"Il ruolo del governo è terminato", ha dichiarato la premier, ricordando che la quota residua del 4,9% "chiaramente non ci dà la possibilità di esercitare un'influenza significativa sulla governance" e che l'esecutivo "non parteciperà alla nomina dei nuovi organi amministrativi e di vigilanza".

 

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE MILLERI

L'annuncio ha scosso immediatamente i mercati finanziari: a Piazza Affari il titolo Mps è sprofondato perdendo il 6,2% a 8,35 euro, trascinando nella caduta anche Mediobanca, che ha lasciato sul terreno il 5,4% a 18,66 euro.

 

Il terremoto in Borsa arriva in concomitanza con l'approvazione del nuovo piano industriale 2026-2030, denominato 'Da radici profonde a nuove frontiere, una forza competitiva di primo piano nel settore bancario'.

 

Il progetto strategico sancisce la nascita del "terzo player italiano" attraverso l'integrazione con Mediobanca, puntando a servire oltre 7 milioni di clienti.

 

LUIGI LOVAGLIO - FOTO LAPRESSE

Secondo quanto comunicato dal gruppo, gli obiettivi finanziari sono ambiziosi: si prevede di raggiungere un utile netto adjusted di 3,3 miliardi nel 2028 e 3,7 miliardi al 2030, con la distribuzione di circa 16 miliardi di euro agli azionisti nell'arco del piano. La politica dei dividendi prevede infatti un pay-out del 100% lungo tutto l'orizzonte temporale considerato.

 

L'ad di Mps, Luigi Lovaglio, presentando le linee guida agli analisti, ha descritto l'operazione con toni solenni: "Vi presentiamo un gruppo unico, fondato su radici profonde e ora proiettato verso nuove frontiere" e con "un orizzonte nuovo. Proprio come le grandi opere della nostra storia, ciò che abbiamo costruito dall'anno scorso resisterà alla prova del tempo. Perché è fondato su una solida logica industriale e sostenuto dalla convinzione che questo gruppo possa esprimere appieno il suo potenziale. Due marchi iconici, un futuro".

 

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE MEDIOBANCA

L'integrazione, che avverrà tramite la fusione per incorporazione di Mediobanca in Mps, mira a "creare un unico gruppo bancario integrato, preservando al contempo le identità distintive, i brand e le aree di eccellenza delle due istituzioni e realizzando appieno il potenziale di sinergie pari a 700 milioni".

 

Lovaglio ha inoltre evidenziato la solidità del nuovo assetto, spiegando che i 3 miliardi di capitale in eccesso di cui dispone Mps "ci garantisce flessibilità strategica e una potenza di fuoco per gli azionisti che poche banche in Europa possono eguagliare".

 

Il piano, che prevede investimenti digitali per un miliardo di euro, punta a migliorare il cost/income ratio dal 46% al 38%, con ricavi in crescita fino a 9,5 miliardi nel 2030 e un target sui crediti deteriorati fissato all'1%.

 

GIANCARLO GIORGETTI FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE

"Il piano è stato concepito con un unico obiettivo: creare un valore sostenibile eccezionale e garantire una crescita redditizia per tutti gli stakeholder", ha concluso il CEO, confermando che il completamento dei principali passaggi di governance è atteso entro la fine del 2026.

 

LUIGI LOVAGLIO MONTE DEI PASCHI DI SIENA

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...