MENO MALE CHE C’E’ LO SCEICCO SCIOCCO - IN SARDEGNA I RECORD DELLE SPESE PAZZE D’AGOSTO

Nicola Pinna per La Stampa

L'oscar della follia estiva, forse, lo meritano i due russi che si sono presentati in spiaggia in elicottero. Sì, esattamente così. Sembra difficile da credere ma è successo davvero. A inizio agosto, nella zona di Petra Ruja, una delle calette più belle della Costa Smeralda. Per evitare la coda in strada i due hanno pensato di salire a bordo e di atterrare in mezzo agli ombrelloni, scatenando le comprensibili proteste degli altri bagnanti.

Ma se questo episodio rientra anche nella categoria "cafonaggine turistica", le esagerazioni smeraldine riempiono più capitoli della saga sulle esagerazioni vacanziere. Compresa la più recente, che è quella dei succhi di frutta a prezzo d'oro: venti euro l'uno al Phi Beach di Forte Capellini, tra le rocce incantevoli di Baja Sardinia.

Tutto è successo venerdì sera e lo scontrino ha fatto subito il giro del web: quattro succhi e due bicchieri di vino per un totale di centoventi euro. Questa è una notizia vera, ma nei giorni scorsi sui social network circolava anche uno scontrino contraffatto: conto da oltre 16 mila euro per un gruppo di festaioli che avrebbero trascorso la serata in una delle discoteche più di moda in Costa Smeralda. Per smascherare la bufala ci è voluto poco: è bastato calcolare le cifre della partita iva e si è capito che qualcosa non tornava.

A proposito di lussi stravaganti, comunque, c'è un episodio avvenuto due giorni prima di Ferragosto in una gioielleria della celebratissima piazzetta di Porto Cervo. Sbirciando tra i pezzi più pregiati della boutique di pietre preziose, un misterioso giovane arabo non ha trovato nulla che potesse piacere alla sua amata.

E così si è fatto venire un'idea che ha messo in crisi i commessi: ha preteso che venisse trovata una pietra con caratteristiche particolari (caratura, colore e taglio precisi) e che venisse incastonata in un gioiello disegnato da lui al momento. Quando c'era da pagare non ha battuto ciglio e con la carta di credito ha saldato subito il conto: tre milioni e mezzo di euro.

A sfidarlo ci hanno provato altri sei misteriosi nababbi arrivati in Sardegna a fine luglio: tre russi, un americano, un arabo e persino un italiano. Passeggiando tra i "chioschetti" scintillanti del villaggio Harrods di Porto Cervo non si sono fatti sfuggire la novità dell'anno: il gelato-gioiello, creato da un pasticcere sardo per celebrare la notte di San Lorenzo. Il prezzo base di questa sciccheria, che mette insieme i diamanti e palline di gelato al gusto di caviale e champagne, è di cinquecentomila euro, ma nessuno dei sei primi clienti della pasticceria dei ricchi ha scelto il modello base.

Nell'estate del "tutto deserto o forse no" le boutique di Porto Cervo hanno fatto affari d'oro. E le commesse che hanno venduto pellicce da duecentomila euro lo confermano. Le griffe lo hanno capito al volo e hanno fatto arrivare in Sardegna i pezzi più costosi delle loro collezioni. Compresa una stranissima cassaforte che ha l'aspetto di una creazione di gioielleria, rifinita in madre perla e marmi pregiati.

La prima della serie, esposta per la prima volta proprio a Porto Cervo, è stata creata per il marchio De Grisogono ed è dotata persino di un marchingegno che permette di mantenere in carica gli orologi. Il prezzo? Fissare un appuntamento per un preventivo.

 

 

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