MILANO -0,4%, SPREAD STABILE A 362 - CAMFIN: CDA LAMPO SUL BOND PIRELLI, AGGIORNATO A DOMANI - WIND: STOP ALLA CESSIONE DELLA RETE - CDP: 18 MLD DI FINANZIAMENTI ALLE PMI - ALLEANZA FELTRINELLI-LA7 PER UN NUOVO CANALE TV (CON PALADINI E LERNER) - DUE ANNI DI TEATRINO SULLA QUOTAZIONE SEA - IN UNIPOL VINCONO I PRIVILEGIATI - WCD: LA RETE ITALIANA DELLE DONNE CONSIGLIERE D’AMMINISTRAZIONE…

1- BORSA: UN'ALTRA SEDUTA DOMINATA DALLA CAUTELA, MILANO CEDE LO 0,41%
Radiocor - Ancora una volta ha prevalso la debolezza sulle Borse europee, che hanno chiuso in calo la terza seduta consecutiva. I timori per la crescita mondiale, i nodi da sciogliere in Europa e il risultato dell'asta dei titoli di stato italiani, con i tassi che sono tornati a salire (va detto tuttavia che la domanda e' andata benissimo), ha incoraggiato un atteggiamento prudente. Cosi' Milano ha chiuso in ribasso dello 0,41%, Parigi dello 0,5%, Londra dello 0,38% e Francoforte dello 0,41%.

Come ieri, Madrid ha accusato la performance peggiore lasciando sul parterre lo 0,79%. A Milano sono andate male le banche, con le azioni di Mps che hanno guidato i ribassi cedendo il 3,83%. Dopo la buona performance di ieri, ha frenato Mediaset (-3,29%) a dispetto del successo della seconda serata di Celentano di Canale 5. Per contro Impregilo ha vantato un progresso del 3,6%, festeggiando la revisione al rialzo dell'offerta per la quota delle autostrade brasiliane, messa sul piatto dalla famiglia Almeida. Sul mercato valutario, l'euro si attesta 1,2893 dollari, mentre il petrolio rialza la testa, con il Wti che guadagna lo 0,9% attestandosi a 93,34 dollari al barile.

2- SPREAD BTP-BUND CHIUDE A 362 PUNTI BASE
(ANSA) - Lo spread tra Btp e Bund chiude stabile a 362 punti base con il rendimento del Btp a 10 anni al 5,11%. Il differenziale tra i decennali spagnoli e tedeschi chiude a 431 punti base con il tasso dei Bonos al 5,80%.

3- CAMFIN: CDA LAMPO SUL BOND, PRESENTI I MALACALZA
Radiocor - Cda lampo sul bond Camfin alla presenza dei Malacalza. Il consiglio della holding che detiene il 26% di Pirelli - secondo quanto risulta a Radiocor - e' terminato dopo meno di un'ora e ha visto partecipare l'intera rappresentanza della famiglia genovese protagonista da circa due mesi di un duro scontro con il presidente Marco Tronchetti Provera: sul tavolo la delibera per l'emissione del bond convertibile in azioni Pirelli necessario per rimborsare la tranche di debito bancario in scadenza a dicembre e per eventualmente partecipare al riassetto della partecipata Prelios.

All'esame anche l'atto di citazione presentato dai rappresentanti della Malacalza Investimenti che hanno chiesto l'annullamento delle delibere di agosto relative al bond stesso. Presenti al completo alla riunione i tre rappresentanti del gruppo genovese che dunque non hanno voluto disertare la riunione dopo l'esposto presentato ieri alla Consob e alla Procura di Milano: sono arrivati poco prima delle 18 infatti sia il vicepresidente di Pirelli, Vittorio Malacalza, sia il vicepresidente di Camfin, Davide Malacalza accompagnati dal commercialista Antonio Castelli. I tre protagonisti hanno lasci ato qualche minuto fa la Bicocca senza rilasciare dichiarazioni.

4- CAMFIN: RIUNIONE CDA SU BOND SI AGGIORNA A DOMANI
Radiocor - Il consiglio di amministrazione di Camfin e' stato aggiornato a domani sera alle 18. Lo apprende Radiocor da fonti finanziarie secondo cui l'esame degli argomenti e delle deliberazioni all'ordine del giorno del consiglio di questa sera non si e' potuto esaurire nella giornata di oggi e, contrariamente alle prime indicazioni, e' stato per questo necessario aggiornare la riunione alla serata di domani quando i lavori riprenderanno alle 18. In sede erano presenti i Malacalza.

La riunione odierna e' durata meno di un'ora e si e' conclusa intorno alle 18,45. Sul tavolo la delibera relativa al bond convertibile in azioni Pirelli, la questione Prelios e l'esame dell'atto di citazione presentato ieri dai consiglieri della famiglia Malacalza contro le delibere di agosto sull'emissione obbligazionaria. Non si conoscono al momento i motivi che hanno reso necessario l'aggiornamento dei lavori.

5- WIND: SINDACATI, ACCORDO SU STOP CESSIONE RETE, PIANO TAGLI DA 40MLN
Radiocor - Dopo oltre 20 ore di trattativa al ministero dello Sviluppo economico i rappresentanti sindacali e quelli di Wind hanno trovato l'accordo per evitare l'esternalizzazione della rete, in un primo momento nei piani dell'azienda. L'intesa e' stata trovata su un piano di taglio dei costi del lavoro da circa 35-40 milioni di euro. Lo riferiscono a Radiocor Salvo Ugliarolo, segretario nazionale della Uilcom e Giorgio Serao, della segretaria nazionale Fistel Cisl.

'La soluzione trovata - spiega Serao - e' molto positiva anche perche' l'azienda si e' impegnata per 5 anni a non cedere ne' esternalizzare, anzi ad avviare un processo di internalizzzione. Un esempio positivo per tutto il mercato delle telecomunicazioni'. Secondo quanto aggiunge Ugliarolo 'si chiede un grande sacrificio economico ai lavoratori, ma l'azienda si e' impegnata a mantenere l'unicita' del perimetro' e a reinvestire 'nello sviluppo delle nuove tecnologie per riposizionarsi sul mercato'. Il piano di taglio dei costi co mprende ad esempio 'la riduzione del premio di risultato' e un programma di smaltimento delle ferie arretrate. Nella gestione della rete lavorano circa 1.700 tecnici.

6- CDP: MONTANINO, 18 MLD FINANZIAMENTI A PMI, PARTITA SECONDA TRANCHE
Radiocor - E' partita la seconda tranche di finanziamenti, pari complessivamente a 18 miliardi di euro, che la Cassa depositi e prestiti ha destinato alle piccole e medie imprese italiane, attraverso la costituzione di plafond a disposizione del sistema bancario. 'Le prime risorse sono gia' esaurite, ora e' partita la seconda tranche', ha spiegato a Radiocor il direttore generale del Ministero dell'economia e delle Finanze, Andrea Montanino, che da fine ottobre diventera' direttore esecutivo del Fondo monetario internazionale per Italia, Grecia, Portogallo, San Marino, Albania e Malta.

A marzo di quest'anno la Cdp ha annunciato la firma di una convenzione con l'Abi per mettere a disposizione delle aziende risorse per 10 miliardi (di cui 2 miliardi dedicati a sbloccare i crediti verso la pubblica amministrazione), di cui, secondo quanto ricostruito, sono gia' stati erogati circa 700 milioni di euro. La cifra si aggiunge agli 8 miliardi messi a disposizione delle pmi dalla convenzione firma ta nel 2009, che ha permesso di erogare finanziamenti a 42 mila imprese italiane.

Montanino, presente questa mattina alla seconda edizione del progetto Elite di Borsa Italiana, ha spiegato che i 18 miliardi di risorse della Cdp, la creazione del Fondo italiano di investimento e il Fondo strategico italiano sono 'strumenti che vanno nella stessa direzione di Elite', cioe' la crescita e lo sviluppo delle pmi italiane'.

7- WCD, LA RETE ITALIANA DELLE DONNE-CONSIGLIERE...
A.Jac. per il "Corriere della Sera" - L'obiettivo è di sviluppare un network di professioniste che abbiano un peso nella stanza del potere. Nasce oggi a Milano la costola italiana del Women Corporate Directors, l'associazione internazionale che riunisce «consigliere» di amministrazione da tutto il mondo.

Presieduto da Marina Brogi (nel board di Impregilo, Banco Desio e della Brianza, Prelios, consigliere di sorveglianza in A2a) Cristina Finocchi Mahne (nel consiglio di Pms group), Maurizio Panetti (amministratore delegato Italia di Heidrick and Struggles, founding partner di Wcd a livello internazionale con Kpmg; la Fondazione Marisa Bellisario è partner in Italia). Nel comitato direttivo tra le altre: Anna Maria Tarantola, presidente Rai; Livia Pomodoro, presidente tribunale di Milano; Lucrezia Reichlin, professore di economia alla London business school e nel board di Unicredit. Una rete per condividere le «migliori esperienze» di governance all'insegna della leadership, la diversità, l'educazione. Al femminile.

8- CINQUE BIG DEL DIRITTO IN GARA PER LE CASE DI STATO...
A.Bac. per il "Corriere della Sera" - Sono cinque gli studi legali invitati dall'Agenzia del Demanio a partecipare alla selezione dei consulenti che dovranno assistere la procedura di dismissione dei beni pubblici. Tutti molto noti i team chiamati a rispondere all'appello entro mercoledì 17 ottobre: Chiomenti, Nctm, Simmons & Simmons, Gianni, Origoni, Grippo Cappelli & partners, Bonelli, Erede e Pappalardo e infine Carbonetti e Associati.

L'importo dell'appalto è di 75 mila euro e gli studi dovranno assicurare l'apporto continuativo di almeno cinque professionisti. Non si tratta del primo atto del piano di dismissioni da 15-20 miliardi. A settembre era stata lanciata una prima gara per trovare un consulente per la valorizzazione degli immobili che avrebbero dovuto operare prima di tutto sui beni rientranti dei fondi Fip e P1, ma poi avrebbero dovuto espletare servizi analoghi «su altri fondi immobiliari di nuova costituzione».

La gara, che avrebbe dovuto vedere l'apertura delle buste a settembre, è stata revocata perché si è preferito prima scegliere un pool di legali che individuino lo strumento migliore per realizzare la dismissione: spa, consorzio o fondo immobiliare. Insomma la procedura costruita dal ministero dell'Economia fa passi indietro. Al punto che per valutare la congruità della lista dei 350 beni, individuati dal Demanio, il ministro Vittorio Grilli ha indetto un «seminario» politico.

9- UN ADVISOR PER ST-ERICSSON...
G.Str. per il "Corriere della Sera" - È andata a StMicroelectronics, ieri, la «palma d'oro» del guadagno più alto tra i titoli dell'indice Ftse Mib. La società di semiconduttori ha strappato un rialzo del 3,05%, spinta dalle voci sul futuro della sua partecipata St-Ericsson, joint venture con il gruppo svedese. I due azionisti, si legge in una nota, «stanno attualmente lavorando con un advisor esterno per assicurare alla St-Ericsson il miglior futuro possibile».

Quale futuro? Per il quotidiano francese «Les Echos», tra le ipotesi ora allo studio ci sarebbe la vendita di alcuni asset. StMicroelectronics ed Ericsson, da parte loro, «continuano a credere nella società e nel suo ruolo strategico». Forse qualcosa in più si potrà sapere il prossimo 23 ottobre, con la presentazione dei dati sul terzo trimestre di St-Ericsson.

10- ALLEANZA FELTRINELLI-LA7 PER UN NUOVO CANALE TV...
Fr.Bas. per il "Corriere della Sera" - Il lancio è previsto per la primavera. Un nuovo canale tv, Internet e mobile targato al 70% gruppo Feltrinelli e al 30% La7: ieri è nata la newco Effe tv. L'amministratore delegato sarà l'ex Rcs Gianluca Paladini mentre Gad Lerner sarà presidente del comitato editoriale. Per il direttore dei contenuti, invece, gira il nome di Riccardo Chiattelli, manager proveniente da Cielo-Sky Italia. Il canale sarà avviato inizialmente sul digitale terreste, poi approderà sulle altre piattaforme, ma il suo Dna è già quello di un canale integrato. E non è escluso il satellite. Nonostante la crisi del mercato pubblicitario, Feltrinelli e La7 hanno individuato un target ritenuto molto interessante proprio dal punto di vista pubblicitario, attento ai contenuti di un canale semigeneralista che approfondirà alcune tematiche.

11- DUE ANNI DI TEATRO SULLA QUOTAZIONE SEA...
S.Mo. per il "Sole 24 Ore" - Stamani ci sarà l'assemblea di Sea, e sulla quotazione la palla passa ai mercati finanziari, una volta superato l'iter politico. Eppure l'ombra della politica continua a pesare sull'operazione. Prima di tutto dello sbarco a Piazza Affari se ne parla da oltre due anni, e mai niente, visto che gli azionisti pubblici, sul più bello, si sono sempre tirati indietro.

Il teatrino del Comune e della Provincia di Milano è peraltro proseguito fino a pochi giorni fa: a Palazzo Marino il centrosinistra era per il sì, il centrodestra per il no e per il no anche la sinistra radicale. In Provincia, a parti invertite, il centrodestra per il sì, il centrosinistra per l'astensione e la sinistra radicale per il no. Gli accordi sono arrivati tra veti incrociati, assenze strategiche e ostruzionismi, e comunque su un flottante piccolo, il 25% , il minimo richiesto. Cosa dirà ora il mercato? Non è un caso che qualche investitore stia ancora domandandosi se questa sarà la volta buona, o uno dei tanti falsi allarmi già visti.

12- NELLA PARTITA UNIPOL VINCONO I «PRIVILEGIATI»...
W.R. per il "Sole 24 Ore" - Ecco spiegato perché le azioni privilegiate Unipol sono salite del 30% in un mese (1,25 € ieri): i 90 milioni di titoli rimasti in carico al consorzio di garanzia, quello guidato da Mediobanca e UniCredit per l'aumento di capitale, sono stati ceduti in blocco (e al prezzo di sottoscrizione di 0,975 €) alle cooperative che gravitano attorno a Unipol.

Per quanto non si conoscano nel dettaglio i nomi, si può supporre che si tratti in larga parte delle stesse cooperative che già controllano per oltre il 31% del capitale ordinario la compagnia bolognese. Titoli che, fino ad agosto, nessuno voleva sono diventati dunque preziosi. Evidentemente il mercato aveva commesso un errore di valutazione, quando per mesi le aveva trattate a sconto di oltre il 50%. O, forse, le cooperative sono state più svelte del mercato a capire quanto oro vi fosse in quei bistrattati titoli privilegiati.

Devono aver fatto un paio di considerazioni le cooperative: 1) che le azioni privilegiate potrebbero staccare già il prossimo anno un dividendo di almeno 17 centesimi, in base alle indicazioni contenute nello statuto, e si potrebbe aggiungere che, se la società decidesse di distribuire ai soli soci privilegiati un utile di 60 milioni, farebbero 22 centesimi per azione, ossia il 22% sul prezzo di sottoscrizione di 0,975 €); 2) che le cooperative, controllando tutte insieme il 33% del capitale privilegiato (cui andrebbe aggiunto un 5,5% acquistato dagli azionisti Finsoe), avrebbero la maggioranza nelle assemblee straordinarie e, dunque, potrebbero proporre la trasformazione dei titoli in ordinari, che quotano 1,74 €.

Oltre ai vantaggi economici, vi sarebbero quelli legati al controllo della società, specie dopo la fusione con Fonsai. Cosicchè, unendo al capitale ordinario i titoli ex privilegiati, gli azionisti del mondo Finsoe raggiungerebbero una maggioranza schiacciante. L'operazione ha una logica indiscutibile. Si potrebbe obiettare che è la trasparenza a far difetto. Ma questo è un vizio all'origine di tutto il cosiddetto salvataggio Fondiaria.

13- RUGGERI LITIGA CON I SOCI PER LE SORTI DI VALVITALIA...
C.Fe. per il "Sole 24 Ore" - Una partita a scacchi. È una strenua resistenza quella che sta opponendo Salvatore Ruggeri (fondatore di Valvitalia, leader nelle valvole per l'industria del petrolio) agli altri soci azionisti: i tre fondi Igi, Synergo e Chequers saliti al 55% del capitale, dopo aver convertito in azioni il convertibile emesso nel 2007.

Oggi Ruggeri possiede il 45% del gruppo dove Ad è il figlio Massimiliano. Ora i fondi punterebbero a cedere la società a un gruppo industriale, che nelle previsioni dovrebbe essere di nazionalità americana. Per questo obiettivo sarebbe vicina l'assegnazione di un incarico all'advisor Citigroup. Ma Ruggeri punta a restare al timone dell'azienda di famiglia. Ci riuscirà? Per opporsi al compratore straniero, starebbe cercando di trovare soci italiani. Chi? Qualche approccio ci sarebbe stato con Clessidra.

 

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