MONTEPACCHI, CHE STRESS! BANCHE EUROPEE SOTTO ESAME, MPS STA MESSA MALISSIMO SUL FRONTE SOFFERENZE

Ugo Bertone per Liberoquotidiano"

Lo studente Italia è volonteroso, s'impegna. Ma dovrà faticare non poco per conquistare la sufficienza in due materie, tra le più importanti: la qualità dei crediti ed esposizione al debito pubblico, due pilastri dell'esame che per un anno impegnerà i 130 istituti bancari più importanti d'Europa, tra cui 15 italiani. È questa la realtà che emerge dal tabellone all'inizio dell'anno scolastico più impegnativo della storia bancaria italiana, nonché europea.

Un anno impegnativo, come non si stanca di ripetere il «preside» Mario Draghi, il grande regista dell'operazione che, se tutto andrà bene, avrà promosso banche solide e ben capitalizzate, in grado di sostenere la ripresa. «È necessario - ha detto lo stesso Draghi - che una parte delle banche non passi l'esame, altrimenti la prova non sarà considerata significativa ». Ma qual è a situazione delle banche di casa nostra? Ha ragione Banca d'Italia a ripetere che i nostri istituti possono stare tranquilli? E chi pagherà, alla fine, il conto se emergerà la necessità di aprire il portafoglio?

A prima vista in quanto a qualità dei crediti, all'apparenza siamo proprio messi male. Secondo le elaborazioni di R&S di Mediobanca, su 100 milioni di crediti lordi erogati dalle prime 5 banche italiane ben 14,2 milioni sono andati a male. Per intenderci tre volte di più delle banche tedesche (ove la percentuale è solo del 4,2%), addirittura sei volte tanto le banche olandesi (incagli e sofferenze al 2,3%).

In questa classifica negativa primeggia, si fa per dire, Banca Mps (un euro prestato su cinque è andato in fumo) seguito dal Banco Popolare, ancora alle prese con le disavventure della Popolare di Lodi targata Fiorani. Ma anche i Big Unicredit ed Intesa non se la passano benissimo. Anche se va detto che, a fronte dei crediti dubbi, Unicredit ed Intesa sono assai più solidi di colossi come Deutsche Bank o Commerzbank.

Ma, se guardiamo alle regole, è lecito nutrire qualche speranza in più qualche soprattutto, la classifica potrebbe se la Banca d'Italia valutasse i crediti deteriorati con lo stesso metro di giudizio di altri sistemi, questi scenderebbero dal 12,4 all'8,5% . Lo stesso vale per i «crediti ponderati per i rischi» cioè il capitale da accantonare a fronte degli impieghi, più rigoroso in Italia che, ad esempio, in Spagna. Tanto per intenderci, in Italia sono considerati crediti deteriorati anche quelli non pagati ma interamente coperti da garanzie reali. Non solo.

Sono classificati crediti deteriorati per due anni anche quelli già oggetto di una ristrutturazione mentre da altre parti sono subito riclassificati per buoni. In sintesi, non siamo messi bene, perché paghiamo com'è inevitabile, il prezzo di cinque anni che hanno mandato in fumo un quarto della produzione industriale. Ma non partiamo bocciati in partenza. Anche se per gli ultimi della lista si dovrà metter mano al portafoglio. Per non parlare di Monte Paschi, che di sicuro dovrà trovare al più presto 2,5 miliardi.

b) Non meno delicato il capitolo dei titoli di Stato. I forzieri delle banche italiane (soprattutto Mps, Banco Popolare, Ubi ed Intesa) ne sono zeppi. Come verranno giudicate in occasione dello stress test? Ancor prima degli esami, del resto, si sa che le nostre banche stanno in piedi nella congiuntura attuale, ma non reggerebbero ad un nuovo, pesante calo di Bot e Btp (più di 400 miliardi in pancia). E se la «prova da sforzo» imposta dagli ispettori della Bc sarà rigorosa (come lo sarà), qualche banchiere nostrano rischierà l'infarto.

c) Ma anche le banche del Nord hanno i loro problemi: la parigina Bnp Paribas ha in pancia titoli tossici che coprono il 34% degli asset, eredità degli anni della finanza facile. I derivati coprono un quarto dell'attivo del Crédit Agricole. Del resto, le regole sono così ballerine che non è facile un raffronto: un mutuo di 100 mila euro richiede un grado di copertura di 14 mila euro in Olanda, 20 mila inItalia, 35 mila in Spagna dove ormai la parola mutuo è proibita. d)

I numeri, insomma, spiegano molto ma non tutto, vista la base disomogenea. Il primo compito di Draghi è proprio quello di imporre regole comuni, con una gigantesca operazione trasparenza. Il secondo, fin da stasera, è capire chi pagherà il conto.

Dalla Germania filtrano richieste aggressive e pericolose: si chiede che le perdite vengano caricate sia agli azionisti che ai portatori di obbligazioni (e Draghi è già insorto); si tergiversa sul ruolo del fondo comune Ems, istituito proprio per intervenire a favore delle crisi bancarie. Insomma, ci sarà da litigare. Probabilmente fino all'ultimo, ovvero ottobre 2014. Ma ne vale la pena: se ci sarà un compromesso avremo un sistema bancario europeo, se non più robusto, meno fragile di oggi. E si potrà parlare di ripresa.

 

monte-dei-paschi-di-siena-sedemonte dei paschi di siena MONTE DEI PASCHI DI SIENA il presidente dell eurogruppo juncker a destra in una rara foto con mario draghi e mario monti aspx LOLANDESE DE JAGER IL GRECO VENIZELOS MARIO DRAGHI IL COMMISSARIO UE OLLI REHN Draghi e SchaeublemediobancaLA SEDE DI MEDIOBANCA

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”