MPS, BERE O AFFOGARE - PER L’OK DI BRUXELLES AL “SALVATAGGIO” CI VOGLIONO ALTRI 5MILA LICENZIAMENTI (A SPESE DELL’INPS) E 2,5 MILIARDI DI RICAPITALIZZAZIONE

Gianluca Paolucci per "La Stampa"

Rimborso di 3 miliardi di Monti bond entro il 2014 e 8 mila esuberi. Sono i numeri nuovi del piano «lacrime e sangue» di Monte dei Paschi per ottenere il via libera di Bruxelles all'aiuto di Stato dei Monti bond stessi, 4,1 miliardi iniettati - a tassi piuttosto onerosi - dal Tesoro per rafforzare il capitale dell'istituto.

Piano che entro il 2017 si pone obiettivi ambiziosi, primo tra tutti il raggiungimento di un utile netto di 900 milioni di euro a fine piano. Piano definito «roadmap» dal presidente Alessandro Profumo e dall'ad Fabrizio Viola che prevede tre passaggi principali: maxi-aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro da lanciare nel corso del 2014, rimborso di 3 miliardi di Monti bond (il 70% del totale) entro il prossimo anno e misure per contenere i costi.

Proprio la razionalizzazione delle spese è la voce più critica. Per il management della banca infatti bisognerà ridurre il personale di 8.000 unità, ovvero di altri 5.300 dipendenti se si contano i 2.700 già usciti col piano precedente - a fine giugno nel gruppo lavoravano complessivamente 28.473 persone.

In questo modo il costo del personale si andrà a ridurre di circa 500 milioni di euro. Un annuncio questo che ha già messo in allarme i sindacati, ai quali oggi verrà illustrato il piano. Al contempo il numero di sportelli del Monte da chiudere a fine 2017 dovrà lievitare a quota 550, di cui 400 già chiusi a settembre 2013.

Tra gli altri impegni che la banca si è assunta di fronte alla Commissione Ue, che dovrebbe esprimersi sul salvataggio entro il 14 novembre (data della terza trimestrale del Monte), è il taglio al portafoglio Titoli di Stato italiani in Afs (da 23 miliardi a 17 miliardi nominali nel 2017) e la fissazione di un limite agli stipendi dei manager che non dovrà superare il mezzo milione di euro.

La misura, imposta con vigore dalla Ue, va a colpire in modo particolare la prima linea di manager, arrivata a Siena nel corso del 2012 con l'obiettivo di risanare l'istituto. Per Viola, la misura si traduce in un taglio secco di due terzi dei compensi.

Al tempo stesso, ha spiegato il direttore finanziario Mingrone, nel breve termine la banca su richiesta delle autorità europee non potrà erogare dividendi. «La Commissione ha imposto la sospensione dei dividendi ma se riusciremo a raccogliere capitale allora potrà rimuoverlo. Comunque sia non mi aspetto un dividendo nel breve termine».
Commentando il salvataggio Profumo e Viola hanno ribadito di essere fiduciosi sulla buonuscita del tutto.

«Il piano di ristrutturazione conserva intatte la nostra visione e le priorità strategiche della banca ma consente di accelerarne il rilancio attraverso il rafforzamento patrimoniale ed il piano di rimborso anticipato» dei Monti bond, ha detto il presidente. Viola da parte sua ha spiegato che adesso «si apre la seconda fase che ci vedrà impegnati nel proseguimento del rilancio, nell'esecuzione del piano di ristrutturazione e nel rimborso del debito di Stato».

 

 

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