zuckerberg soros

CORTOCIRCUITO TRA I LIBERAL! - UN'INCHIESTA DEL LIBERAL 'NEW YORK TIMES' SVELA TUTTE LE BUGIE E GLI INGANNI DELLA FACEBOOK MOLTO LIBERAL (ALMENO PER LE DONAZIONI MILIONARIE) NONCHE' L'OPERA DI DIFFAMAZIONE CONTRO IL SUPER-LIBERAL (ALMENO QUANDO NON SPECULA CONTRO I POVERI RISPARMIATORI) GEORGE SOROS. È TUTTO MOLTO LIBERAL. E MOLTO LURIDO

 

zuckerberg

1. FACEBOOK: BUFERA DOPO NYT, ACCUSATA DI DIFFAMARE SOROS

 (ANSA) - La Open Society Foundation accusa Facebook di mettere a rischio i valori della democrazia dopo le ricostruzioni del New York Times, secondo le quali il social media e' stato coinvolto nella campagna di insulti e calunnie contro il fondatore dell'organizzazione no-profit, George Soros. Lo riporta il Financial Times. Secondo il New York Times, Facebook ha usato tattiche subdole quando e' finita sotto pressione per le interferenze russe: il social ha usato l'agenzia di consulenza Definers Public Affairs per diffondere cattive informazioni sui suoi rivali e su Soros nell'ambito di una strategia per distrarre l'attenzione dai suoi problemi.

 

"Sono rimasto scioccato dall'apprendere dal New York Times che Facebook ha assunto una società di ricerca repubblicana per alimentare gli animi contro George Soros" afferma Patrick Gaspard, il presidente di Open Society Foundations, in una lettera a Sheryl Sandberg, il chief operating officer di Facebook.

 

Sheryl Sandberg

"Mi ha deluso vedere i fallimenti" di Facebook nel "monitorare la cattiva informazione sulla sua piattaforma. Venire a sapere che" Facebook "ha avuto un ruolo attivo nel promuovere queste distorsioni va oltre ogni limite" aggiunge Gaspard, mettendo in evidenza come gli sforzi di Facebook in questo senso rientravano in una "strategia deliberata per distrarre" l'attenzione dai problemi della società. "Questa è un'offesa ai valori che Open Society cerca di promuovere. I metodi" di Facebook "minacciano i valori che sono alla base della democrazia".

ZUCKERBERG E SHERYL SANDBERG jpeg

 

 

2. COSÌ FACEBOOK HA CERCATO DI INGANNARE CHI LA METTEVA SOTTO ACCUSA

Da www.agi.it

 

Facebook sapeva. Sapeva tutto. E non ha fatto niente. Sapeva della canpagna di disinformazione russa condotta durante la campagna elettorale per le presidenziali 2016; sapeva degli errori commessi nella gestione della privacy dei dati degli utenti e sapeva che sul social network proliferavano i contenuti offensivi senza che nessuno facesse alcunchè per arginarli. Sapeva tutto e non ha fatto niente.

ZUCKERBERG WIRED

 

Un'indagine del New York Times ha rivelato come Facebook abbia combattuto chi cercava di chiamarla a rispondere delle sue colpe: indugiando, negando e sviando. Una strategia fallimentare, la definisce il quotidiano, per gestire gli allarmi sulla crisi della privacy della piattaforma social che gestisce i dati di oltre 2,2 miliardi di persone.

zuckerberg 1

 

Solo nel settembre 2017, un anno dopo i primi segnali degli interventi russi nelle elezioni Usa attraverso il social network, l'amministratore delegato (e fondatore) di Facebook, Mark Zuckerberg, e il direttore operativo, Sheryl Sandberg, hanno preso in mano il problema. Entrambi troppo presi dai progetti personali e dal promettente futuro dell'azienda.

 

E quando nella scorsa primavera è scoppiato lo scandalo di Cambridge Analytica l'azienda ha cercato di deviare le colpe e mascherare il problema, per passare poi in seconda fase all'attacco. Mentre Zuckerberg era impegnato in un tour globale di scuse pubbliche, Sandberg ha supervisionato una campagna di lobbying aggressiva per combattere i critici di Facebook, spostare la rabbia dell'opinione pubblica verso le compagnie rivali e scongiurare una regolamentazione dannosa. "Facebook ha impiegato una societaà di analisti per screditare i manifestanti attivisti, in parte collegandoli al finanziere George Soros. Oltre a un lavoro fitto di lobbying sui membri del Congresso.

chris wylie alla commissione parlamentare inglese

 

L'inchiesta pubblicata dal New York Times si basa sulle interviste fatte a 50 persone, tra cui alcuni dirigenti e dipendenti, ex ed attuali, dell'azienda; legislatori e funzionari governativi; lobbisti e membri del personale del Congresso. Zuckerberg e Sandberg hanno rifiutato di commentare i risultati ma in una dichiarazione dell'azienda viene riconosciuta la lentezza nell'affrontare i problemi emersi, facendo comunque notare i progressi fatti da allora. "E' stato un momento difficile per Facebook e l'intero team di gestione si è concentrato sull'affrontare i problemi che affrontiamo", si legge nella dichiarazione. "Stiamo lavorando duramente per garantire che le persone trovino i nostri prodotti utili e per proteggere la nostra comunità da cattivi elementi". 

Cambridge AnalyticaCambridge Analytica Cambridge Analytica

 

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