TERNA VINCENTE PER ARMANI - A MENO DI COLPI DI SCENA, OGGI A BORSA CHIUSA LA CASSA DEPOSITI E PRESTITI, PRIMA AZIONISTA, ANNUNCERA’ CHE IL NUOVO AD DI TERNA SI CHIAMA GIANNI ARMANI

Alessandro Barbera per "La Stampa"

Delle grandi società quotate, mancava solo lei. Oggi - a mercati chiusi - i vertici di Cassa depositi e prestiti comunicheranno il nuovo consiglio di amministrazione di Terna, la società per azioni che gestisce la rete elettrica e specializzata negli investimenti nel settore anche all'estero.

Il nome del presidente lo sappiamo da giorni: si tratta di Catia Bastioli, numero uno di Novamont, imposta da Renzi in nome di un ricambio al femminile. Quel che non è ancora ufficiale è il nome del nuovo amministratore delegato. Il favorito sulla carta sarebbe Matteo Del Fante, quarantenne, direttore generale della Cassa, già consigliere di amministrazione della società ma soprattutto - dicono le indiscrezioni - molto apprezzato a Palazzo Chigi e da Luca Lotti, il fedelissimo sottosegretario alla presidenza del premier.

Ma poiché le caselle da riempire nei prossimi mesi sono molte, Renzi avrebbe deciso di conservare la carta Del Fante per una poltrona più importante. In scadenza ce ne sono diverse, da Ferrovie - rimasta senza guida dopo il passaggio di Mauro Moretti a Finmeccanica - alla direzione generale del Tesoro, dalla quale è dato in uscita Vincenzo La Via. La soluzione interna è del resto quella preferita ai vertici della Cassa, da Giovanni Gorno Tempini e dal presidente Franco Bassanini.

Insomma, a meno di colpi di scena il nuovo amministratore sarà Gianni Armani, ingegnere, due anni in Telecom Italia e cinque a McKinsey. Armani alla testa di Terna risponde alla stessa logica che ha portato Descalzi a Eni e Starace a Enel: un nome nuovo, ma interno all'azienda. Amministratore delegato di Terna Rete Italia, la società del gruppo che si occupa dell'esercizio, della manutenzione e dello sviluppo della rete elettrica nazionale, ha fama di manager serio e preparato.

Quello che inizia oggi è l'inizio del secondo tempo della grande partita delle nomine dell'era renziana. Ferrovie, Inps, Agenzia delle Entrate. C'è da decidere i nuovi vertici dell'Istat, per il quale hanno presentato il curriculum più di quaranta persone: da Fiorella Kostoris a Sandro Trento. C'è da scegliere i vertici dei Monopoli e di molte delle controllate del Tesoro, società sconosciute ai più ma dai fatturati pari a quelli di grandi aziende. Per Ferrovie il favorito è Michele Elia, amministratore della società che gestisce l'infrastruttura ferroviaria Rfi e sostenuto con forza dall'uscente Moretti.

L'alternativa è Domenico Arcuri, oggi ai vertici di Invitalia e ben visto dalla lobby dalemiana. In questo caso il termine per la decisione è il 15 maggio, il giorno in cui è già convocata l'assemblea di Finmeccanica che formalizzerà il passaggio di consegne fra l'attuale numero uno Pansa e Moretti. Entro maggio dovrà esserci anche il nome di chi sostituirà Attilio Befera alla guida dell'Agenzia delle Entrate.

La corsa - dicono nei palazzi - è a due: fra l'attuale numero due Marco Di Capua, molto apprezzato anche all'interno della struttura, e il procuratore aggiunto di Milano Francesco Greco, esperto di evasione e da tempo impegnato nella lotta al riciclaggio.

 

GIANNI ARMANIFlavio Cattaneo TERNAcatia bastioli Franco Bassanini e Linda Lanzillotta domenico arcuri foto mezzelani gmt CAMERA ARDENTE DI GERARDO DAMBROSIO LA FIGLIA DI DAMBROSIO CON FRANCESCO GRECO

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)