ex ilva acciaierie d italia taranto adolfo urso

IL PARADOSSO DEL GOVERNO DEI PATRIOTI: L’ILVA CHE VERRÀ NON PARLERÀ ITALIANO – VENERDÌ SCADE IL TERMINE PER LE OFFERTE PER COMPRARE L’INTERO COMPLESSO SIDERURGICO DI ACCIAIERIE D’ITALIA (TARANTO, GENOVA, NOVI LIGURE E RACCONIGI). SI SONO FATTI AVANTI SOLO COLOSSI STRANIERI, DALL’INDIANA VULCAN STEEL AGLI AZERI DI BAKU STEEL – I GRUPPI ITALIANI PREFERISCONO LO “SPEZZATINO”, OSSIA L’ACQUISTO DI SINGOLI ASSET – IN CAMPO ANCHE L’IPOTESI DI UNA CORDATA GUIDATA DAL FONDO USA BEDROCK, CON LA TRICOLORE ARVEDI…

Estratto dell’articolo di Raffaele Lorusso per "la Repubblica"

 

https://www.repubblica.it/economia/2025/01/08/news/da_jindal_a_bedrock_solo_colossi_stranieri_in_corsa_per_l_ex_ilva-423924942/

 

ex ilva di taranto - acciaierie d italia

L’Ilva che verrà non parlerà italiano. A pochi giorni dalla scadenza del termine per la presentazione delle offerte vincolanti, fissata per venerdì, l’acquisizione del complesso siderurgico sembra un affare per colossi stranieri. La corsia preferenziale che il governo, così come specificato nel bando, intende assegnare alla vendita in blocco non incontra l’interesse dei gruppi italiani del settore.

 

Da Marcegaglia ad Arvedi, fino a Sideralba, la preferenza è per lo “spezzatino”, ossia l’acquisto di singoli asset. Salvo sorprese, il governo dei patrioti dovrà trattare con colossi extraeuropei, anche se non è da escludere la formazione di cordate con la partecipazione di aziende italiane, che potrebbe materializzarsi dopo la presentazione delle offerte vincolanti.

 

adolfo urso giancarlo giorgetti voto di fiducia sulla manovra 2024 foto lapresse

Il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha già chiarito di non essere favorevole a una partecipazione azionaria dello Stato. Piuttosto, Palazzo Chigi utilizzerà il golden power per ottenere dalla nuova proprietà precise garanzie su investimenti, transizione energetica, risanamento ambientale e tutela dell’occupazione[…]

 

 Dopo le manifestazioni di interesse del settembre scorso, serve per raccogliere e valutare le offerte. Non è un termine perentorio, quindi non esclude la possibilità di interloquire anche con società che dovessero affacciarsi successivamente.

 

AREA EX ILVA GENOVA

Le aziende che, al momento, sembrano intenzionate a rilevare l’intero complesso siderurgico, con gli stabilimenti di Taranto, Genova, Novi Ligure e Racconigi, sono extra Ue. Si va dal gruppo indiano Vulcan Steel, guidato da Naveen Jindal, il cui fratello maggiore, con cui non ha legami societari, ha investito a Piombino, agli azeri di Baku Steel. […]

 

Da alcuni giorni, poi, si parla con insistenza di un interesse del fondo di investimento americano Bedrock. Secondo indiscrezioni, in cordata con gli americani potrebbe esserci il gruppo Arvedi. A presentare un’offerta dovrebbe essere anche la canadese Stelco, il cui controllo è passato al colosso statunitense Cleveland-Cliffs. Potrebbero sfilarsi, almeno in questa fase, gli ucraini di Metinvest. […]

 

adolfo urso giorgia meloni question time alla camera

La cessione dell’ex Ilva fa gola ai colossi stranieri del settore soprattutto per le risorse pubbliche disponibili per gli interventi di decarbonizzazione e transizione energetica nello stabilimento di Taranto.

 

Tra i fattori che scoraggiano l’acquisto in blocco, soprattutto da parte degli operatori italiani, ci sono la portata degli investimenti – si calcola che sarebbero necessari 6 miliardi di euro – e gli alti costi dell’energia che già oggi rendono l’acciaio prodotto in Italia più caro rispetto a quello di altri Paesi europei.

acciaierie d italiastabilimenti ex ilva a taranto

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?