PER LA PRIMA VOLTA OLTRE LA META' DEL CAPITALE DELLE SPA QUOTATE IN BORSA E' IN MANI STRANIERI: A GIUGNO SCORSO E' SALITA AL 51% LA PERCENTUALE DEI GRANDI GRUPPI ITALIANI DI PROPRIETA' DI SOGGETTI ESTERI - L'ALLARME DELLE PMI: "I COLOSSI FINANZIARI INTERNAZIONALI VENGONO IN ITALIA PER SPECULARE"

PIAZZA AFFARI BORSA MILANOPIAZZA AFFARI BORSA MILANO

AdnKronos) - L'Italia è terra di conquiste e oltre la metà delle spa quotate tricolori è in mani straniere: gli investitori esteri superano per la prima volta il 50% di possesso del made in Italy di Piazza Affari. La capitalizzazione di Borsa delle imprese del nostro Paese è cresciuta in un anno di 36 miliardi arrivando a 545 miliardi complessivi ma sale al 51%, con un'impennata di 52 miliardi, la fetta in mano ai colossi internazionali. Mentre il 43% di tutte le imprese (anche le non quotate) è controllato dalle famiglie.

 

È questo il quadro che emerge da un rapporto del Centro studi di Unimpresa, sull'andamento del valore delle aziende italiane nell'ultimo anno. Secondo l'analisi, basata su dati della Banca d'Italia, da giugno 2014 a giugno 2015, si è dunque assistito a un significativo scatto in avanti del valore delle spa presenti sui listini di piazza Affari, ma l'andamento del valore delle quote presenta delle differenze secondo la categoria di azionisti.

 

GABRIELE BASILICO FOTOGRAFA CATTELAN IN PIAZZA AFFARI GABRIELE BASILICO FOTOGRAFA CATTELAN IN PIAZZA AFFARI

Da giugno 2014 a giugno 2015, il capitale delle spa quotate del nostro Paese è passato da 509,7 miliardi di euro a 545,6 miliardi in crescita di 35,8 miliardi (+7,0%). Sul listino tricolore cresce il peso degli azionisti «non italiani» che ora hanno partecipazioni di imprese quotate della Penisola pari a 278,7 miliardi, il 51,1% del totale. Predominante, ma in calo è il peso delle famiglie nel capitale delle aziende (quotate e non) con partecipazioni pari a 891,2 miliardi, in diminuzione di 28,4 miliardi; anche in questo comparto è più forte la presenza degli stranieri, passati dal 22 al 25% con un aumento delle quote di 80 miliardi.

 

Le partecipazioni di spa quotate in mano alle imprese italiane a giugno 2015 valevano 107,3 miliardi (il 19,7% del totale) in diminuzione di 21,9 miliardi (-17,0%) rispetto ai 129,2 miliardi di giugno 2014. Le banche continuano ad avere una presenza forte, di fatto invariata, nel capitale delle spa quotate con il 10,0%, pari a 54,6 miliardi in crescita di 1,9 miliardi (+3,7%). Lo Stato centrale ha nel suo portafoglio titoli azionari quotati italiani per 15,7 miliardi (il 2,9% del totale), in discesa di 1,1 miliardi (-6,8%) rispetto ai 16,8 miliardi di un anno prima.

 

Piazza AffariPiazza Affari

A piazza Affari i privati (famiglie) controllano quote pari a 68,3 miliardi (il 12,5% del totale), cresciute di 2,8 miliardi (+4,3%) rispetto ai 65,4 miliardi dell'anno precedente. Gli stranieri controllano il 51,1% di piazza Affari con partecipazioni pari a 278,7 miliardi in aumento di 52,6 miliardi rispetto ai 226,04 miliardi di giugno 2014: finora le quote estere non avevano mai superato la soglia del 50%.

 

Complessivamente il valore delle società italiane quotate è salito in un anno di 35,8 miliardi (+7,0%) da 509,7 miliardi a 545,6 miliardi. Presenza estera sempre più estesa, dunque. Sale, infatti, il peso degli stranieri anche se si estende l'analisi a tutto l'universo delle società per azioni. Le spa italiane, comprese le quotate, valgono (giugno 2015) 2.041,7 miliardi, in aumento di 55,1 miliardi (+2,8%) rispetto ai 1.986,5 miliardi di giugno 2014.

 

unimpresaunimpresa

La ripartizione delle quote è la seguente: le imprese hanno il 12,4% pari a 253,7 miliardi, in calo di 1,9 miliardi (-0,8%) sui 255,6 miliardi di un anno prima. Le banche hanno il 10,7% pari a 219,3 miliardi, in lieve aumento di 4,9 miliardi (+2,3%) rispetto a 214,4 miliardi dell'anno precedente.

 

Scende anche la quota dello Stato centrale che ora ha il 5,0% di spa con 101,5 miliardi, in diminuzione di 1,1 miliardi (-1,1%) rispetto ai 102,2 miliardi precedenti. I privati detengono il 43,7% di società per azioni, dato che conferma il carattere familiare dell'imprenditoria italiana, con 891,2 miliardi in discesa, tuttavia, di 28,4 miliardi (-3,1%) rispetto ai 919,7 miliardi di giugno 2014.

 

paolo-longobardi di unimpresapaolo-longobardi di unimpresa

La quota di imprese italiane in mano agli stranieri, che corrisponde al 25,8% del totale, è aumentata di 80,09 miliardi (+17,9%) da 447,09 miliardi a 527,1 miliardi. «Se da una parte va valutato positivamente l'aumento del valore delle imprese italiane, dall'altro bisogna guardare con attenzione la presenza degli stranieri e capire fino a che punto si tratta di investimenti utili allo sviluppo e dove finisce, invece, l'attività speculativa», commenta il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.

 

«Siamo preoccupati, la fortissima crisi che sta colpendo l'Italia più di altri paesi sta consegnando di fatto i pezzi pregiati della nostra economia a soggetti stranieri, si tratta di colossi finanziari che non sempre comprano con prospettive di lungo periodo o di investimento, ma spesso per fini speculativi».

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…