DIGITAL WAR - PERCHE’ LA FRANCIA HA FATTO BENE A BLOCCARE LA VENDITA DI DAILYMOTION ALL’AMERICANA YAHOO!

Glauco Benigni per Dagospia

Leggiamo oggi sui giornali che il Governo Francese ha impedito - per il momento - la vendita del social network Dailymotion al motore di ricerca Usa Yahoo! E leggiamo commenti sorpresi dal fatto che uno Stato ingerisca nelle questioni di compravendita tra privati. Ci sembra inevitabile quindi contribuire al dibattito sottolineando alcuni aspetti che restano in ombra.

1) Al di là di Youtube, in Occidente, solo il francese Dailymotion ha assunto lo status di videosharing network. (Facebook non è un videosharing network ma un text&photosharing network). Ciò conferisce a Dailymotion un valore altamente strategico che, di fatto è molto superiore all'offerta, per il 75% del pacchetto azionario, pari a soli 200 milioni di dollari Usa.

2) Lo Stato francese possiede una porzione di azioni, pari al 27%, e anche questo aspetto è rilevante in quanto è l'unico esempio di interesse pubblico in una scena che altrimenti appare gestita solo da avidi interessi privati. Ciò consente altresì di "avere voce in capitolo".

3) Molto importate: lo Stato francese non ha negato l'acquisizione tout court, ma ha indicato che la quota massima da acquisire potrebbe essere quella del 50%. Qui lo stop all'acquisizione totale appare ineccepibile. Non si capisce perché in Usa le Company di valore strategico, quali ad esempio quelle che posseggono frequenze tv, possano essere possedute da stranieri solo fino al 25%, mentre invece in Europa, per discutibili e volgari motivi di mercato, i mercanti possano rilevare l'intero pacchetto di strutture di comunicazione sociale che hanno un grande impatto sulla formazione delle coscienze e sugli stili di vita.

Provate a ipotizzare che qualcuno, magari i Cinesi o i Russi, faccia un'offerta a Youtube o a Paypal o Amazon per rilevare il pacchetto di controllo e vedrete come la Federal Communication Commission chiederebbe al Pentagono di scatenare la III Guerra Mondiale .

4) A sostegno della difesa di Dailymotion, c'è da aggiungere che la società francese attiva negoziati e contratti con i suoi Utenti che generano contenuti e assicura a costoro un ammontare fisso di denaro nel caso di inserimenti pubblicitari. Si parla di 7 Euro per ogni mille viewers, una cifra socialmente molto importante e rilevante, in quanto soprattutto "certa" "ex ante" e non oggetto di pelose, segrete contrattazioni a 4 occhi "ex post", come ad esempio fa Youtube .

In sintesi: bravi ancora una volta i francesi, che i gioielli di famiglia se li tengono o se li fanno pagare in barba a qualsiasi visione liberista espressa da qualche ottuso sognatore che crede che il mercato regoli la realtà sociale. Come sanno bene a Wall Street : " Il mercato regola solo gli interessi di chi firma l'assegno più grosso" e 200 milioni di dollari sono una cifra risibile che si guadagna e si perde con un click del mouse .

2. IL GOVERNO HOLLANDE FA SCAPPARE GLI USA
Maurizio Stefanini per "Libero"

Si sa: i francesi sono sempre pronti a infilarsi nelle privatizzazioni altrui, ma poi quando qualcuno prova a infilarsi a casa loro, tornano nelle trincee della Marna. Come da copione, il governo di Hollande (ieri il presidente festeggiava, si fa per dire, il suo primo anno all'Eliseo) ha bloccato il tentativo di Yahoo! di comprare il pacchetto di maggioranza di «Dailymotion».

Ma stavolta il risultato è uno scontro frontale con France Télécom. «Dailymotion è una controllata di France Télécom e non dello Stato. È il gruppo, la direzione e il Cda che gestiscono questo dossier » ha obiettato con ira l'amministratore delegato Stéphane Richard. Privatizzata nel 2004, France Télécom è oggi una public-company in cui le quote residue gestite dallo Stato in modo diretto o indiretto non oltrepassano il 26,94% della proprietà totale. In più, i 226 milioni di clienti che ha in tutto il mondo ricordano come sia a sua volta una multinazionale che ha a sua approfittato massicciamente di acquisti fatti all'estero, che è un giocatore globale, e a cui non garba certo di potersi vedere rinfacciare domani precedenti imbarazzanti di questo tipo.

Tra i vari litiganti, comunque, al momento a godere è Google. Fondata nel 1994, Yahoo! fu all'alba dei motori di ricerca su Internet il grande duellante con AltaVista, secondo però un principio di spartizione che in fondo assicurava una posizione a tutti e due: AltaVista indicizzava infatti i risultati per termini, mentre Yahoo! li ordinava per categorie (è la stessa differenza che c'è tra le enciclopedie sistemate in ordine alfabetico e quelle monografiche). Ma poi nel 1997 fu inventata Google, col famoso algoritmo che permetteva di ordinare i risultati in base al numero di link.

Un uovo di colombo che spazzò via AltaVista, mentre Yahoo! resistette modificandosi e cercando di assorbire altri siti popolari. La stessa AltaVista fu comprata nel 2003 e assorbita del tutto nel 2010, e una sinergia con Microsoft è stata raggiunta attraverso il collegamento col motore di ricerca Bing. Nel 2008, anzi, Microsoft tentò addirittura un'Opa ostile, per rinunciarvi quando si rese conto che le sarebbe costato troppo. In compenso, nel 2012 Yahoo! ha ottenuto un successo nominando amministratore delegato Marissa Mayer: già fondatrice e storica portavoce di Google.

Piuttosto che dall'invenzione di motori di ricerca alternativi le sfide a Google sono venute con idee differenti: dall'enciclopedia Wikipedia a Facebook e a YouTube. Ma proprio con l'acquisto di YouTube già nel 2006, l'anno dopo la sua creazione, Google registrò un nuovo colpo, collegando assieme il suo primo posto come frequentazione Internet con il terzo posto mondiale (seconda è Facebook). Creata anch'essa nel 2005, il sito francese Dailymotion è solo il 31°. Però è il secondo sito di video dopo YouTube, e con il suo acquisto Yahoo! avrebbe potuto appunto continuare a abbozzare questa strategia di contenimento.

Per questo Marissa Mayer, l'ad di Yahoo!, aveva offerto 200 milioni di euro per un 75% della quota con l'opzione per arrivare al 100%. Ma il governo francese per bocca del ministro dell'Innovazione Industriale Arnaud Montebourg ha parlato di «gioiello»: «una delle rare aziende francesi che ha avuto successo sul Web negli anni recenti», «un'azienda non in perdita». «Non vi lascerò vendere una delle migliori startup francesi», ha detto in un incontro con il numero due di Yahoo! Henrique de Castro e il direttore finanziario di France Télécom Gervais Pellissier.

«Non sapete cosa state facendo ». Ed ha controproposto, per evitare che un'impresa francese fosse «divorata»: o 50 e 50, o niente. È stato niente. Il timore sarebbe stato anche che Dailymotion fosse portata all'estero: ma l'obiezione è che con veti di questo tipo capitali e investimenti stranieri possano finire per scappare via. E il problema di trovare nuovi partner per far decollare il sito resta. All'offerta del governodi fornire lui i soldi che servono Richard ha risposto a brutto muso: «noi non cerchiamo partner finanziari. Il nostro obiettivo è un'alleanza che assicuri lo sviluppo di Dailymotion all'estero».

Montebourg non è nuovo a interventi a gamba tesa contro gli americani: pochi mesi fa si era scontrato coi vertici della Goodyear che avevano osato criticare l'eccessiva sindacalizzazione dei dipendenti francesi. Ieri, invece, il ministro dell'Innovazione Industriale ha rischiato di innescare una crisi nel governo stesso dopo aver dichiarato che la decisione di stoppare Yahoo! era stata presa dopo aver consultato il collega Moscovici, responsabile dell'Economia. Circostanza smentita dal diretto interessato. Una nuova grana per Hollande. Buon compleanno, président.

 

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