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DIETRO LA PROPAGANDA MELONIANA, C’È LO SPROFONDO ECONOMICO – LE PREVISIONI DELLA COMMISSIONE UE PIAZZANO L’ITALIA ALL’ULTIMO POSTO IN EUROPA PER CRESCITA NEL 2027 (UN MISERO 0,6%) E PER DEBITO PUBBLICO (139,2 DEL PIL, PEGGIO ANCHE DELLA GRECIA) – AUMENTANO I POVERI: 12 MILIONI DI ITALIANI NON ARRIVANO A FINE MESE – TRA LA CRISI ENERGETICA, LA FINE DEL BOOSTER DEL PNRR E L’INCAPACITÀ DEL GOVERNO DI AVERE UNA VISIONE PER LA PRODUTTIVITÀ, GIORGIA MELONI SI TROVA NEL PIENO DEL VORTICE, PROPRIO NELL’ANNO PRE-ELETTORALE, CON LA PROSPETTIVA DI UN’ALTRA MANOVRA LACRIME E SANGUE – IL COMMISSARIO DOMBROVSKIS CHIUDE ALLE RICHIESTE PRESSANTI DI GIORGETTI DI SOSPENDERE IL PATTO DI STABILITÀ: “CERTI STATI DEVONO ESSERE PRUDENTI”

1. LE STIME UE GELANO L'ITALIA ULTIMA PER CRESCITA PRIMA PER DEBITO PUBBLICO

Estratto dell’articolo di Claudio Tito per “la Repubblica”

 

GIANCARLO GIORGETTI - GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

Se non è un crollo poco ci manca. […] Per tutta l'Ue e in particolare per l'Italia. Che quasi dimezza le aspettative di crescita nel 2026. […] Al nostro Paese […] tocca la maglia nera assoluta per il 2027: ultimo della classe per crescita e per debito. Il prossimo anno supereremo di slancio persino la Grecia.

 

[…]  La colpa è in larga parte dello shock energetico provocato dalla guerra nel Golfo Persico. Ma su di noi l'impatto sembra maggiore rispetto agli altri partner e strutturale. Così il Pil nell'Unione si riduce all'1,1 per cento con un taglio di 0,3 punti rispetto alle precedenti previsioni autunnali di novembre scorso. Per poi risalire all'1,4 nel 2027.

 

GIORGIA MELONI E IL RECORD NEGATIVO DELLA CRESCITA ITALIANA - VIGNETTA BY ELLEKAPPA

In Italia la crescita quest'anno si attesterà invece allo 0,5 per cento, nelle precedenti stime era fissato allo 0,8. Il prossimo salirà solo allo 0,6 e saremo gli ultimi della classe, seguiti dalla Germania allo 0,9. L'economia di Berlino nel 2026 addirittura passa dall'1,2 allo 0,6. La Francia lima di poco il precedente 0,9 e si attesta allo 0,8 fino a dicembre prossimo. […]

 

Il deficit in Italia dovrebbe rimanere nel 2026 al 2,9 per cento e anche nel 2027. Ma la tendenza non assicura questo risultato. Anche perché il debito continua a salire: 138,5 rispetto al Pil quest'anno e 139,2 il prossimo superando la Grecia, al 134,4, che in un anno riesce a tagliare di oltre 6 punti il suo score. E in più c'è uno scatto dell'inflazione consistente: 3,1 per cento nell'Ue, al 3,2 in Italia.

 

giorgia meloni

Da noi anche i salari stanno subendo una «perdita di potere d'acquisto», la disoccupazione cala non perché si creano più posti ma perché diminuisce la «popolazione lavorativa», cioè ci sono più pensionati.

 

[…] Da tenere presente che nel nostro Paese la crescita, seppure bassa, è stata sostenuta fino ad ora dal bonus edilizio e dai fondi del Pnrr ma è destinata a contrarsi per la conclusione del Piano. E poi c'è un monito abbastanza esplicito in relazione al deficit: «Rimarrà stabile nel 2027, ipotizzando l'assenza di cambiamenti di politica economica».

 

GIANCARLO GIORGETTI - VALDIS DOMBROVSKIS

E se invece ci fossero cambiamenti nell'anno elettorale? Infatti il Commissario Ue agli affari economici, Valdis Dombrovskis, avverte che le «finanze pubbliche solide sono risorse essenziali per preservare la stabilità macroeconomica in un mondo sempre più imprevedibile e difficile». Sottolineando anche che per i prossimi mesi, in tutta l'Unione, non si intravvede un miglioramento ma un peggioramento.

 

Non a caso anche in relazione alla richiesta italiana di attivare la clausola di salvaguardia nazionale per scorporare le spese energetiche dal deficit, Dombrovskis procede con i piedi di piombo: «Abbiamo un margine di bilancio molto più limitato rispetto alle crisi precedenti e questo richiede prudenza, soprattutto per i Paesi con un alto debito». […]

 

CRESCITA FLOP E POVERTÀ CON IL GOVERNO MELONI ITALIA ULTIMA IN EUROPA

Estratto dell’articolo di Stefano Iannaccone per “Domani”

 

giorgia meloni giancarlo giorgetti foto lapresse

Matteo Salvini è stato facile profeta, quando ha parlato delle criticità / dei «fattori economici». C’è il caro benzina, che provoca il carovita e fa calare la fiducia dei cittadini. La tempesta perfetta. Nel giro di 24 ore è arrivata la conferma della Commissione europea. Nella sventura, almeno per una volta il leader della Lega è stato d’accordo con i vertici di Bruxelles.

 

L’outlook dell’Ue dice due cose semplici, ma pesanti: i prezzi aumentano e la crescita rallenta. Addio al sogno meloniano dell’Italia locomotiva d’Europa. Le stime dell’Ue ribadiscono il pesante impatto della guerra in Iran per tutta l’Unione.

 

UNIONE EUROPEA - CRISI ENERGETICA - GAS

Di fronte all’elenco di problemi, la premier Giorgia Meloni si è dedicata a fare campagna elettorale. Prima la promessa a Niscemi.

 

«In Cdm sblocchiamo 150 milioni di euro per la frana», ha detto durante la visita in Sicilia. Poi si è occupata di agricoltura, cogliendo l’occasione di lanciare qualche stoccata all’Ue: «L’agricoltore non consuma la terra, la custodisce, la conosce, ha interesse a proteggerla. Vaglielo a spiegare ai Timmermans di ogni latitudine, agli ambientalisti da salotto».

 

GIORGIA MELONI E IL POLSO DEL PAESE - VIGNETTA BY MANNELLI

[…] Il quadro economico per l’Italia è fosco: mancano misure per stimolare la crescita e la tenuta dei redditi erosi dall’inflazione. La cura del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, non ha funzionato. Ormai è persa nelle nebbie la misura bandiera dell’ultima manovra, il taglio dell’aliquota Irpef per il ceto medio. Come preconizzato dagli organismi indipendenti, l’intervento non ha prodotto effetti concreti. Pur costando 3 miliardi di euro.

 

Ecco allora che la povertà galoppa. Così «oltre un quinto della popolazione dichiara di arrivare a fine mese con difficoltà e oltre un quarto ha difficoltà a fare fronte a spese impreviste», ha ricordato l’Istat nel rapporto annuale, che ha fatto il paio con gli allarmi provenienti da Bruxelles.

 

«Quasi undici milioni di persone sono a rischio povertà, la perdita di potere d’acquisto rispetto al 2019 – aggravata dal peso inflazionistico – rimane ancora alta», ha detto il senatore del Pd, Marco Meloni.

 

GIANCARLO GIORGETTI - VALDIS DOMBROVSKIS

[…] L’assenza di una politica industriale è un macigno, la strategia è stata quella della navigazione a vista, di qualche incentivo piazzato per placare le ire delle imprese. Ma il risultato è sintetizzabile con il caos di Transizione 5.0, misura diventata effettiva da poche settimane. Lo scorso anno la produzione è diminuita dello 0,3 per cento, flessione «che fa seguito alle contrazioni molto ampie nel biennio precedente», ha spiegato l’Istat.

 

Il Pil debole per il 2026 non è solo una parentesi, segnala un trend in atto: nel 2027 andrà peggio. L’economia italiana diventerà la più debole dell’Europa con il +0,6 per cento, superata anche dal rimbalzo della Romania (che va sopra il 2 per cento). La Germania allungherà le distanze con il +0,9 per cento, la Francia sarà all’1,1.

 

superbonus edilizio

[…] Mentre la crescita tricolore si infiacchisce, tornano a galoppare i prezzi a causa del caro-energia. L’inflazione in Italia salirà al 3,2 per cento, leggermente più alto rispetto al 3,1 per cento della media Ue. Un mix micidiale di crescita fiacca e impennata del carovita.

 

Nemmeno l’occupazione dà soddisfazioni a Palazzo Chigi, nonostante i proclami dei record. «Nel 2025 l’occupazione in Italia prosegue la fase di espansione (+0,8 per cento), pur manifestando un progressivo rallentamento rispetto al biennio precedente. Nel confronto di medio periodo (2019-2025), l’incremento degli occupati in Italia (+4,3 per cento) risulta superiore a quello della Germania (+2,4), ma ancora inferiore rispetto a Francia (+6,4) e Spagna (+12,6)».

 

matteo salvini e giorgia meloni - presentazione piano casa - foto lapresse

[…]  «Anche per l’analisi dell’Ue, il Superbonus ha un po’ tarpato le ali alla crescita», ha detto il vicepremier, Antonio Tajani. Nessuna autocritica, però, rispetto al fatto che Fratelli d’Italia e Lega hanno sostenuto quel bonus negli anni scorsi.

 

«Questi dati confermano che il Dfp che abbiamo discusso è un documento scritto sull’acqua», ha detto il capogruppo del Pd al Senato, Francesco Boccia, chiedendo al ministro di Giorgetti di «tornare in Aula». Che, rispetto alle ipotesi voto anticipato di Salvini, è meglio di tornare a casa.

lavori finanziati con i fondi del pnrrI NUMERI DEL PNRR

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