AAA BANKITALIA VENDESI - PRIMA DI FARE LE VALIGIE DIREZIONE BCE, DRAGO DRAGHI È DECISO A VENDERE GLI ASSET DELL’ISTITUTO - OLTRE 60 IMMOBILI IN TUTTA ITALIA (VALORE 300 MLN), COMPRESO IL SALONE MARGHERITA (STORICA SEDE DEL BAGAGLINO) -MA IL PEZZO FORTE È BONIFICHE FERRARESI: GRANAROLO IN PISTA PER UNA GALLINA DALLE UOVA D’ORO IN UTILE PER OLTRE 2 MLN €…

Stefania Pescarmona per "Finanza & Mercati"

Colpo di acceleratore di Mario Draghi sul dossier dismissioni in Bankitalia. Prima di uscire da Bankitalia per assumere la guida della Bce, il governatore avrebbe intenzione di chiudere alcune partite rimaste in sospeso in Via Nazionale. Il primo step riguarda la vendita di un portafoglio di oltre 60 immobili distribuiti su tutto il territorio italiano, tra cui il Salone Margherita di Roma, storica sede del Teatro Bagaglino, per il quale è già stato affidato l'incarico di advisor a RTI Colliers International Italia - EXITone. Ma il dossier più caldo riguarderebbe Bonifiche Ferraresi, partecipazione storica di cui Bankitalia possiede oltre il 60 per cento.

Da tempo ci si interroga sul significato di questa partecipazione, visto che si tratta di una società quotata in Borsa che ha nulla a che fare con le attività istituzionali di Via Nazionale. Quindi si scommette su una possibile vendita. In passato erano circolate voci di un interesse da parte di Genagricola, il braccio contadino delle Generali. Ma secondo quanto risulta a F&M il dossier di Bonifiche Ferraresi sarebbe sul tavolo di un altro colosso italiano: Granarolo. In questo modo, la società presieduta da Gianpiero Calzolari, che ha recentemente acquisito Lat Bri diventando il primo produttore di latte e yogurt, approderebbe direttamente a Piazza Affari.

Granarolo punterebbe infatti alla quotazione tramite acquisizione (reverse merger) di una società già quotata usando la liquidità che non ha potuto usare quando è sfuggito l'affaire Parmalat. E Bonifiche Ferraresi sarebbe un'ottima occasione.

A dare una spinta all'operazione potrebbe essere Giuseppina Cenacchi, il nuovo direttore amministrativo di Bonifiche Ferraresi, che sostituisce da ottobre 2010 Franco Menegatti e che proviene proprio da Granarolo, dove era responsabile amministrativo.

Senza contare che Granarolo metterebbe le mani su un gruppo in perfetta forma. La società presieduta da Vincenzo Pontolillo ha chiuso, infatti, il primo semestre 2011 con un utile netto di 2,187 milioni, più che triplicato rispetto ai 712 mila euro dell'anno prima e con 3,4 milioni di ricavi (+25%).

Al di là dei numeri attuali, c'è chi parla di Bonifiche Ferraresi come di una gallina dalle uova d'oro, visti i grandi progetti che ha in cantiere. Senza tralasciare la sua vocazione agricola, Bonifiche sta infatti entrando nel fotovoltaico a terra. La società ha stretto nei mesi scorsi un accordo preliminare con Solareolica Sesta, società controllata al 100% dal gruppo francese Edf, per sviluppare il business alternativo delle energie rinnovabili e a breve dovrebbe ottenere le autorizzazioni per avviare il progetto.

Progetto molto redditizio visto che dalla cessione, dietro compenso, del diritto di superficie su orientativamente 190 ettari (per una produzione stimata attorno a 68 Mw) potrebbe incassare fino a 1,3 milioni annui. A favore di un possibile cambio di proprietà ci sono anche gli ultimi movimenti sull'azionariato. All'assemblea dello scorso 19 aprile hanno partecipato 18 fondi internazionali, tra cui Blackrock e Vanguard e diversi fondi pensione: un numero esattamente doppio rispetto ai nove dello scorso anno. Così sul mercato ci si chiede se qualcuno, tramite questi fondi, stia accumulando un bel po' di titoli.

Chissà, però, se Draghi deciderà davvero di uscire da Bonifiche. Per ora, Via Nazionale ha affidato a RTI Colliers International Italia - EXITone il compito di dismettere un portafoglio immobiliare di oltre 60 immobili distribuiti su tutto il territorio italiano. Il portafoglio, del valore di oltre 300 milioni, comprende ex filiali ed alcune pertinenze ad uso residenziale distribuite su tutto il territorio nazionale, con una superficie totale di circa 240 mila mq.

E tra gli asset figurano alcuni immobili di pregio nelle principali città italiane, tra cui appunto il Salone Margherita di Roma. In ogni caso, si tratta di una gara di non facile e immediata realizzazione, visto che tra gli asset da dismettere ci sono diverse ex sedi distaccate di Bankitalia.

La gara prevede, infatti, un contratto di tre anni, prorogabile di altri due, durante i quali Colliers ed EXITone avranno il compito di promuovere la vendita del patrimonio della Banca. Attualmente è in corso la fase di due diligence e di valutazione dell'intero portafoglio e maggiori informazioni sulla procedura di vendita dovrebbero arrivare a fine autunno.

 

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