alessandro profumo giuseppe bono

BONO QUEL PROFUMO - IL CAPO DI LEONARDO SI ''ACCORGE'' DI ESSERE AZIONISTA VITROCISET, ESERCITA LA PRELAZIONE E SCAVALCA L'OFFERTA DI FINCANTIERI PER L'AZIENDA CHE FU DEI CROCIANI - IL CDA HA VOTATO ALL'UNANIMITÀ, E DUNQUE ANCHE IL RAPPRESENTANTE DEL TESORO ANTONINO TURICCHI NONCHÉ IL MENTORE DI GIUSEPPE CONTE, L'AVVOCATO GUIDO ALPA. VITROCISET È STRATEGICA PER LA SICUREZZA ITALIANA E...

 

Michele Arnese per www.startmag.it

 

 

Leonardo (ex Finmeccanica) compra Vitrociset annullando l’offerta di Fincantieri. Fatti, nomi, numeri e indiscrezioni sulla inedita concorrenza fra società a partecipazione statale. Decisione all’unanimità del cda di Leonardo, compresi il rappresentante del Tesoro (Turicchi) e il maestro del premier Conte (Guido Alpa)

ALESSANDRO PROFUMO ROMANO PRODI

 

Leonardo esercita il diritto di prelazione e acquista il 98,54% di Vitrociset, dove è già presente con una quota dell’1,46%.

 

Decisione all’unanimità del cda di Leonardo: hanno dunque dato l’ok sia il rappresentante del Tesoro (Antonino Turicchi, direttore Finanza del Mef) sia maestro del premier Conte (il professor Guido Alpa).

 

Il gruppo presieduto da Gianni De Gennaro ha messo così fuori gioco Fincantieri che un mese fa aveva presentato un’offerta, insieme con Mer Mec, per l’azienda romana.

 

CHE COSA FA VITROCISET

 

ALESSANDRO PROFUMO

Il gruppo Vitrociset opera nella difesa, sicurezza, spazio, servizi al traffico aereo, con molti appalti di ministeri (Difesa, Interno, Esteri), organizzazioni internazionali (Nato), agenzie europee (Esa), aziende (Lockeed Martin per l’F-35, Unicredit, Enav), forze armate e forze di polizia. (qui i dettagli su tutte le commesse)

 

LA MOSSA DI LEONARDO-FINMECCANICA

 

La mossa del gruppo capitanato dall’ad, Alessandro Profumo, per quanto non chiuda del tutto le porte per il futuro a Fincantieri (Leonardo lascia aperta “la possibilità di ingresso di altri attori”) scalza tuttavia le mire del gruppo della cantieristica navale capitanata da Giuseppe Bono in una partita che ha visto coinvolto anche il governo.

GIUSEPPE BONO

 

IL RUOLO DELLA POLITICA

 

L’offerta di Fincantieri era stata apprezzata dai partiti della maggioranza (M5S e Lega) e aveva avuto di fatto il via libera della Cassa depositi e prestiti (80% del Tesoro). Infatti Fincantieri è controllata con il 71,6% da Fintecna (Cdp, all’80% del Tesoro, ora guidata dal nuovo ad, Fabrizio Palermo, voluto dal M5S e Lega).

 

Emerge dunque un corto circuito: la Cdp del Tesoro tramite Fintecna non aveva ostacolato la mossa di Fincantieri e ora il Tesoro ha dato l’ok a Leonardo per sgambettare Fincantieri. Una linea del governo quanto meno altalenante.

 

LE MIRE DI BONO

 

Con Vitrociset Bono intendeva acquisire capacità nell’elettronica e nei sistemi, anche per dotarsi di queste competenze nel progetto di alleanza nelle navi militari messo a punto insieme alla francese Naval Group, che ha nell’azionariato Thales, concorrente di Leonardo. Uno scenario, quello francese, che provoca non pochi timori nel gruppo di piazza Monte Grappa partecipato dal Tesoro.

 

I TIMORI DI DE GENNARO

 

vitrociset1

Ma il progetto di Bono di costituire di fatto nel perimetro di Fincantieri una sorta di Finmeccanica-2 (anche con i consigli di un altro ex capo azienda di Finmeccanica come Pierfrancesco Guarguaglini) ha destato preoccupazioni nel gruppo presieduto da De Gennaro. Mentre in passato Leonardo aveva sempre detto alla famiglia Crociani di non essere interessata a rilevare l’azienda romana.

 

LA MOSSA IN EXTREMIS DI LEONARDO

 

Risultato: Leonardo ha deciso in extremis, allo scadere dei 30 giorni dopo l’offerta di Fincantieri e Mermerc per Vitrociset, di esercitare il diritto di prelazione. E il ministro dell’Economia, Giovanni Tria “si è incaricato di provare a vedere se c’era spazio per una mediazione – ha scritto Lettera 43 – L’idea era quella di vedere se Leonardo e Fincantieri potessero condividere l’intervento su Vitrociset. Ipotesi immediatamente accolta da Profumo, mentre Bono ha puntato i piedi chiedendo a tutti i costi di avere comunque la maggioranza”.

 

Edoarda Crociani con la figlia Camilla e il genero Carlo di Borbone

I NUMERI DELL’OPERAZIONE

 

Così Leonardo, con il via libera di fatto del Tesoro, ha comprato Vitrociset alla stesse condizioni di Fincantieri. “Le cifre, non rese note, prevedono un esborso di cassa di 50-60 milioni per Vitrociset e alcuni immobili, oltre a circa 60 milioni di debiti finanziari”, ha scritto il Sole 24 Ore.

 

I CONTI DI VITROCISET

 

Quali sono i conti 2017 di Vitrociset? Secondo una “sintesi pro-forma Ias dei risultati economici della capogruppo Vitrociset spa”, il valore della produzione è scesa dai 141 milioni di euro del 2016 a 137 milioni di euro. Il prospetto poi indica in 984mila euro la perdita delle attività di funzionamento nel 2017 rispetto a un utile di 655 mila euro dell’anno precedente.

Ultimi Dagoreport

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…

elly schlein giuseppe conte roberto vannacci

FLASH – IL CAMPO LARGO LITIGA ANCHE SU VANNACCI! SCHLEIN, CONTE E COMPAGNI SONO DIVISI SU COME FRONTEGGIARE LE SPARATE E I VIDEO INDECENTI DELL’EX GENERALE - C’È CHI VORREBBE DENUNCIARLO, PRENDERLO DI PETTO E INCALZARLO PER LA SUA PROPAGANDA NEO-FASCIA CONVINTO CHE VADA ARGINATO CON LE CATTIVE. MA ALTRI, TRA CUI GIUSEPPE CONTE, CHE INVECE PENSANO SIA MEGLIO LASCIARLO SCORRAZZARE LIBERO. IL RETROPENSIERO È: “PIÙ CRESCE VANNACCI, PEGGIO È PER LA MELONI” (ALMENO FINCHÉ NON SI ALLEANO)

giuseppe conte elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL "CAMPO LARGO" VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL'ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA - SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN "PAPA STRANIERO" (IL FAVORITO E' ROBERTO GUALTIERI) - MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…