renzi padoan merkel banche

PRONTO ENNESIMO DECRETO SALVABANCHE: QUESTA VOLTA TOCCA A MONTEPASCHI E POPOLARI VENETE - UN BANCHIERE SUSSURRA: "L’INTERVENTO PUBBLICO FINORA BLOCCATO DA RENZI E BOSCHI" - MA PUO’ UN GOVERNO IN CARICA PER ORDINARIA AMMINISTRAZIONE VARARE UN PROVVEDIMENTO DEL GENERE? - OGGI BCE DECIDE PROROGA TERMINI MPS

 

Andrea Greco per la Repubblica

 

PADOAN SMORFIEPADOAN SMORFIE

La Bce deciderà oggi se concedere al Mps i 20 giorni in più che la banca ha chiesto per completare il piano di salvataggio da 5 miliardi sul mercato. Ma l’aria che tira non è buona: dal board del “Meccanismo unico di vigilanza” nessuno attende clemenza particolare. Così al ministero del Tesoro si sta ultimando il decreto legge che chiamano omnibus.

 

Lo scrivono i tecnici di Pier Carlo Padoan con quelli di Bankitalia, per sistemare alcune partite di vitale impatto per il risparmio nazionale: dal rafforzamento patrimoniale chiesto dalla Bce alla banca senese alla riscrittura della riforma sulle popolari, stroncata dal Consiglio di Stato per sospetta incostituzionalità sul diritto di recesso ai soci contrari (altrimenti le assemblea di trasformazione in spa di Popolare Bari e Sondrio sono a rischio); dall’annosa sistemazione dei crediti fiscali differiti che penalizza alcuni istituti (e complica la ricapitalizzazione di Mps e di Unicredit) alla rateizzazione dei 2 miliardi da versare al Fondo di risoluzione, che se pagati tutti subito manderebbero in rosso i bilanci 2016 di diverse banche.

jpmorgan dimon renzi padoanjpmorgan dimon renzi padoan

 

C’è molta carne al fuoco. Il governo pensava tuttavia di avere tempo per emendare la legge di spesa nel suo passaggio al Senato. L’esito del referendum ha precipitato tempi ed eventi, e si è dovuta approvare la finanziaria in giornata. Per giunta il dossier bancario più caldo del paese, la cui risoluzione da sei mesi il governo di Matteo Renzi caparbiamente affidava a consulenti e investitori privati - Jp Morgan su tutti - si sta rivelando impraticabile proprio a causa del venir meno del suo primo sponsor: il politico che - come più parlamentari, banchieri e consulenti raccontano in privato - anche nei momenti più critici ha rifiutato l’ipotesi di salvare con denaro pubblico una banca politicamente sensibile come quella di Siena.

GALLIA COSTAMAGNA PADOANGALLIA COSTAMAGNA PADOAN

 

Un dettaglio inedito lo rivela: già a giugno i tecnici al lavoro con l’allora ad Mps Fabrizio Viola avevano trovato i compromessi politico-istituzionali per accedere alla “ricapitalizzazione precauzionale” prevista dalla direttiva Ue sui salvataggi con fondi privati (bail in) senza azzerare l’investimento di obbligazionisti e correntisti ricchi della banca, ma solo con parziale coinvolgimento dei bond subordinati, più rischiosi e riservati ai professionisti. Avendoli i senesi venduti ai correntisti, per ben 2 miliardi, s’era perfino ottenuta una deroga su quei titoli mal collocati, e per i quali anche adesso il Tesoro cerca forme di ristoro che minimizzino l’impatto socio-politico sui 40mila portatori (le elezioni sono pur sempre in agenda), senza incorrere negli gli aiuti di Stato. Renzi si è sempre opposto, per evitare le ricadute politiche in vista del referendum. Già aveva preso diversi provvedimenti per favorire la gestione della crisi degli istituti; il più estremo se lo voleva risparmiare, temendo possibili strumentalizzazioni circa favori alla banca che fu del Pd.

FABRIZIO VIOLAFABRIZIO VIOLA

 

Un perfido regista ha scritto un altro copione, e ora la strada che apre alla nazionalizzazione è vista quasi come un sollievo, e più praticabile proprio per la caduta di Renzi. Forse già domani in un Consiglio dei ministri, per cui si sta in allerta. Al più tardi entro lunedì, quando riaprono mercati e banche, e sarà il caso di fornire un percorso retto per mettere al riparo non solo il Monte, ma in prospettiva tutti gli altri vasi di coccio del credito, a partire dalle quattro good bank e dalle due ex popolari di Vicenza e Veneto Banca che tentano una difficile fusione. Basterà chiedere l’aiuto di Stato e pagare il pegno relativo sui bond.

 

«Qualcuno si è chiesto perché dopo mesi di trattative stavolta il decreto si fa in pochi giorni? La risposta è che era già scritto da sei mesi, ma Renzi e la Boschi lo bloccavano», confida un banchiere. Ricostruzioni che il Tesoro non accredita, ma rassicura sul fatto che si è pronti a misure urgenti.

 

fotomontaggi maria elena boschi e banca etruria  5fotomontaggi maria elena boschi e banca etruria 5

Le modalità tecniche con cui il governo scioglierà gli ultimi nodi bancari sono in rifinitura. Il punto cardine collega alle norme italiane dell’art. 32 della Brrd sulla ricapitalizzazione precauzionale pubblica, prevista in caso di bocciatura agli stress test (caso di Mps) e per cui lo Stato subentra al consorzio bancario nel garantire la ricapitalizzazione, che comunque andrebbe fatta sul mercato. Anche la vendita dei cattivi crediti Mps in rifinitura resta in agenda: con garanzie statali e Atlante compratore.

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...