fondo monetario internazionale giorgia meloni giancarlo giorgetti

L’AFFONDO DEL FONDO – IL NUOVO RAPPORTO DEL FMI GELA MELONI E GIORGETTI: CERTIFICA CHE LE STIME DI CRESCITA SONO FERME A UN MISERO +0,5% PER IL 2026 E IL 2027, LANCIA L’ALLARME SUL DEBITO “TROPPO ALTO E VULNERABILE” E CHIEDE UNA CORREZIONE DEI CONTI PUBBLICI DA UN PUNTO DI PIL NEL PROSSIMO BIENNIO – I TECNICI DI WASHINGTON BOCCIANO LA FLAT TAX, IL TAGLIO DELLE ACCISE SULLA BENZINA, I SUSSIDI GENERALIZZATI E INVOCANO L'AGGIORNAMENTO DEL CATASTO…

Estratto dell’articolo di Fabrizio Goria per www.lastampa.it

 

giorgia meloni e giancarlo giorgetti - question time alla camera

L’economia italiana frena. Il Fondo monetario internazionale (Fmi) suona l’allarme per il nostro Paese in un contesto globale segnato da profonda incertezza e crescenti tensioni geopolitiche. Il rapporto conclusivo della missione Article IV fotografa una Penisola stretta tra i rincari energetici e un debito pubblico giudicato imponente.

 

La diagnosi dei tecnici di Washington guidati da Lone Christiansen impone un intervento strutturale sui conti dello Stato. «L’attività economica affronta prospettive a breve termine sempre più difficili di fronte all’incertezza globale e ai maggiori prezzi dell’energia», si legge nel documento dell’istituzione. Serve un cambio di passo.

 

Kristalina Georgieva, direttore generale del fondo monetario internazionale

[...] «L’economia italiana è destinata a continuare a crescere a un ritmo modesto, appesantita da venti contrari esterni e sfide strutturali», avverte il Fondo. Il Prodotto interno lordo si è fermato a una espansione dello 0,5% nel 2025 e le stime per l’anno in corso e per il 2027 replicano la medesima dinamica.

 

«Il Pil reale è cresciuto dello 0,5% nel 2025, sostenuto dai consumi privati e dai continui investimenti nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza", spiegano gli analisti. Tra le cause delle difficoltà spicca la recrudescenza dei conflitti.

 

[...]

 

debito pubblico

L’analisi degli economisti appare priva di sconti. «Nel medio termine, il rapido invecchiamento della popolazione e la debole crescita della produttività dovrebbero continuare a limitare la crescita potenziale a circa lo 0,6%, anche perché la partecipazione alla forza lavoro è in ritardo rispetto ai coetanei, in particolare tra le donne e i giovani».

 

[...] Il cuore del monito risiede nella tenuta dei conti pubblici e nell’urgenza di correggere la rotta con misure rigorose. Nonostante un calo del deficit al 3,1% del Pil nel 2025 e un avanzo primario salito allo 0,8% in virtù delle buone entrate, la montagna del debito resta un fattore di allarme.

 

«Il consolidamento fiscale ha continuato a progredire, ma il debito pubblico rimane troppo alto», sentenzia il documento. A fine 2025 la mole delle passività ha toccato il 137% del Pil. Le dinamiche «rimangono vulnerabili alla crescita, ai tassi di interesse e agli choc di fiducia».

 

giorgia meloni e giancarlo giorgetti foto lapresse 1

Per mettere in sicurezza il Paese l’istituzione richiede uno sforzo fiscale suppletivo. «Un ritmo più rapido di riduzione del debito rafforzerebbe in misura sostanziale la resilienza». Gli ispettori quantificano l’intervento domandando «sforzi fiscali aggiuntivi di circa l’1% del Pil durante il 2026-2027, oltre a quanto già pianificato», per solidificare il taglio delle passività.

 

«Un debito inferiore, a sua volta, aiuterebbe a generare un ciclo virtuoso di rendimenti più bassi capaci di attrarre investimenti privati, stimolare la crescita e rafforzare la traiettoria discendente del debito».

 

Sul fronte fiscale, le raccomandazioni si concentrano su un allargamento della base imponibile, andando a colpire specifici cavalli di battaglia della politica nazionale. «L’eliminazione dell’aliquota agevolata della flat tax sui redditi da lavoro autonomo e l’aggiornamento dei valori immobiliari nel catasto espanderebbero la base imponibile, migliorerebbero l’equità e sosterrebbero gli sforzi di consolidamento».

 

BENZINA E CARO CARBURANTI - VIGNETTA BY STEFANO ROLLI

A questo si unisce la richiesta di intervenire in modo chirurgico sulle misure contro il caro carburanti. «La recente e ampia riduzione delle accise su diesel e benzina per attutire l’impatto dello choc dovrebbe essere sostituita con trasferimenti in contanti mirati alle famiglie più vulnerabili», raccomanda il Fondo.

 

[...] 

 

Secondo il Fmi, la via d’uscita per evitare il declino passa per la produttività, il tallone d’Achille del Paese. «Di fronte a choc avversi successivi, ripristinare la crescita della produttività attraverso riforme a livello nazionale e dell’Unione Europea è urgente per rilanciare la crescita e sostenere il consolidamento fiscale», rimarca il documento. Semplificare le barriere normative e migliorare il sistema giudiziario, incluse le procedure di insolvenza, sono passaggi obbligati. [...]

fondo monetario internazionaledebito pubblico

 

Ultimi Dagoreport

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...

tajani meloni annarita patriarca

NAPOLISPIA! - FRATELLI D'ITALIA E FORZA ITALIA FIRMANO UN “PATTO DI NON ANNESSIONE”: NESSUNO DEI DUE PARTITI ACCOGLIERÀ PARLAMENTARI FUORIUSCITI DALL’ALTRO IN VISTA DELLE ELEZIONI – UN ACCORDO CHE HA UNA LOGICA INOPPUGNABILE, MA METTE NEI GUAI (POLITICAMENTE) LE MIRE DEI PICCOLI RAS LOCALI E STOPPA IL TRASLOCO DAGLI AZZURRI AI MELONIANI DI ANNARITA PATRIARCA, DEPUTATA DI FI SCHIERATA CON I “RIBELLI” DI GIORGIO MULÈ - LUNEDÌ PROSSIMO A NAPOLI SBARCA ARIANNA MELONI, IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA SUA CANDIDATURA ALLE POLITICHE…

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?