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SONO SEMPRE POMPE AMARE PER GLI AUTOMOBILISTI – DOPO LA TREGUA TRA ISRAELE E IRAN, LE QUOTAZIONI DEL PETROLIO SONO CROLLATE, ARRIVANDO A 66 DOLLARI AL BARILE, -17% RISPETTO A UN ANNO FA. EPPURE IL PREZZO DEI CARBURANTI AL DISTRIBUTORE CONTINUA A SALIRE (+37 CENTESIMI AL LITRO PER LA BENZINA IN UNA SETTIMANA). COME MAI? È LA VECCHIA STORIA DI DISALLINEAMENTO TRA MATERIA PRIMA E PRODOTTO FINITO, DI LISTINI AGGIORNATI CON RAPIDITÀ AL RIALZO MA NON ALTRETTANTO VELOCEMENTE AL RIBASSO – LE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI DENUNCIANO UNA SPECULAZIONE...

PERCHÉ IL PETROLIO SCENDE MA LA BENZINA RESTA CARA

Estratto dell’articolo di Mario Sensini per il “Corriere della Sera”

 

PREZZI BENZINA

Dopo l’annuncio della tregua tra Israele e Iran il prezzo del petrolio greggio, nella giornata di ieri, è letteralmente crollato. La quotazione del Brent del Mare del Nord è scesa a 67,4 dollari al barile, quella dell’americano WTI a 66,5 dollari. Siamo in media al 17% in meno rispetto a un anno fa, senza contare che l’euro forte (+6% dall’insediamento di Donald Trump) rende ancora più convenienti gli acquisti di petrolio in dollari.

 

Il prezzo al dettaglio dei carburanti, però, almeno in Italia continua a salire. Nell’ultima settimana il ministero dell’Ambiente ha registrato un aumento medio della benzina di 37 centesimi al litro (1,734 in modalità self service) e del gasolio di 49 centesimi (1,643 al litro). In autostrada, però, i consumatori segnalano prezzi alla pompa della benzina intorno ai 2 euro, fino a 2,3 euro in modalità servito. […]

 

1 Perché si registra questa divergenza?

DONALD TRUMP IRAN

Il prezzo al consumo dei carburanti, più che dal prezzo del greggio, dipende dalla quotazione internazionale dei prodotti raffinati, calcolata ogni giorno da Platts, una divisione di Standard and Poor’s. Più che la disponibilità della materia prima, dunque, conta la capacità di raffinazione, che negli ultimi decenni si è ridotta a livello mondiale. E la quotazione dei prodotti raffinati, nelle ultime settimane, è cresciuta.

 

Secondo i gestori delle pompe di benzina associati a Confcommercio, a giugno «l’aumento dei prezzi al consumo è stato lineare rispetto alle quotazioni dei raffinati solo per la benzina, mentre per il gasolio il prezzo alla pompa è stato inferiore». Lo stesso dice Assopetroli.

 

2 Quali altre componenti incidono sul prezzo della benzina?

PETROLIO - QUOTAZIONI

Il prodotto raffinato incide solo per il 30% sul costo finale dei carburanti. Il 20% è più o meno il margine degli operatori, mentre oltre il 50% del costo finale è rappresentato dal carico fiscale, accise e Iva, che in Italia è tra i più alti d’Europa.

 

Le tasse sono in quota fissa, e sono indipendenti dal prezzo del petrolio o del raffinato. Così, anche quando il prezzo della materia prima scende, il costo per i consumatori resta elevato.

 

3 Cosa può fare il governo?

Ieri il ministro delle Imprese ha attivato il Garante sui prezzi, che ha convocato per oggi una riunione della Commissione di allerta dei prezzi. Il mercato dei carburanti, però, è liberalizzato da 10 anni e oggettivamente, salvo una riduzione delle imposte che non pare attualmente contemplata, il governo può fare poco.

 

4 Che effetto ha avuto il riequilibrio delle accise su benzina e gasolio?

adolfo urso giorgia meloni - foto lapresse

In pratica nessuno. Da maggio l’accisa sulla benzina è scesa di 1,5 centesimi e quella sul gasolio è aumentata di altrettanto, ma i prezzi alla pompa non ne hanno risentito. È uno degli aspetti che i consumatori hanno chiesto all’Antitrust di accertare con un esposto presentato ieri. […]

 

5 Che prospettive ci sono nell’immediato futuro?

Secondo Quotidiano energia potrebbero registrarsi nuovi moderati aumenti nei prossimi giorni. Eni avrebbe raccomandato ai gestori un incremento di 2 centesimi al litro per il gasolio.

 

Naturalmente molto dipenderà dallo sviluppo della crisi in Medio Oriente. Sui mercati internazionali però pesano anche altri fattori, la guerra dei dazi, innanzitutto, e i cambi. […]

 

2 - LA BENZINA SU MENTRE IL PETROLIO CROLLA L'OMBRA DELLA SPECULAZIONE

Estratto dell’articolo di Filippo Santelli per “la Repubblica”

 

PREZZI BENZINA

Si sgonfiano ancora i prezzi del petrolio e tornano sotto i 70 dollari al barile, nella convinzione che la fragile tregua tra Israele ed Iran proclamata da Trump possa tenere. Continuano invece a salire i prezzi alla pompa, sia benzina che diesel.

 

Vecchia storia di disallineamento tra materia prima e prodotto finito, di listini aggiornati con rapidità al rialzo ma non altrettanto velocemente al ribasso, che infiamma la polemica estiva tra i consumatori, che gridano alla speculazione, e la filiera dei carburanti, che la nega con forza.

 

raffineria di petrolio colpita da israele in iran

In questo clima entrerà oggi in campo l'arbitro, cioè la Commissione di allerta rapida sui prezzi convocata dal ministro delle Imprese Adolfo Urso.

 

Ad alimentare le proteste dei consumatori sono stati gli ulteriori rincari ai distributori segnalati ieri (su dati di lunedì), nonostante da ormai due giorni i valori del greggio siano in caduta, e ben lontani dai picchi di 80 dollari raggiunti la scorsa settimana.

 

Nelle quotazioni medie elaborate da Staffetta Quotidiana sui dati del ministero relativi 18 mila impianti, la benzina self service risultava invariata (1,748 euro), ma quella servita in crescita di un centesimo (1,931 euro) e il diesel di due centesimi in entrambe le modalità (soprattutto in virtù dell'adeguamento di Eni).

 

controllo della finanza a un distributore di benzina

Come di consueto, i prezzi sono ben superiori in autostrada, e decisamente inferiori nelle cosiddette pompe bianche.

 

E così, dopo le denunce del Codacons, è stata l'Unione nazionale dei consumatori a presentare un esposto all'Antitrust, lamentando anche il fatto che alla pompa non ci sia stata neppure traccia del recente "sconto" sulle accise della benzina varato dal governo (mentre aumentavano della stessa quantità quelle del diesel).

 

Ma come già il giorno prima aveva fatto Assopetroli, ieri è stata la federazione dei gestori degli impianti (Figisc) a rispedire le accuse al mittente, spiegando che gli aumenti registrati negli ultimi giorni sono del tutto allineati a quelli delle quotazioni all'ingrosso dei carburanti raffinati, riferimento più rilevante rispetto al prezzo del greggio. […]

 

giorgia meloni contro le accise su benzina e diesel nel 2019 1

In questa nuova puntata dell'annosa disputa si attende dunque una parola di verità dalla Commissione prezzi, che si riunirà oggi su impulso del ministro e su convocazione del Garante. La Commissione, istituita nel 2023 dallo stesso governo Meloni con il cosiddetto decreto Trasparenza, dovrebbe in teoria verificare eventuali anomalie nei rincari.

 

Anomalie su cui poi, sempre in teoria, il Garante potrebbe intervenire con dei poteri rafforzati. In teoria: perché dimostrare un'eventuale presenza di comportamenti speculativi – al di fuori di normali dinamiche di mercato – non è per nulla semplice. Ancora meno intervenire per sanzionarli e correggerli, cosa che peraltro già l'Antitrust avrebbe il potere di fare. […]

PETROLIO - QUOTAZIONIGIORGIA MELONI ADOLFO URSO - MEME BY EMILIANO CARLI giorgia meloni contro le accise su benzina e diesel nel 2019 4

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