EUROBLUFF - PARLA IL FINANZIERE SOROS: “L’EURO È UNA MONETA INCOMPLETA DALL’INIZIO, SENZA UN’UNIONE POLITICA. FU COSTRUITO SUL PRESUPPOSTO CHE I MERCATI SIANO IN GRADO DI CORREGGERE DA SOLI I PROPRI ECCESSI, E CHE GLI SQUILIBRI NASCANO DAL SETTORE PUBBLICO. INVECE ALCUNI DEGLI SQUILIBRI PIÙ IMPORTANTI SONO NATI NEL SETTORE PRIVATO - LE MISURE DELLA BCE SONO SERVITE SOLO AD ALLEVIARE LE BANCHE, MA NULLA È STATO FATTO PER RIDURRE GLI SPREAD - UN DEFAULT GRECO POTREBBE PROVOCARE UN COLLASSO DEL SISTEMA FINANZIARIO GLOBALE”...

George Soros per "la Repubblica"

La difficilissima situazione economica in cui si è trovato il mondo ricco nel 2011 è dovuta in gran parte alle politiche adottate (o trascurate) dai leader mondiali. L´unanimità degli inizi è scomparsa; ora impazzano faide burocratiche e visioni errate. In più, le linee di faglia politiche coincidono spesso con le frontiere nazionali: il portabandiera del rigorismo è la Germania, mentre i Paesi anglosassoni restano inclini a politiche keynesiane.

I dubbi sulla sostenibilità dei debiti sovrani degli Stati europei coinvolgono l´euro al punto che ci si chiede apertamente se la moneta unica sopravviverà. Ma l´euro è una moneta incompleta fin dal principio. Il trattato di Maastricht istituì un´unione monetaria senza un´unione politica, una Banca centrale comune senza un Tesoro comune. L´euro fu costruito sul presupposto che i mercati siano in grado di correggere da soli i propri eccessi, e che gli squilibri nascano dal settore pubblico. Invece alcuni degli squilibri più importanti sono nati nel settore privato, e l´introduzione dell´euro ne è indirettamente responsabile.

In particolare, i titoli di Stato di tutti i Paesi dell´Eurozona erano giudicati sicuri: le riserve di liquidità che le banche dovevano conservare a fronte dei titoli di Stato dei Paesi membri in loro possesso erano limitatissime, e la Banca centrale europea (Bce) accettava questi titoli alla pari, attraverso il suo sportello di sconto. I Paesi membri potevano ottenere soldi in prestito quasi allo stesso tasso di interesse della Germania, e le banche erano ben felici di guadagnare qualche soldarello in più imbottendosi di buoni del Tesoro emessi dalle economie più deboli dell´Eurozona.

Invece della convergenza prescritta dal trattato di Maastricht, la radicale riduzione dei differenziali fra i tassi d´interesse ha generato divergenze nell´andamento dell´economia. Paesi come Spagna, Grecia e Irlanda hanno visto esplodere bolle immobiliari, aumentare la crescita, e hanno sviluppato disavanzi commerciali con il resto di Eurolandia, mentre la Germania, zavorrata dai costi della riunificazione, teneva a freno il costo del lavoro, diventava più competitiva e sviluppava un´eccedenza commerciale cronica.

La convergenza dei tassi di interesse è andata in pezzi quando la Grecia rivelò il vero deficit accumulato. Le autorità europee furono lente a reagire. La Germania, traumatizzata dall´iperinflazione degli anni ‘20 e dalle sue terrificanti conseguenze politiche, era contraria a ogni salvataggio. La crisi si è incancrenita e i costi del salvataggio sono cresciuti. Il fatto di non poter stampare moneta ha relegato i membri dell´Eurozona allo status di Paesi scarsamente sviluppati, costretti a indebitarsi in valuta estera.

I premi di rischio sono cresciuti. Le autorità, non vedendo soluzioni, hanno menato il can per l´aia. Le misure della Bce sono servite ad alleviare i problemi di liquidità delle banche, ma nulla è stato fatto per ridurre gli spread troppo alti. Un default greco potrebbe provocare un collasso del sistema finanziario globale.

Il vertice di Bruxelles ha sventato un simile scenario per il 2012, ma ha gettato i semi di conflitti futuri, con l´ipotesi di un´Europa «a due velocità» e una falsa dottrina economica, che impone austerità e minaccia di precipitare l´Eurozona in una deflazione da indebitamento da cui sarebbe tutt´altro che facile uscire.

L´autore è un finanziere internazionale
Traduzione di Fabio Galimberti

 

EURO DOLLARO euro troba dollaroGeorge Soros GEORGE SOROSREGINA ANGELA MERKEL mario draghi

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…