palenzona montezemolo cassano ghizzoni james hogan

TEMPI DURI PER PALENZONA E MONTEZEMOLO: L'EX CAMIONISTA SILURATO DAI BENETTON, E LE POLTRONE DI ENTRAMBI TRABALLANO IN UNICREDIT - I SOCI ARABI DELLA BANCA, COL CROLLO DEL PETROLIO, NON HANNO ALTRI SOLDI DA PERDERE, E INCONTRERANNO PAOLO BIASI, EX (PER MODO DI DIRE) DI CARIVERONA - IN ALITALIA, LUCHINO UMILIATO DA HOGAN RESTA SENZA DELEGHE. RENZI GLI HA IMPOSTO LA BUGNO, UN'ALTRA LADY ETRURIA

DAGOREPORT

 

ghizzoni palenzona ghizzoni palenzona

Tempi duri per l'ex camionista Palenzona. Il potente uomo d'affari sta per lasciare, e non per scelta sua, la galassia Benetton. Il plenipotenziario della famiglia trevigiana, Gianni Mion, avrebbe già comunicato al corpulento manager che non sarà confermato al vertice degli Aeroporti di Roma (Adr) né dell'AISCAT - Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori, altro feudo dei Benetton, azionisti di maggioranza del gruppo Autostrade.

PALENZONA PALENZONA

 

A Palenzona resta ancora la vicepresidenza di Unicredit, ma anche lì la situazione non è rosea. Oltre ai problemi legati al caso Bulgarella-Mercuri, è venuto meno il patto che reggeva la governance della banca milanese, stretto insieme a Montezemolo e Caltagirone. Il costruttore romano si è infatti schierato con l'altro azionista Del Vecchio (Luxottica) nel chiedere un ricambio degli amministratori, visto che il titolo dell'istituto ha perso metà del valore nel giro di tre mesi.

GIANNI MIONGIANNI MION

 

Pure Luchino è rimasto solo nella fredda torre di piazza Gae Aulenti. I suoi danti causa, gli arabi del fondo Aabar, sono stati travolti dal crollo del petrolio, e non hanno più la munificenza di un tempo. Ad Abu Dhabi la pazienza per gli investimenti stranieri è finita: o si guadagna, o si cambia. In vista dell'assemblea dei soci, da domani Mohamed Hamad Ghanem Hamed Al Mehairi – CEO di Aabar nonché consigliere di Unicredit – comincerà un giro di incontri per verificare il sostegno all'attuale management.

 

paolo biasipaolo biasi

L'uscita di Giuseppe Vita è cosa nota, meno chiaro è il futuro di Federico Ghizzoni, che ha incassato una tiepida fiducia in extremis dal cda lo scorso febbraio, mentre il titolo perdeva l'8% a Piazza Affari. Al Mehairi incontrerà anche Paolo Biasi, che da un mese ha lasciato Cariverona ma ancora manovra i fili dell'ente, che ha il dente avvelenato con l'attuale management da quando i veronesi sono stati esclusi dal cda.

luca cordero di montezemolo (3)luca cordero di montezemolo (3)

 

Biasi cerca di recuperare terreno, ma indebolito dal fatto che il nuovo vertice della fondazione, Alessandro Mazzucco, sta pensando se lanciarsi su Popolare di Vicenza e Veneto Banca, per restare legata al territorio. Vendere ora la quota Unicredit sarebbe però un bagno di sangue, per tutti. L'assetto azionario non dovrebbe cambiare nell'immediato, ma i vertici non sono così stabili...

 

Tornando a Luchino Settepoltrone, sempre più scomoda è pure quella in Alitalia. Il nuovo amministratore delegato è finalmente in arrivo, e James Hogan (Etihad) ha strappato a Montezemolo tutte, ma proprio tutte, le deleghe che aveva avuto dopo l'uscita improvvisa e stizzita di Silvano Cassano. Via pure le comunicazioni, unico vero settore che interessa al ciuffo smontezemolato, che però è riuscito in questa breve finestra di potere a piazzare Al-lesso Vinci come Senior Vice President Corporate Communications.

Mohamed Hamad Al Mehairi Mohamed Hamad Al Mehairi

 

Ma i piazzamenti non finiscono qui: Renzi ha imposto ha Luchino di nominare pure Claudia Bugno, rampante quarantenne con alle spalle già una notevole palmarès: prima nel cda di Banca Etruria, poi un clamorosamente breve incarico (sei mesi) come coordinatrice delle Olimpiadi (sempre terreno di Montezemolo e sempre paracadutata da Renzi). La Bugno è diventata Vice President Public Affairs, perché una vicepresidenza e relativo stipendio non si negano a nessuno. 

alessio vincialessio vinciCLAUDIA BUGNOCLAUDIA BUGNOmontezemolo  renzimontezemolo renzihogan  cassano  montezemolo renzi d'amico hogan cassano montezemolo renzi d'amico claudia bugno dg2024 foto mezzelani gmt001claudia bugno dg2024 foto mezzelani gmt001

 

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…