IL NUOVO TOBIN HOOD - LA “TOBIN TAX” BY MONTI È L'ULTIMO FAVORE ALLE BANCHE - PIÙ DEL 90% DELLE OPERAZIONI FINANZIARIE DEGLI ISTITUTI SARà ESENTATO E SUI DERIVATI SI PAGHERÀ UN MINI BOLLO CHE PUÒ ARRIVARE A 40 EURO SU SCAMBI DI MILIONI - I POCHI CHE PAGHERANNO SARANNO GLI INTERMEDIARI INDIPENDENTI, I PICCOLI RISPARMIATORI E I FONDI COMUNI - GRAZIE ALLA LOBBY ABI L’IMPONIBILE È SCESO A UN DECIMO: DA 10MILA MILIARDI A MILLE…

Nicola Porro per "il Giornale"

Quella che vi raccontiamo è una storia incredibile. Vi dimostreremo, solo utilizzando i numeri del governo, come la famosa Tobin Tax introdotta da Monti sia un falso contabile e che provocherà al prossimo governo un buco da 800 milioni.

Recentemente, in un'intervista a Skytg24 il premier ha sostenuto di essere indipendente e duro con le banche proprio portando a testimonianza l'introduzione della Tobin Tax. È esattamente il contrario: con la Tobin Tax alla Monti le banche si salvano. Ad essere colpiti i singoli risparmiatori, i fondi comuni (e dunque i sottoscrittori) e alcuni intermediari finanziari indipendenti. E comunque per un incasso del Tesoro molto inferiore a quanto scritto dai nostri tecnici nei documenti di finanza pubblica.

Tenetevi a mente questa zuppa. E riassaporatela tra un anno, quando si avranno i primi saldi della truffa Tobin e vedrete che del miliardo preventivato, nelle casse sarà entrato sì e no un quinto. Il resto è un buco.

Chi scrive considera le imposte una sciagura (sapete cosa intendiamo). Ma vorrebbe smascherare le finte ipocrisie. La Tobin Tax all'italiana è una di queste. La procedura è semplice. Sull'onda della generale indignazione contro la finanza, l'Europa si vuole dotare di una tassa contro la speculazione. L'Italia, sempre prima su tutti, l'adotta. Nella prima versione tassa, relativamente poco, qualsiasi transazione finanziaria. Nella versione definitiva colpirà solo le azioni.

La morale è che più del 90% delle operazioni finanziarie condotte o intermediate dalle banche saranno esenti. E sui famosi o famigerati derivati si pagherà un mini bollo che può arrivare a 40 euro su scambi di milioni: sai che paura. Il governo ha fatto una finta Tobin Tax. E di questo ci rallegriamo. Ad andare ad approfondire si potrebbe infine rilevare come i pochi che pagheranno la tassa saranno gli intermediari indipendenti italiani (dunque non di origine bancaria) che grazie alla loro scarsa capacità di lobby (cosa stiano a fare in Assosim lo sa solo il cielo) sono gli unici che pagheranno il conto: piccolo per le casse dello Stato, enorme per loro.

Pagherà anche chi si limiterà, da risparmiatore privato, a comprare e vendere qualche azione. E ovviamente i fondi comuni: tra i pochi strumenti che gestiscono il risparmio finanziario italiano senza alcun intento speculativo. Evidentemente una accolita di delinquenti.

Ma torniamo al buco di bilancio. Nella prima versione la Tobin aveva un'aliquota del 5 per mille (0,05%) e incideva su un possibile imponibile da 10mila miliardi di transazioni. La relazione tecnica prevedeva un gettito di circa un miliardo. Grazie all'efficace lavoro della lobby bancaria (si accettano scommesse su quel senatore del Pd, non ricandidato da Bersani, a cui è stata promesso un posto in una Fondazione bancaria) la tassa è stata rivoluzionata.

Escluso dal suo campo di applicazione tutto ciò che non riguarda le azioni. L'aliquota è di fatto triplicata (0,1% e 0,2% a seconda dei casi, per una media dello 0,15%), ma il suo imponibile è sceso a un decimo: da 10mila miliardi a mille. Eppure nella relazione tecnica si prevede un gettito per le casse dello Stato sempre intorno al miliardo. Semplifichiamo. Nonostante la nuova Tobin alla Monti abbia triplicato la sua aliquota, non si capisce come possa generare lo stesso gettito di quella precedente avendo ridotto la base imponibile di dieci volte. Misteri dei professori.

Prima barzelletta. Tocca, ce ne scuserete, approfondire. Abbiamo detto che la nuova Tobin colpisce solo le azioni e i derivati su di esse. Ci sono due nuove aliquote: 0,2% per gli scambi fatti su piattaforme non regolamentate estere (OTC) e 0,1% sulla Borsa italiana. E abbiamo anche detto che il governo stima in mille miliardi il volume di queste transazioni.

Ecco la prima, forse più innocua, barzelletta: l'esecutivo prende per buoni gli scambi gonfiati fatti dalla Borsa italiana nel 2011 ignorando quelli molto più bassi del 2012. Al contrario per l'OTC fa riferimento agli scambi del 2012 (più alti rispetto a quelli del 2011). Un trucchetto da prestigiatori e da vecchi democristiani anni 80 per gonfiare l'imponibile della nuova tassa e dunque il suo potenziale gettito. Si dice che la Tobin colpirà mille miliardi di compravendite, arrampicandosi su numeri ottimistici.

Seconda barzelletta. Gli scambi di azioni italiane estero su estero (stimati dalla relazione tecnica intorno a 400 miliardi) dovrebbero dare gran parte del gettito della Tobin. Se tasso allo 0,2% 400 miliardi dovrei portarmi a casa 800 milioni. E siccome il gettito previsto dalla tassa è in totale di mille milioni, si può ben dire che l'80% dell'imposta derivi dalla tassa su scambi di azioni italiane trattate all'estero.

Qui si scava il buco. Si tratta di una tassa impossibile da esigere. Per fare un esempio grossolano, ma che rende perfettamente l'idea, è come se Monti, Grilli e i professoroni, per far quadrare il bilancio italiano imponessero una tassa sulla pasta al pomodoro cucinata all'estero. E per di più non quella servita nei ristoranti con regolare licenza, ma quella fatta a casa tra amici. Esageriamo? Ma figurarsi.

Qualche cervellone ci deve spiegare come possa la Guardia di Finanza o il signor Befera andare da Morgan Stanley e Jp Morgan a Londra e chiedere loro lo 0,2% di una transazione che hanno reciprocamente concluso su un pacchetto milionario di Enel o Fiat. È vero si sono scambiati azioni italiane, si sono cucinati la pasta al pomodoro, ma a casa loro (a Londra) e pagando le loro relative commissioni e imposte. Che cosa diavolo centri il fisco italiano è mistero gaudioso. Sul mercato gira un parere fiscale in questo senso, che avrebbe già fatto Clifford Chance, si dice commissionato da Goldman Sachs (dove dovrebbe approdare secondo i rumors di Borsa l'attuale ministro dell'economia Grilli).

Sintesi finale. Monti si fa bello della sua Tobin dicendo che è la prova della sua indipendenza dalle banche. Le banche italiane sono state salvate dalla nuova tassa. I piccoli pagano. E il prossimo governo si troverà 800 milioni di gettito in meno nelle sue casse. Non c'è spazio per poter poi sottolineare come la tassazione a forfait (da 40 a 100 euro) sui derivati, combinata con l'aliquota della Tobin sulle azioni, comporterà un boom dei derivati fatti al solo scopo di avere un vantaggio fiscale.

 

MARIO MONTI E VITTORIO GRILLI jpegMUSSARI PROFUMO jpegMARIO MONTI BorsaBorsa EconomiaCATTELAN PIAZZA AFFARI BORSA MILANO

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)