TRASGRESSIONI (DE) BENEDETTE - DE BENEDETTI DA UN PO' DI TEMPO A QUESTA PARTE E' UN FIUME IN PIENA: DA GRILLO AL VATICANO, NE HA UNA PER TUTTI – CHE SUCCEDE: HA CAMBIATO SPACCIATORE O A 80 ANNI SI E’ SEMPLICENTE ROTTO I COJONI?


Marco Palombi per "il Fatto Quotidiano"

Capita a volte, basti ricordare il caso di Francesco Cossiga, che l'accumularsi degli anni e l'avvicinarsi al confine della propria vita lavorativa liberino la personalità dai lacci delle convenzioni e la restituiscano all'osservatore al naturale. Eversiva, saturnina, oppositiva, autoindulgente e parecchio più divertente: libero infine, grazie a Dio libero infine.

Questa è solo un'ipotesi, ma pare proprio quel che sta capitando da qualche mese a Carlo De Benedetti: non più manager impettito, finanziere con codazzo, tessera numero 1 del Pd o capo del partito di Repubblica , ma uno di noi. Blogger d'assalto, polemista a 360 gradi, affibiatore di soprannomi ed editore all'opposizione dei suoi stessi giornali: prodigo di giudizi e frecciate che devono scuotere nel profondo il direttore di Repubblica Ezio Mauro, uomo uso a piemontese riservatezza, il quale - ne siamo sicuri - nel chiuso del suo ufficio accoglie le sparate dell'editore neoliberato, sospirando e alzando gli occhi al suo Kant in brossura.

Che qualcosa non andasse s'era capito già qualche mese fa, quando De Benedetti affidò il suo racconto sui retroscena dell'arrivo di Mario Monti a Palazzo Chigi ad Alan Friedman, vale a dire un collaboratore del Corriere della Sera che stava scrivendo un libro per Rizzoli. Si fece finta di niente, a Largo Fochetti, ma le cose non migliorarono: Repubblica , per dire, tardiva scopritrice del renzismo, nel tempo ne è divenuta la Pravda, mentre il saturnino Carlo De Benedetti ha col nuovo premier un rapporto agonistico.

Sono stati amici, poi no, poi di nuovo: ora sono in buona, tanto che il nostro ha preannunciato che sarà di nuovo a pranzo a Palazzo Chigi per spiegare al giovane Matteo come e perché per l'Italia sia meglio dichiarare un parziale default sul proprio debito ("quando mai gli Stati hanno pagato i loro debiti?").

Tempo fa, però, ci fu un momento di vero gelo tra i due. Pietra del contendere la cosiddetta "Google tax": l'editore ne fu uno degli sponsor, l'allora neosegretario del Pd vi si oppose e poi, da premier, l'ha anche cancellata (a metà). Ricostruzione dell'Ingegnere di un paio di giorni fa: "Ci sono miliardi di utili fatti in Italia da Google, Amazon e Facebook: dovrebbero essere tassati qui. Renzi è contrario, sbaglia: credo sia influenzato dall'ambasciata Usa".

A febbraio, comunque, le bordate contro il premier non partirono dalla nave ammiraglia di Repubblica , ma dal meno impegnativo blog dell'Huffington Post, lo stesso luogo da cui il nostro è tornato recentemente sull'argomento con un post dal titolo "Perché ho paura di Google" (in sostanza, perché è un potentissimo fattore di omologazione sostanzialmente incontrollabile dalla politica e da lui).

IL SUO MEGLIO, però, il nostro l'ha dato al Festival di Dogliani nel weekend: intervistato da Gianni Minoli, Carlo De Benedetti non s'è risparmiato. Ormai, d'altronde, ha sviluppato un certo senso dello spettacolo: l'uomo che ha aspettato 26 anni per dare la sua versione sulla cacciata dalla Fiat del 1976, ora abbonda in commenti e giudizi su quasi tutto.

È pronto per un talk della domenica pomeriggio, stante che la sua versione saturnina lo rende inadatto al salotto di Fabio Fazio, di certo invece perfetto per una bella lectio magistralis di Ezio Mauro.
De Benedetti, come detto, ha tenuto la scena da dio: "Magari c'è un modo eccessivo della magistratura di rispondere a Berlusconi, può anche essere, ma la causa è l'impresario Berlusconi"; "magari l'avessero assegnato ai servizi sociali in una struttura sanitaria di Kos (del gruppo Cir, ndr): sarebbe stata una pubblicità eccezionale, l'avremmo trattato benissimo... Non ne sarebbe uscito vivo". Agnelli? "Ottimo ambasciatore, pessimo imprenditore". Tronchetti? "Bravo nella comunicazione, di più nella rapina".

Grillo? "Abbiamo perso un comico e acquistato un fascistello populista". De Bortoli? "Un bravo direttore con delle debolezze: ha dato la terza pagina a Marina Berlusconi, io mi sarei fatto pagare". Napolitano? "Il Pd gli sta sulle palle" e "si dimette tra poco: al suo posto vedrei bene uno alto e magro, Fassino". Gli 80 euro di Renzi? "Sono solo uno spot elettorale" (scene di panico a Largo Fochetti).

Sezione Fiat. "Sergio Marchionne ha salvato la Fiat: gli do 10 per immaginazione e coraggio, ma 4 in comunicazione e sincerità perché Fabbrica Italia non era credibile". E a Romiti? "Zero". E a John Elkann? "Un voto da nipote". Papa Francesco? "Mi piace molto perché parla il linguaggio della verità e vuole scardinare quella fogna che è il Vaticano, è il Papa dei nostri tempi".

Ieri poi, per non farsi mancare niente, se n'è andato all'assemblea Consob e, quando ha preso la parola il cardinale Scola, s'è alzato e ha lasciato la sala col fratello Franco. Spiegazione di quest'ultimo su Twitter: "Un organo dello Stato non si fa dare lezioni di etica dalla Chiesa". Dai, Carlo, facci sognare. E noi faremo finta che Sorgenia non sia virtualmente già fallita.

 

CARLO DE BENEDETTI DA FABIO FAZIOSILVIO BERLUSCONI CARLO DE BENEDETTICARLO DE BENEDETTI E CORRADO PASSERACARLO DE BENEDETTI CON LA MOGLIE CARLO DE BENEDETTI ANNI NOVANTA

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci

DAGOREPORT - MILENA GABANELLI, L'UNICA AD AVER CAPITO TUTTO DI SIGFRIDO RANUCCI: "È UN GRAN RUBACUORI... LE RACCOGLIE A MAN BASSA, VEDEVO QUESTO IO…", DISSE "MI-JENA" IL 30 OTTOBRE 2025, A DUE SETTIMANE DALL'ATTENTATO DI POMEZIA, OSPITE DI GEPPI CUCCIARI A "SPLENDIDA CORNICE", RAI3, RIVOLTA AL CONDUTTORE DI "REPORT", INCORNICIATO “MARTIRE DELLA LIBERTÀ”, CHE REPLICÒ RIDENDO: “NO, NON È VERO…NON ABBASTANZA PER DIVENTARE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO” - ERANO BATTUTE, CERTO, MA OGGI PRENDONO UN’ALTRA PIEGA, UN SIGNIFICATO DIFFERENTE ALLA LUCE DELL'“ATTENTATO D'AMORE” DI LAVITOLA PER LANCIARE RANUCCI IN POLITICA E SULLE PRODEZZE EROTICHE DEL “ROCCO SIGFRIDO” CON STAGISTE E FONTI IN GONNELLA – ANCHE LA LETTERA ANONIMA DEL 2021 INVIATA ALLA RAI CHE ACCUSAVA RANUCCI DI MOLESTIE E RICATTI SESSUALI NEI CONFRONTI DI TRE COLLEGHE DI "REPORT", E CHE SI CONCLUSE CON L'ASSOLUZIONE DEL CALDO SIGFRIDO, ASSUME OGGI UN'ALTRA LUCE... - VIDEO

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…