C’E’ ANCORA VITA SUL PIANETA MEDIOBANCA? - SEMPRE PIU’ PROBABILE IL FALLIMENTO DELL’OPERAZIONE DI UNIPOL-FONSAI ANCHE SE CIMBRI SI INGEGNA PER SALVARE IL SALVABILE: “INVESTIREMO SOLO QUANDO CONSOB, ISVAP E ANTITRUST AVRANNO DATO LE LORO AUTORIZZAZIONI” - PER EVITARE EFFETTI ANTICOMPETITIVI, UNIPOL POTREBBE VENDERE LE CONTROLLATE (TRA CUI MILANO ASSICURAZIONI) - MA ALLA PROCURA DI MILANO TIRA UNA BRUTTA ARIA…

Riccardo Sabbatini per "il Sole 24 Ore"

«Irriversibile» sarebbe eseguire l'aumento riservato di Premafin, non la relativa delibera assembleare che, se non arrivano le necessarie autorizzazioni, può anche non avere seguito.

Unipol chiarisce la sua strategia di avvicinamento al gruppo Premafin-Fonsai alla luce dell'istruttoria avviata dall'Antitrust che venerdì ha sospeso l'operazione di concentrazione in corso e gli ha intimato di non compiere, appunto, «attività e/o delibere prodromiche e funzionali» alla stessa. Ad interpretare il nuovo vincolo è stato lo stesso amministratore delegato della compagnia Carlo Cimbri parlando a margine dell'assemblea ordinaria degli azionisti che ieri ha approvato, quasi all'unanimità, il bilancio del passato esercizio chiuso con perdite consolidate di 94 milioni.

Il gruppo assicurativo ha preso innanzitutto atto che i tempi del suo progetto si sono dilatati rispetto a quelli originari. Ed ora colloca l'esecuzione degli aumenti di capitale - ha detto Cimbri - «entro l'estate, entro il mese di luglio». Dei ritardi non è responsabile visti i probabili tempi delle risposte (attese tra giugno e inizio luglio) delle diverse authority impegnate nell'operazione. In questi ultimi giorni il proscenio è stato occupato con prepotenza dall'autorità garante della concorrenza. È lì che vi sono, al momento, i principali scogli da superare.

«Collaboreremo con l'Antitrust per avere la possibilità di completare il progetto» e perché il provvedimento dell'autorità - ha spiegato Cimbri agli azionisti - «sia circoscritto solo alle attività che provochino effetti irreversibili e non a tutte quelle prodromiche all'operazione». Successivamente, con i giornalisti, ha aggiunto altri dettagli. Ed ha fatto un esempio. «La delibera dell'assemblea di Premafin sull'aumento di capitale - ha spiegato - non produce effetti irreversibili» mentre «il versamento dell'aumento produce effetti irreversibili». Se questa fosse la lettura giusta, in effetti, l'avvio dell'istruttoria dell'autorità garante non avrebbe cambiato granchè i termini della questione perchè fin da subito Unipol aveva chiarito - e il suo Ad lo ha ieri ribadito - che «mai come gruppo avremmo investito i soldi senza essere sicuri di aver avuto già tutte le rassicurazioni. Investiremmo se, e solo se, Consob, Isvap e Antitrust avranno dato le loro autorizzazioni».

Il fatto è che, seppure motivate con l'esigenza di evitare «effetti difficilmente reversibili» le disposizioni sospensive dell'authority sulla concorrenza sembrano avere un perimetro più ampio e pertanto il confronto della compagnia bolognese con il regolatore, avviato fin da ieri, non sarà affatto una passeggiata. Sul merito delle questioni e sulla necessità di dover dismettere quote del futuro aggregato post-fusione per evitare effetti anticompetitivi (soprattutto nella Rc auto), gli assicuratori bolognesi hanno un atteggiamento pragmatico.

Già nel loro progetto industriale hanno ipotizzato il taglio di 1,3 miliardi di premi per evitare che in ciascuna provincia la loro quota di mercato superi il 30 per cento. E ieri Cimbri ha spiegato in che modo intendono procedere. Bologna sta pensando di isolare le potenziali cessioni in un ramo d'azienda, per poi venderlo. «Il progetto prevede l'integrazione di tutte le quattro società coinvolte, anche la Milano Assicurazioni - ha precisato l'amministratore delegato - e poi ragioniamo sulla cessione di un ramo d'azienda: parliamo di marchi, ne abbiamo 7, e di premi. Penso ci siano diversi soggetti interessati».

Nel corso dell'assemblea, infine, Cimbri ha fornito le prime anticipazioni sul primo trimestre del gruppo il cui risultato economico - sarà reso noto nei prossimi giorni - mostrerà un "consistente miglioramento" rispetto al 2011. I premi del settore vita sono in calo (-9% a 590 milioni) a fronte di una sostanziale stabilità della raccolta danni (1075 milioni, +0,7%) i cui indicatori gestionali mostrano un trend positivo. Il numero dei sinistri è in diminuzione dell'11,8% e la velocità di liquidazione in crescita di 3 punti percentuali. Si rafforza inoltre il margine di solvibilità del gruppo che ha raggiunto a fine marzo il 150% del livello minimo con un'eccedenza di capitale pari ad un miliardo.

 

LARRIVO DI ALBERTO NAGEL Salvatore LigrestiGiulia Paolo Jonella e Salvatore LigrestiCARLO CIMBRIIL PROCURATORE AGGIUNTO DI MILANO ALFREDO ROBLEDO

Ultimi Dagoreport

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO