bergoglio papa francesco sloane square londra

VATICANO REAL ESTATE – LA VENDITA PER 186 MILIONI DI STERLINE DEL FAMOSO PALAZZO DI LONDRA NON METTE AFFATTO UNA PIETRA SOPRA ALLO SCANDALO FINANZIARIO CHE HA INVESTITO LAA SEGRETERIA DI STATO, ANZI, CERTIFICA LE ACCUSE! L’ACQUISTO, I RENDIMENTI NEGATIVI PER OTTO ANNI, I SALATISSIMI INTERESSI SUL MUTUO, GARANTITO DALL’OBOLO DI SAN PIETRO, E LA PERIZIA CHE GIÀ NEL 2013 STIMAVA IL VALORE DELL’IMMOBILE IN…

1 - VATICANO, LA VENDITA DEL PALAZZO DI LONDRA RAFFORZA LE ACCUSE

Maria Antonietta Calabrò per www.huffingtonpost.it

 

stabile di sloane avenue londra

Il famoso palazzo di Londra di Sloane Ave è stato venduto dal Vaticano il 30 giugno 2022. Esattamente un anno dopo la firma del rinvio a giudizio di dieci imputati per vari reati che sarebbero stati commessi per comprarlo. Il fatto sostanziale è che la cifra di vendita a 186 milioni di sterline certifica le accuse. Perché il valore stimato dell’immobile da una perizia già nel settembre 2013, era di 173,5 milioni di sterline, come si vede molto prossimo al valore di vendita attuale.

 

giovanni angelo becciu papa francesco bergoglio

“Come si fa a perdere comprando un palazzo al centro di Londra” si era chiesto uno dei grandi operatori immobiliari della capitale inglese, citato a gennaio 2022 dal Financial Times? Gli imputati hanno dimostrato che si può: tra prezzo gonfiato, commissioni milionarie, rendimenti negativi per anni e anni, pagamento degli interessi su un prestito garantito dal tesoretto dell’Obolo di San Pietro (di 454 milioni) e successivo riacquisto a pezzi (sborzando altri 55 milioni). Il caso di Sloane Ave sarà ricordato dagli annali come il peggiore affare immobiliare della storia della City. L’ufficio del Promotore di giustizia vaticano di recente ha quantificato le perdite in 217 milioni di euro.

 

RAFFAELE MINCIONE

Qualcosa che fa impallidire la storia della svendita degli immobili dello Ior (per cui gli imputati sono stati condannati in primo grado a svariati anni di carcere) e che ha riportato il Vaticano ai fasti (si fa per dire) dello scandalo del Banco Ambrosiano che costò alla segreteria di Stato 250 milioni di dollari di transazione versati alla liquidazione della banca di Calvi.

 

Anche questa volta le perdite di Sloane Ave sono state “caricate“ sulla contabilità della segreteria di Stato, i cui vertici amministrativi sono finiti nel processo. Ecco perché la vendita del palazzo a Bain Capital non chiude la vicenda, non mette una pietra sopra al pasticciaccio brutto di Sloane Ave, anzi, semmai (una volta recuperato il recuparabile) la scoperchia definitivamente.

 

2 - VIA IL PALAZZO DELLO SCANDALO IL VATICANO PERDE 120 MILIONI

Caterina Maniaci per “Libero quotidiano”

 

stabile di sloane avenue londra

Deve essere stato pesante quanto un macigno, quel palazzo a Londra. Pesante sui pensieri del Papa, vistosa macchia allargata sul Vaticano, un tassello, e importante, del complicato puzzle delle sue vicende finanziarie, finito al centro di un clamoroso processo di corruzione. Francesco ha detto basta, qualcosa va fatto.

 

Senza contare che l'investimento ha drenato enormi risorse della Segreteria di Stato e creato un danno di immagine difficilmente quantificabile alla Santa Sede. E qualcosa è stato fatto: ieri è arrivata la comunicazione ufficiale che il Vaticano ha venduto il palazzo degli scandali a Bain Capital, per la somma di 186 milioni di sterline.

 

Juan Antonio Guerrero Alves

«Nei giorni scorsi l'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica ha ultimato la vendita a Bain Capital del palazzo in 60 Sloane Avenue a Londra, con un incasso complessivo di 186 milioni di sterline», si legge in un comunicato diffuso dalla stessa Apsa. La Segreteria per l'Economia del Vaticano «ha seguito l'intera procedura nelle sue varie fasi», e «le perdite riscontra te rispetto a quanto speso per l'acquisto dell'immobile sono state conferite alla riserva della Segreteria di Stato, senza che in nessun modo in questa circostanza sia toccato l'Obolo di San Pietro, e con esso le donazioni dei fedeli».

 

GIANLUIGI TORZI PAPA BERGOGLIO

Per garantire la trasparenza e l'indipendenza del processo di valutazione - si legge ancora nella nota-, la Santa Sede si è avvalsa dell'assistenza del broker immobiliare Savills, selezionato al termine di una procedura digara avviata nel gennaio 2021 sotto la vigilanza di advisor immobiliari.

 

Le questioni economiche (con scandali annessi) sono state fonte continua di preoccupazione. Così da oltre un anno il Pontefice ha dirottato la gestione dei fondi alla Segreteria di Stato, concentrandoli (insieme ad altri enti) nell'Apsa e sotto il controllo della Segreteria per l'Economia, guidata dal prefetto Juan Guerrero Alves.

 

fabrizio tirabassi enrico crasso gianluigi torzi

Acquistato per oltre 300 milioni di sterline (l'equivalente di 347 milioni di euro), rivenduto (o forse sarebbe meglio dire svenduto) per 186 milioni (215 milioni di euro). Con una perdita di almeno 115 milioni. Del resto, è la dura legge del mercato immobiliare. Se si ha fretta di vendere... Anche se il Vaticano rassicura che la perdita non intaccherà le donazioni e l'Obolo, il danno appare evidente.

 

RAFFAELE MINCIONE

L'edificio, che si trova nel quartiere londinese di Knightsbridge, è al centro dell'inchiesta del Vaticano per il quale è in corso il processo a carico del cardinale Angelo Giovanni Becciu, di alti prelati e funzionari della Segreteria di Stato nonché dei finanzieri esterni al Vaticano Raffaele Mincione, Gianluigi Torzi ed Enrico Crasso (per Mincione e per altri, nonché per alcuni capi di imputazione a carico di altri soggetti, gli atti sono stati restituiti al promotore perché compia atti a loro garanzia; di conseguenza non sono più «imputati» nel processo, pur restando indagati).

 

L'affare in questione era iniziato nel 2014, con l'acquisto di circa metà del controllo del palazzo; a fine 2018 il Vaticano aveva rilevato l'intera proprietà. La vicenda è degna di un thriller di alta finanza. Nel 2013 Mincione vende l'immobile, diventa il gestore di 200 milioni di dollari di fondi riservati della Segreteria di Stato attraverso il fondo Athena. Lui stesso convince il Vaticano a investire 100 milioni di dollari per acquistare circa metà del palazzo, che lui stesso possiede.

 

marco simeon processo sul palazzo di londra del vaticano

Nel 2018 il Vaticano esce dal fondo Athena rilevando da Mincione l'intero palazzo, con un conguaglio a favore del finanziere di 44 milioni di euro. Poi è arrivato il processo, e orala vendita londinese. Un intreccio che lascia sul campo una consistente quantità di soldi e di ombre. Ma non bisogna dimenticare che l'economia vaticana sostiene migliaia di opere di assistenza e sostegno, scuole, missioni, mense. Non ci sono solo scandali e palazzi milionari.

interrogatori processo vaticano

Ultimi Dagoreport

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?

giorgia meloni ignazio la russa

DAGOREPORT - LA RISSA CONTINUA DI LA RUSSA - L’ORGOGLIOSA  CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL MOVIMENTO SOCIALE, NUME TUTELARE DEI DELLE RADICI POST-FASCISTE DEI FRATELLINI D'ITALIA, DI SICURO NON AVRÀ FATTO UN GRANCHÉ PIACERE A SUA ALTEZZA, LA REGINA GIORGIA, CHE SI SBATTE COME UN MOULINEX IN EUROPA PER ENTRARE UN SANTO GIORNO NELLE GRAZIE DEMOCRISTIANE DI MERZ E URSULA VON DER LEYEN - DA MESI 'GNAZIO INTIGNA A FAR DISPETTI ALLE SORELLE MELONI CHE NON VOGLIONO METTERSI IN TESTA CHE A MILANO NON COMANDANO I FRATELLI D'ITALIA BENSI' I FRATELLI ROMANO E IGNAZIO LA RUSSA – DALLA SCALATA A MEDIOBANCA ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, DAL CASO GAROFANI-QUIRINALE ALLO SVUOTA-CARCERI NATALIZIO, FINO A PROPORSI COME INTERMEDIARIO TRA I GIORNALISTI DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ E IL MAGNATE GRECO IN NOME DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE – L’ULTIMO DISPETTUCCIO DI ‘GNAZIO-STRAZIO ALLA LADY MACBETH DEL COLLE OPPIO… - VIDEO

brunello cucinelli giorgia meloni giuseppe tornatore

A PROPOSITO DI…. TORNATORE – CRISI DEL CINEMA? MA QUALE CRISI! E DA REGISTA TAUMATURGO, NOBILITATO DA UN PREMIO OSCAR, CIAK!, È PASSATO A PETTINARE IL CASHMERE DELLE PECORE DEL SARTO-CESAREO CUCINELLI - MICA UN CAROSELLO DA QUATTRO SOLDI IL SUO “BRUNELLO IL VISIONARIO GARBATO”. NO, MEGA PRODUZIONE CON UN BUDGET DI 10 MILIONI, DISTRIBUITO NELLE SALE DA RAI CINEMA, ALLIETATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA CON TAX CREDIT DI 4 MILIONCINI (ALLA FINE PAGA SEMPRE PURE PANTALONE) E DA UN PARTY A CINECITTA' BENEDETTO DALLA PRESENZA DI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI - ET VOILÀ, ECCO A VOI SUI GRANDI SCHERMI IL “QUO VADIS” DELLA PUBBLICITÀ (OCCULTA) SPACCIATO PER FILM D’AUTORE - DAL CINEPANETTONE AL CINESPOTTONE, NASCE UN NUOVO GENERE, E LA CRISI DELLA SETTIMA ARTE NON C’È PIÙ. PER PEPPUCCIO TORNATORE, VECCHIO O NUOVO, È SEMPRE CINEMA PARADISO…

theodore kyriakou la repubblica mario orfeo gedi

FLASH! – PROCEDE A PASSO SPEDITO L’OPERA DEI DUE EMISSARI DEL GRUPPO ANTENNA SPEDITI IN ITALIA A SPULCIARE I BILANCI DEI GIORNALI E RADIO DEL GRUPPO GEDI (IL CLOSING È PREVISTO PER FINE GENNAIO 2026) - INTANTO, CON UN PO’ DI RITARDO, IL MAGNATE GRECO KYRIAKOU HA COMMISSIONATO A UN ISTITUTO DEMOSCOPICO DI CONDURRE UN’INDAGINE SUL BUSINESS DELLA PUBBLICITÀ TRICOLORE E SULLO SPAZIO POLITICO LASCIATO ANCORA PRIVO DI COPERTURA DAI MEDIA ITALIANI – SONO ALTE LE PREVISIONI CHE DANNO, COME SEGNO DI CONTINUITÀ EDITORIALE, MARIO ORFEO SALDO SUL POSTO DI COMANDO DI ‘’REPUBBLICA’’. DEL RESTO, ALTRA VIA NON C’È PER CONTENERE IL MONTANTE ‘’NERVOSISMO’’ DEI GIORNALISTI…