shein milena gabanelli dataroom

LA MODA USA E GETTA GENERA NUOVI SCHIAVI  – IL LATO OSCURISSIMO DI SHEIN, L’AZIENDA CINESE CHE SI È ACCAPARRATA IL 50% DEL MERCATO GLOBALE DEL FAST FASHION, OVVERO LA “MODA RAPIDA E A BASSO COSTO”, CHE PIACE TANTO AI GIOVANISSIMI – NATA NEL 2008, OGGI SHEIN SUPERA I 60 MILIARDI DI VALORE, PIÙ DI ADIDAS, H&M E BURBERRY MESSI INSIEME – MA DIETRO AI FATTURATI RECORD CI SONO LO SFRUTTAMENTO DEI LAVORATORI (MOLTI SONO DELLA MINORANZA UIGURI DELLO XINJIANG), TESSUTI TOSSICI E INQUINAMENTO – LA VIDEO-INCHIESTA DI MI-JENA GABANELLI

GUARDA QUI LA VIDEO-INCHIESTA DI MILENA GABANELLI SUL LATO OSCURO DEL FAST-FASHION

 

Estratto dell'articolo di Marta Camilla Foglia e Milena Gabanelli per www.corriere.it

 

MILENA GABANELLI - INCHIESTA SU SHEIN - FAST FASHION

Fast fashion sta per «moda rapida e a basso costo». Ma quanto basso? Quando una T-shirt viene venduta a 3 euro e un abito a 7 euro vuol dire che c’è un «prezzo» che viene scaricato su qualcun altro. Partiamo dai costi di produzione: in Italia il costo medio orario nell’industria del tessile e manifatturiero è di 27 euro lordi. In Bulgaria di 5,4 euro, Romania 6,9 in Lituania 9 (Eurostat). In Cina e Vietnam rispettivamente dai 4 ai 3 dollari. […]

 

Quasi tutti i grandi marchi da anni hanno delocalizzato una parte della produzione in questi Paesi, inclusi quelli del lusso, che si rivolgono a una clientela benestante. E li abbiamo più volte stigmatizzati, perché hanno sacrificato le aziende manifatturiere locali solo per avidità. Fatta questa doverosa premessa, parliamo della moda usa e getta: l’azienda che si è accaparrata il 50% del mercanto globale del fast fashion si chiama Shein.

 

MILENA GABANELLI - INCHIESTA SU SHEIN - FAST FASHION

L’impennata Shein

Shein nasce nel 2008 su idea dell’imprenditore cinese Chris Xu: inizia con la vendita di gioielli online, ma in pochi anni diventa una delle piattaforme di moda più cliccate al mondo e nel 2020 è arrivata a fatturare 10 miliardi di dollari. A novembre 2021 l’azienda valeva 30 miliardi di dollari e oggi supera i 60, più di Adidas, H&M e Burberry messi insieme.

 

La sua app, nel maggio 2022, era la più scaricata negli Stati Uniti, con 27 milioni di download (calcoli in tempo reale di App Annie e Sensor Tower). Shein sfrutta un sistema di algoritmi e analisi dati che rileva le tendenze in evoluzione in tempo reale, riuscendo così a produrre nuovi modelli in appena dieci giorni. Un ritmo impareggiabile rispetto a concorrenti come Zara, che richiedono in media cinque settimane. Il sito arriva a caricare fino a 6000 nuovi prodotti al giorno, e contestualmente riceve regolari denunce di plagio sia da designer emergenti che da case di moda consolidate.

 

I clienti preferiti: la Gen-Z

sfruttamento dei lavoratori di shein dataroom

Una popolarità sostenuta anche dall’ingaggio di influencer e celebrities che orientano la fascia di consumatori più attiva sulla piattaforma, quella dei giovanissimi, la cosiddetta Gen-Z. Proprio così, la generazione più sensibile ai temi legati alla sostenibilità ambientale e ai diritti dei lavoratori è anche la maggiore cliente di questo marchio che di trasparente non ha nulla: dalla struttura della società all’origine dei prodotti.

 

Ed è utile sapere che prima di arrivare dentro al proprio armadio, un abito o una T-shirt attraversa i processi che ora elenchiamo. Da un rapporto di Bloomberg del 2022 le magliette di cotone vendute da Shein provengono dal lavoro forzato della minoranza Uiguri dello Xinjiang. Questa regione al Nordovest della Cina è uno dei maggiori produttori di cotone al mondo, e la minoranza musulmana è da anni scandalosamente perseguitata e oppressa dal governo cinese.

 

Lo sfruttamento dei lavoratori

i numeri di shein dataroom 5

La giornalista anglo–algerina Imam Amrani è riuscita a entrare con telecamera nascosta in due delle 700 fabbriche di Shein, nella provincia cinese dello Guangzhou. I lavoratori sono costretti a turni di lavoro di 17 ore al giorno, con un solo giorno libero al mese, e condizioni igieniche disumane. Devono produrre 500 capi al giorno e la paga è di 4 centesimi a capo.

 

L’inchiesta, realizzata nel 2022, è stata trasmessa dall’emittente statunitense Channel 4. La risposta di Shein è arrivata a giugno 2023 con l’organizzazione di un viaggio-stampa per sei influencer in una delle sue fabbriche. Viene mostrato un ambiente moderno e pulito, con postazioni distanziate, automazione e aree relax.

i numeri di shein dataroom

 

Le influencer hanno lodato l’azienda nei loro post parlando di operai felici, qualità e lavoro etico. Inondate di critiche alcune hanno fatto marcia indietro. L’influencer Dani DMC ha rapidamente eliminato dal suo profilo il video in cui tesseva le lodi dell’azienda, sostituito con un altro di scuse per non essersi adeguatamente informata.

 

Il costo ambientale

i numeri di shein dataroom 4

Per realizzare una singola T-shirt di cotone sono necessari in media 2.700 litri d’acqua, (Rapporto WWF-National Geographic). Questo perché il cotone ha sete e le produzioni intensive devono essere irrigate. Poi ci sono i processi di lavorazione: sgusciamento, tintura, filatura, rifinitura, e ogni fase ha bisogno di tanta acqua. Il processo intensivo richiede poi fertilizzanti chimici e diserbanti che vengono assorbiti dal terreno e inquinano le falde.

 

Mentre i coloranti azoici, largamente usati perché hanno colori brillanti e poco costosi, possono rilasciare ammine aromatiche potenzialmente cancerogene. Per questo il loro uso in Europa è vietato dal 2002. Ma Shein non produce in Europa.

 

Molti suoi prodotti sono sintetici e il tessuto brillante è spesso il risultato di sostanze chimiche tossiche come nonilfenoli e ftalati e, quando finiscono nell’ambiente, danneggiano interi ecosistemi. Un rapporto di Bloomberg ha evidenziato che i prodotti Shein contengono il 95,2% di microplastiche.

 

L’inquinamento indossato

inquinamento causato da shein dataroom 1

Un’indagine di CBC Marketplace ha rivelato che alcuni prodotti di Shein contengono piombo, PFAS e ftalati. Una giacca per bambini esaminata conteneva quasi 20 volte la quantità di piombo considerata sicura da Health Canada. Greenpeace ha inoltre denunciato che alcune sostanze chimiche utilizzate nei prodotti superano i limiti di legge UE. E la pelle, a contatto prolungato con queste sostanze, le assorbe.

 

Montagne di rifiuti e emissioni di CO2

La Ellen MacArthur Foundation, uno dei più grandi enti internazionali che operano nel settore dell’economia circolare e della sostenibilità, ha provato a misurare la quantità di indumenti buttati: ogni secondo un camion carico di tessuti viene smaltito in una discarica o incenerito. Ogni anno, a livello globale, vengono generati 92 milioni di tonnellate di rifiuti tessili, di cui solo il 15% viene riciclato.

MILENA GABANELLI - INCHIESTA SU SHEIN - FAST FASHION

 

È il naturale destino dei prodotti fast fashion a prezzi stracciati: bassa qualità, bassa durata, e rapidamente scartati. Più veloce è il ciclo di consumo, più pesante l’impatto ambientale. La moda, in generale, è responsabile del 10% delle emissioni globali di carbonio. […]

 

Non tutto è Shein

Sia chiaro: è Shein solo l’ultima della lista e non la sola responsabile di tutto questo. Anche le produzioni massive di altri marchi fast fashion ben noti come Zara, H&M, Bershka e Pull and Bear generano enormi quantità di rifiuti tessili. Nel corso degli anni sono state denunciate le pessime condizioni di lavoro negli stabilimenti di questi marchi e i salari da fame.

sostanze chimiche utilizzate da shein dataroom 5

 

Va detto che da qualche anno stanno introducendo linee più sostenibili e si stanno impegnando in iniziative di responsabilità sociale (almeno in apparenza). Resta il fatto che la natura stessa del fast fashion, con il suo bisogno di produrre rapidamente e a basso costo, fa a cazzotti con le sfide etiche ed ecologiche.

 

La strategia UE per un’industria tessile più sostenibile

L’impennata del fast fashion ha spinto la Commissione Europea, a marzo 2022, a definire strategie per rendere l’industria tessile più sostenibile, spingendo per l’utilizzo di tessuti che durano di più, che possono essere riparati e riutilizzati. Ecco cosa cambierà:

MILENA GABANELLI - INCHIESTA SU SHEIN - FAST FASHION

1) design ecologico: i tessuti dovranno rispettare standard più elevati in termini di sostenibilità;

2) informazioni chiare: i consumatori avranno accesso a dettagli sull’origine e la sostenibilità dei prodotti attraverso un «passaporto digitale»;

3) impegno aziendale: si esortano le aziende a ridurre la loro impronta di CO2 e a prendere decisioni rispettose dell’ambiente, e dei diritti dei lavoratori.

 

MILENA GABANELLI - INCHIESTA SU SHEIN - FAST FASHION

E ora punta ad eliminare totalmente le sostanze chimiche nocive dall’industria tessile. Ma se compri online da una piattaforma cinese che non rispetta tutte queste belle direttive? In attesa di regole globali si può solo aumentare il grado di consapevolezza nei consumatori. Non contribuire a questo ciclo di consumo non significa mortificarsi.

 

 Si può cambiare spesso abito spendendo poco, basta acquistare sul mercato dell’usato, ormai diffuso in tante città. Così si sostiene anche l’economia circolare nei fatti, non solo a parole. Alla fine è sempre la somma dei singoli comportamenti quotidiani che può affossare, o salvare, il pianeta.

MILENA GABANELLI - INCHIESTA SU SHEIN - FAST FASHIONMILENA GABANELLI - INCHIESTA SU SHEIN - FAST FASHIONshein shein 9shein 10shein i numeri di shein dataroom 4

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”