giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

 

DAGOREPORT

MEME GIUSEPPE CONTE

Caro Giuseppe Conte... ma perché non te ne vai a fare in culo?!

 

La linea di non ritorno è stata superata da “Giuseppi” con l’intervista ad Alessandro De Angelis su "La Stampa" di ieri, in cui l’ex premier ha ribadito la sua linea di politica filo-Russia e anti-UE, contraria a nuovi aiuti militari a Kiev, concludendo, sprezzante: “Il tema delle armi all’Ucraina lo scioglieremo con le primarie”.

 

Nel Partito Democratico cresce, sottotraccia, la fronda di chi sostiene che è arrivato il momento di ammettere l'amara verità: Peppiniello sarebbe meglio lasciarlo al suo destino da “Ras-Putin”. 

 

GIUSEPPE CONTE ELLY SCHLEIN CORTEO A PALERMO

Per l'ex Avvocato del Popolo, il fatidico "campolargo" non c'era prima, né adesso, né ci sarà mai; la mai realizzata coalizione con Pd, Avs e forze di centro è esistita solo nella misura di un simulacro, un'immagine vuota di sostanza, che gli permetta di coronare la sua fissa ossessiva: tornare a Palazzo Chigi.

 

(Giuseppe Conte metterà sempre il veto alla candidatura a premier a chiunque non si chiami Giuseppe Conte). 

 

A questo punto di non ritorno, pretendere che il Partito democratico, che ha quasi il doppio dei consensi del M5s, si rassegni a fare campagna sulla propaganda di Putin e a votare contro l'UE per l'utilizzo dei fondi Safe per la Difesa ("No al riarmo nazionale") - per citare solo due fratture che spezzano la coalizione - è troppo perfino per quella gruppettara sulla via di Damasco di Elly Schlein (dopo Prodi, Draghi, Gentiloni, ha incontrato pure il presidente di Confindustria, Orsini).

 

ELLY SCHLEIN MARTA BONAFONI

A Elly e al suo ''circolo del cucito'' (Bonafoni, Braga, Boccia, Taruffi), le frange piddine a favore della "de-contizzazione a 5 stelle" avanzano una modesta proposta: "Mettiano Conte alla prova, andiamo a vedere il suo bluff: se al politiche va da solo, ci perde non solo il suo partito ma soprattutto lui e la sua ambizione”.

 

La Schlein, come riporta Giovanna Vitale su “Repubblica”, sarebbe “furibonda”: “Perciò la leader dem ha deciso di reagire. Per fissare dei paletti: “Non funziona così. Prima il programma condiviso da tutta l’alleanza e poi le primarie”.

 

mario draghi lorenzo guerini

La linea “testardamente unitaria” e attacca-cocci di Elly  è appesa unicamente alla matematica: senza i voti del M5s il centrosinistra perde e Meloni, anche se è più scoppiata di un palloncino, vince libera, liberissima di fare il cazzo che vuole.

 

Non solo: se a settembre la Camera, grazie al voto segreto, manderà a picco la riforma della legge elettorale, la Ducetta potrebbe prendere al volo l'occasione di far diventare realtà il suo sogno: andare al voto anticipato (Mattarella permettendo), fottendo così sul tempo Elly e Conte impegnatissimi a fare e disfare la tela di Penelope del campolargo con le loro egogalatriche paturnie.

 

BEPPE GRILLO RIPUBBLICA UN VIDEO DI CONTE SU DRAGHI

Uno stato dell'arte che inizia a essere mal sopportato dai riformisti del Pd. Oggi lo dice chiaro e forte Lorenzo Guerini al “Foglio”: “Di Vannacci ne basta uno solo. Con il M5s serve chiarezza, ora. Alcuni mesi fa, in una direzione Pd, avevo ammonito dei rischi di rimandare il confronto con gli alleati sulle questioni più complesse. Vedevo i rischi''.

 

''Bene, adesso è il momento. Da parte mia non posso pensare che i partiti progressisti non stiano dalla parte degli aggrediti, che non vogliano una pace giusta per l’Ucraina, che non vogliano un’Europa più forte e sicura. Anzi, questa visione è la vera linea di contrapposizione con l’Internazionale sovranista e di destra”.

 

Giuseppe Conte Vladimir Putin 2

Guerini chiude così: “Penso che le uscite di questi giorni, di Conte, abbiano obiettivi molto più contenuti: posizionamento politico per le eventuali primarie e per contenere alcune spinte nel suo campo.

 

Con un occhio alla polemica con Grillo. Capisco tutto, ci mancherebbe. Consiglio solo di non esagerare”.

 

Francesco Merlo (antipatizzante storico di Conte) su “Repubblica” la butta già ancora più schietta: “Conte sta preparando la cavalleria rusticana del centrosinistra per indebolire Schlein”. E, a giudicare dai sondaggi che vedono il Pd galleggiare attorno al 21%, ci sta riuscendo.

 

conte travaglio

Schlein è convinta da par suo che il camaleontismo opportunista di Conte non potrà che ammorbidirsi durante la stesura del programma.

 

Dall'altra parte, l'ex premier spera che al momento topico delle politiche sia stata raggiunta la pace e il problema Ucraina non c'è più. Ma sarà davvero così?

 

Fosse per lui, il "perfetto sconosciuto" che Luigi Di Maio issò a premier, non farebbe tanto il puro. Il suo nemico non è Alessandro Di Battista.

 

schlein fratoianni bonelli conte

La ragione per cui rintigna sull’Ucraina e "No al riarmo" è l'influenza degli editoriali di Marco Travaglio sulla galassia ex-grillina.

 

Leggere Travaglio significa analizzare Conte: senza il sostegno del direttore del "Fatto quotidiano", Conte teme un giorno di voltarsi indietro e di ritrovarsi di colpo come era arrivato: solo, senza più un partito.

 

conte putin

In questo scenario di paure, sospetti reciproci, veleni, ci si è messo pure Beppe Grillo. Il suo ritorno pubblico nella scena con l’attacco al M5s contiano (“Ha perso la sua identità”) si accompagnerebbe a un impegno privato per sabotare Conte.

 

Per Grillo, l’ex premier pentastellato è il simbolo del trasformismo all’italiana, quell’insopportabile brama di potere che rovina la politica.

 

Conte e il suo opportunismo fatto pochette (sintetizza Merlo: “è stato di destra, di centro, di sinistra, e dunque non è niente”) sarebbero ormai talmente insopportabili agli occhi di BeppeMao che l’ex Elevato avrebbe preso a chiamare esponenti del Pd per avvertirli, suggerendo loro di non sostenere Conte come Premier.

 

Roberto Vannacci2

E il Movimento 5 Stelle? Nel partito di Conte e nei suoi dintorni, tranne i soliti Di Battista (fuoriuscito), Raggi e soprattutto Appendino, in pochi osano mettere in discussione la linea del presidente.

 

In realtà, anche le truppe grilline non sono più una falange impenetrabile. Anzi: molti non sono d’accordo con l’intransigenza di Conte (“Una coalizione progressista non fa la stessa politica di Draghi e Meloni”), ma non si espongono, per paura di non essere ricandidati e perdere la poltrona nel 2027.

 

meme sul pranzo schlein, conte, bonelli e fratoianni by carli

L'avvilente morale della fava è che, ora che il centrodestra è pronto a perdere, incalzato dai neo-fasci di Vannacci, il centrosinistra non è pronto a vincere.

 

E anche se, malauguratamente, dovesse ritrovarsi al governo, dove pensa di andare il "Campo largo" diviso su quasi tutte le questioni importanti, dall'economia alla politica estera, dalle grandi opere al riarmo fino al rapporto con l'Europa e la Nato.

 

In che modo pensa di governare il paese questa accozzaglia di teste di cocco, ideologizzate e intransigenti? A differenza del centrodestra, che ha sempre usato il potere come collante, a sinistra è lunga la lista di suicidi politici per questioni di principio, di puntiglio, di bottega o di antipatie personali. 'Sto "Campo largo" a palazzo Chigi diventa campo santo in sei mesi. 

 

raggi di battista

CHIARA APPENDINO - FOTO LAPRESSE

DI BATTISTA CONTE 1

 

 

alessandro di battista contestato

 

Roberto Vannacci rilancia sfida a Matteo Renzi sulla maratona 31

giuseppe conte beppe grillo memeGIUSEPPE CONTE ELLY SCHLEIN MEME BY DAGOSPIAANGELO BONELLI - GIUSEPPE CONTE - ELLY SCHLEIN FESTEGGIANO LA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA - FOTO LAPRESSE GIUSEPPE CONTE COME FORREST GUMP - MEMEGIUSEPPE CONTE PADRE PIO MEME MEME SU MATTEO RENZI E LA FOTO DEL PATTO DEI CARCIOFI meme travaglio conteOLIVIA PALADINO E GIUSEPPE CONTE A CORTINA MEME BY DEMARCO

ANGELO BONELLI - GIUSEPPE CONTE - NICOLA FRATOIANNI - ELLY SCHLEIN - FESTEGGIANO LA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA giuseppe conte elly schleinMEME SU GIUSEPPE CONTE E ELLY SCHLEIN - BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

 

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO