nicole minetti jeffrey epstein giuseppe cipriani

E ORA CHI LO DICE A MATTARELLA? – C’È UN FILO CHE COLLEGA NICOLE MINETTI E JEFFREY EPSTEIN: L’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI, GRAZIATA DAL COLLE, HA COME COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI JR, EREDE DELLA DINASTIA DEGLI HOTEL DI LUSSO, CHE ERA INSERITO NELLA RETE DEL FINANZIERE PEDOFILO, COME EMERGE DAGLI EPSTEIN FILES – “IL FATTO”: “AL CAPO DELLO STATO CIPRIANI VIENE DIPINTO COME UNO STINCO DI SANTO, ‘LONTANO DA CONTESTI DI DEVIANZA’, L’UOMO CHE HA REDENTO NICOLE MINETTI CONTRIBUENDO A FARLE ‘CAMBIARE VITA’. MA IL 60ENNE È STATO ANCHE UNA SORTA DI ‘SOCIO OCCULTO’ NEGLI AFFARI DI JEFFREY EPSTEIN. LE LORO AGENDE DI AFFARI E DI PIACERE SI INCROCIANO PER OLTRE UN DECENNIO, TANTO CHE NEL 2010 EPSTEIN FINANZIA DIRETTAMENTE CIPRIANI PER APRIRE UN CLUB A LONDRA…”

Estratto dell’articolo di Thomas Mackinson per “il Fatto quotidiano”

 

giuseppe cipriani e nicole minetti

Al Capo dello Stato viene dipinto come uno stinco di santo, l’ancora di salvezza, l’uomo che ha redento Nicole Minetti contribuendo a farle “cambiare vita”. Giuseppe Cipriani Jr., 60 anni, erede della dinastia degli hotel di lusso tra New York, Ibiza e Milano, per i legali che firmano l’istanza di grazia è una persona “normoinserita e lontana da contesti di devianza” e anche di più: un mecenate globale, capace di investire, creare lavoro e accogliere in casa bambini orfani.

 

Ma Giuseppe Cipriani – secondo 140 documenti visionati dal Fatto – per anni è stato anche altro: una sorta di “socio occulto” negli affari di Jeffrey Epstein, il defunto finanziere americano al centro del più grave scandalo di pedofilia e traffico di minorenni della storia.

 

jeffrey epstein ghislaine maxwell e giuseppe cipriani jr

Le loro agende di affari e di piacere si incrociano per oltre un decennio tanto che nel 2010 Epstein finanzia direttamente Cipriani per aprire un club a Londra con 800mila sterline. Bastava aprire gli Epstein Files – atti che la giustizia americana ha reso pubblici e accessibili a tutti – per accorgersi di quanto Cipriani fosse inserito in una ragnatela di affari, dipendenza finanziaria e frequentazioni con lui. Proprio così.

 

Il Capo dello Stato ha finito per graziare, a sua insaputa, sulla base dell’istruttoria della Procura generale di Milano […] prima, e del ministro di Giustizia poi, la compagna di un intimissimo di Epstein. E ora chi lo dice a Mattarella?

 

Epstein e Cipriani non c’è solo una frequentazione mondana attestata da centinaia di email, ma un vero e proprio vincolo finanziario in cui il primo impone al secondo le condizioni come a un socio di minoranza. Lo raccontano le carte e gli scambi tra i due nell’autunno del 2010.

 

scrittura privata tra jeffrey epstein e giuseppe cipriani jr

Cipriani vuole aprire un nuovo club a Londra, a Mayfair con la società Refifi Ltd. Ma capitali e condizioni li mette Epstein, erogandogli un prestito da 800.000 sterline da restituire tassativamente in tre anni a un tasso di interesse del 10% l’anno.

 

Addirittura con una cambiale aggiuntiva all’atto, firmata da Cipriani, da mettere all’incasso in caso di mancato rimborso. Ma non basta: un patto parasociale stabilisce che, anche a debito saldato, Epstein si sarebbe comunque preso la maggioranza delle quote del club.

 

La gestione resta in capo a lui, che è anche Ad della società, con un compenso definito in 100.000 sterline l’anno.

 

Epstein lo tiene letteralmente al guinzaglio. Quando i contratti tardano ad arrivare, l’imprenditore italiano va in panico e lo implora in un’email: “Nessuna parola dal tuo avvocato. Dobbiamo contattare qualcuno? Perderemo l’affare se non ci muoviamo in fretta”.

 

NICOLE MINETTI

La risposta di Epstein lo gela, lamentando che i legali di Cipriani hanno mandato solo le carte per il prestito dimenticando i vincoli di “riservatezza ed esclusività”. Il loro è un sodalizio vorace. A Londra c’è un manager in difficoltà.

 

Ha aperto uno “Champagne e caviar bar” all’interno dell’Hotel Duke che va a gonfie vele, ma i proprietari non riescono a restituire i soldi alle banche emiratine e cercano investitori che mettano soldi. Epstein segnala l’opportunità a Cipriani che commenta: “Immagino stia cercando soldi. Non posso aiutarlo!!!!!!”.

 

giuseppe cipriani e nicole minetti

Epstein, da squalo consumato, non propone di aiutarlo, ma rilancia: “Non è necessario, lo prendiamo noi”.

 

legame d’affari si fonde con una frequentazione frenetica. I documenti mostrano i due rincorrersi in un triangolo dorato tra New York, Londra e Parigi, aggiornandosi continuamente sui propri jet privati: “Sarò a New York martedì, a Parigi sabato”.

 

A New York, vera base operativa, Cipriani mette il suo intero staff a totale disposizione del finanziere. Quando Epstein decide di fare un salto all’esclusivo Upstairs club di domenica, Cipriani, che non è in città, gli affianca le sue più strette collaboratrici. “Sarebbe un piacere averla. Il locale apre alle 11 pm. Mi faccia sapere se viene con qualcuno e prenderemo accordi”, scrivono. […]

 

Il rapporto è così intimo che, dopo una di queste serate, Epstein scrive a Cipriani per ringraziarlo: “È stato fantastico vedere il tuo locale e, cosa più importante, i tuoi figli. Ho sorriso per tutto il tragitto verso casa. Potrebbero essere usati per dimostrare l’ereditarietà dei tratti genetici”.

 

giuseppe cipriani

Un ecosistema dell’ospitalità Vip che, come rivelano le carte giudiziarie americane, rappresentava un vero e proprio “terreno di caccia” anche per Harvey Weinstein.

 

A confermare la dinamica predatoria di quegli ambienti è la testimonianza dell’attrice Lucia Evans, che al New Yorker ha raccontato come per lei la trappola è scattata nel 2004, quando era ancora studentessa, proprio nei locali di Cipriani a New York.

 

Fu lì che incontrò il produttore e gli confidò il sogno di diventare attrice. Weinstein la contattò, le propose un finto provino negli uffici della Miramax e, una volta isolata, la aggredì costringendola a subire violenza sessuale.

 

[…]

 

jeffrey epstein ghislaine maxwell

La rete di soldi e relazioni porta dritta in Sud America.

Spulciando gli estratti conto di Epstein presso la JP Morgan, spunta una transazione: un bonifico 2006 verso l’Agenzia Peninsula della Abn Amro Bank di Punta del Este, in Uruguay.

 

I soldi di Epstein transitavano già allora verso Punta del Este – la stessa città in cui Cipriani avvierà il faraonico progetto dell’Hotel San Rafael. Ma lui e Minetti non stavano lì. Cipriani ha una sua tenuta nella zona di La Barra.

 

NICOLE MINETTI

Il nome: Gin Tonic. In quel paradiso dorato dell’Uruguay – secondo testimonianze, foto e documenti raccolti dal Fatto – si sono celebrati feste e festini che sembrano ricalcare le abitudini del suo ingombrante “socio” americano.

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(continua…).

 

 

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