cafonalino cirino

CAFONALINO POMICINO! - FRESCO DI STAMPA IL LIBRO DI CIRINO POMICINO “IL GRANDE INGANNO”, LA CUI TESI DI FONDO È CHE LA SECONDA REPUBBLICA SIA STATA UN DISASTRO E MOLTO PEGGIO DELLA PRIMA, CHE VIDE L’AUTORE TRA I PROTAGONISTI - ALLA PRESENTAZIONE ROMANA HANNO SFILATO FAUSTO BERTINOTTI, MARISELA FEDERICI, MARCO DAMILANO, FABRIZIO CICCHITTO, MARCO FOLLINI, FULVIO ABBATE E… - FOTO

Foto di Luciano Di Bacco per Dagospia

Pietro De Sarlo per www.basilicata24.it

 

paolo cirino pomicino laura tibaldi foto di bacco

Fresco di stampa il libro di Cirino Pomicino “Il grande inganno”. Per chi non ricordasse il suo contributo alla Prima Repubblica, basta sapere che fu ministro con De Mita e Andreotti sia alla funzione pubblica sia al bilancio e programmazione economica. Come dice lui stesso fu l’ultimo politico a essere ministro dell’economia.

 

marisela federici andrea monorchio gitte andersen foto di bacco

Non ha mai goduto di buona stampa. La sua parlata stimola il vezzo, venato di razzismo anti meridionale, che si sostanzia in sottolineature denigratorie come “avvocato di Volturara Appula”, riferito a Giuseppe Conte, oppure “commercialista di Bari”, per Rino Formica, o il più garbato ‘intellettuale della Magna Grecia’ con cui Gianni Agnelli chiamò Ciriaco De Mita.

 

paolo cirino pomicino e marisela federici foto di bacco

Persino Ferruccio De Bortoli, autore della prefazione, con riflesso pavloviano mette in guardia dalla “arguzia tutta partenopea” dell’autore. Già, a Milano e dintorni l’arguzia pare sia finita e da tempo.

 

paolo cirino pomicino col nipote edoardo foto di bacco

Se però siete intellettualmente liberi e scevri da pregiudizi la lettura è interessante. La tesi del libro è che la Seconda Repubblica è stata un disastro e molto peggio della Prima che vide l’autore tra i protagonisti.

 

paolo cirino pomicino sabrina florio foto di bacco

Molto “cicero pro domo sua”, certo, ma Pomicino le cose le sa. Qualcuna la dice, qualcun’altra gli scappa. Si tratta, pur nel morbido tono democristiano, di un pesante attacco al PD e al sistema della finanza e della informazione che protegge e di cui è strumento.

 

Ecco il libro in pillole.

 

L’informazione in Italia

Molto spazio dedica al tema della informazione, tema all’attualità visto che è appena uscita l’ultima classifica mondiale sulla libertà di informazione di Reporters sans Frontiere. L’Italia è precipitata in un solo anno dal 41 esimo al 58 esimo posto, tra la Macedonia del Nord e il Niger.

 

paolo cirino pomicino e fulvio abbate foto di bacco

La genesi di questa situazione, con accuse pesanti, l’autore la fa risalire agli inizi degli anni novanta, quando il ‘salotto buono’ del capitalismo italiano, scelse di costruire la Seconda Repubblica dando credibilità e sostegno, con i propri media, a quelli che Cirino chiama i ‘vinti della storia’, ossia a quelli del vecchio PC, ora PD, sconfitti ideologicamente dalla perestroika e dalla caduta del muro di Berlino.

 

Il salotto buono era costituito da Carlo De Benedetti, Gianni Agnelli, Marco Tronchetti Provera, Carlo Pesenti, Enrico Cuccia, Cesare Romiti, Eugenio Scalfari. Gente che deve molto al pubblico potere e in specie al PD “che si trasformò nel braccio operativo della destra neoliberista europea”.

 

monica giandotti fulvio abbate foto di bacco

Ma attenzione, l’intreccio tra capitale, finanza e informazione genera: “Un’arma letale per le democrazie liberali… Una potenza di fuoco difficilmente sostenibile dalle istituzioni democratiche.” Anche perché operano: “utilizzando nel contempo le insinuazioni personali e la gogna contro gli avversari, manipolando pesantemente la verità”.

 

In effetti il metodo si ripropone tutti i giorni su Repubblica e dintorni, e solo una narrazione farlocca può far ritenere che il PD sia stato, e sia, un partito di sinistra. A furia di ‘spiegoni’ e ‘zorate’ qualcuno ancora ci casca.

 

paolo cirino pomicino enrico garaci foto di bacco

I giudizi su Ciampi, Draghi, Letta, Prodi …

C’è altro però nel libro. A partire da Carlo Azeglio Ciampi che fece “la peggiore legge finanziaria” e “a elezioni già avvenute e a capo di un governo dimissionario da due mesi” assegnò “all’amico Carlo De Benedetti” la gara per il secondo gestore di telefonia per 700 miliardi delle vecchie lire e a rate.

 

Affare girato a Mannesmann per 14.000 miliardi di lire dopo poco tempo. Poi Romano Prodi e Arturo Parisi, “dovrebbero spiegare dopo trenta anni” perché “impoverirono un grande Paese come l’Italia” certamente “a loro insaputa”.

 

roberta ricci paolo cirino pomicino rosa maria serrao foto di bacco

Su Letta c’è poco, giusto per chiedere, visti passati incarichi tra cui quello di autorevole membro della Trilateral Commission, fondata da Rockefeller nel 1973, se sia “completamente libero”. Identica domanda c’è su Mario Draghi, con lodi di circostanza, insieme ad alcune vicende imbarazzanti come il giretto a Goldman Sachs, l’autorizzazione dell’acquisto di Antonveneta e le norme europee sul sistema bancario.

 

Lo stato della democrazia

Da buon DC fa quindi un invito, che pare ipocritamente strumentale, a Draghi a “trasformarsi da rappresentante delle élite finanziarie internazionali a rappresentante delle élite politiche”, come? Banalmente “candidandosi”. Perché? ” Il battesimo elettorali è essenziale per la legittimità politica in un paese democratico”. E come dargli torto.

 

rocco crimi con la moglie esther foto di bacco

Intanto ci ricorda che il parlamento è svuotato da ogni funzione tanto che l’ultima finanziaria di Draghi è stata approvata senza il parere della apposita commissione e senza che il Parlamento abbia avuto il tempo di leggerla. E Mattarella? Nella circostanza non pervenuto.

 

Insomma, la democrazia è a rischio e occorre recuperare la centralità della politica e del parlamento a partire proprio da quella media e piccola borghesia che è stata massacrata nella Seconda Repubblica.

 

L’Italia e la Francia

Deprimente la narrazione di come l’Italia non abbia da Sigonella, ossia da Andreotti e Craxi in poi, una politica estera, e gli effetti si vedono. Sigonella non ci è mai stato perdonato dagli USA. In ogni caso la ininfluenza del Paese è certificata dalla completa assenza di una posizione autonoma dell’Italia, appiattita sugli USA più che sull’Europa, nel conflitto attuale tra NATO e Russia sul campo Ucraino. Tanto che Mario Draghi non fu neanche invitato alla riunione tra Biden, Macron e Sholzt.

 

ricky e guya sospisio foto di bacco

In compendo sulla Seconda Repubblica sono piovute ‘Legion d’Onore’ a tanti politici italiani, specialmente del PD. Fatto è che l’elenco delle aziende cedute ai francesi nella Seconda Repubblica è lungo e di peso: BNL, poi Pioneer e CariParma, senza dimenticare Edison, Telecom, l’agroalimentare, la grande distribuzione e il settore della moda. Quando Fincantieri cercò di fare shopping oltralpe venne però immediatamente fermata e Draghi non ha rinnovato il mandato al protagonista di quella tentata acquisizione Giuseppe Bona.

 

rosa maria serrao foto di bacco

Nell’accordo di Aquisgrana del 2019 tra Francia e Germania, a detta dell’autore, tra le cose non scritte pare ci sia la divisione dell’Europa in due aree di influenza: la Grecia e l’Est alla Germania, l’Italia alla Francia. “Il trattato del Quirinale” approvato sotto gli occhi di un “compiaciuto Mattarella” pur essendo paritetico nella forma rischia di trasformarci quindi in un protettorato francese.

 

marco damilano foto di bacco

L’economia, Conte e il M5S

Bocciata la Seconda Repubblica anche in economia con tanto di numeri e percentuali. In compenso vede Conte e il M5S come fumo negli occhi, invece di apprezzare il tentativo di porre fine alla Seconda Repubblica, che lui stesso giudica fallimentare. Qui è la pancia che prevale, non solo nell’autore, non riconoscendo al tentativo del M5S quell’embrione di rivolta piccolo borghese e popolare che poteva dare una spallata al sistema. La spalla se la sono invece lussata.

 

marco miccoli foto di bacco

Conclusione

Peccato gli sia rimasta la cerchiobottista sindrome DC, per cui Cirino Pomicino non arriva mai a trarre le necessarie conseguenze dai fatti. Mattarella: fortuna che c’è. Draghi: idem. Tutti amici.

 

I contenuti del libro non costituiscono un vero e proprio scoop, più che altro si tratta di un esercizio di memoria. Utile specialmente a chi per fatti anagrafici non ha dimestichezza con la storia recente del Paese.

 

stefano andreotti fausto bertinotti foto di bacco

Eppure la lettura si rivela preziosa per comprendere alcune dinamiche di oggi, come la santificazione di Draghi e la sua nomina a primo ministro. Da non far cadere la denuncia degli interessi in gioco della élite economica e finanziaria, più francofila che europeista, difesi dal PD e da una stampa sempre più asservita.

 

Se dovessimo essere pignoli manca ancora molta ‘materia oscura’ per apprezzare fino in fondo il degrado della nostra democrazia descritto nel libro. Ci sarebbe molta materia di ‘scandalo politico’, ma temo che siamo talmente scorati e demoralizzati che tutto ci scivolerà addosso come nulla.

 

sandra carraro foto di baccovista panoramica dal terrazzo hotel harry s bar trevi (2)stefano andreotti fulvio abbate foto di baccovista panoramica dal terrazzo hotel harry s bar trevi (1)marisela federici rocco crimi foto di baccoluigi chiariello enrico garaci foto di baccoandrea monorchio gitte andersen foto di baccolucia marotta paolo cirino pomicino foto di baccobrunetto tini foto di baccobruno pisaturo enrico garaci foto di baccobruno pisaturo foto di baccocamilla morabito fausto bertinotti fabio cavallari foto di baccocirino pomicino fausto bertinotti foto di baccoester crimi foto di baccofabrizio cicchitto foto di baccofausto bertinotti fabrizio cicchitto paolo cirino pomicino foto di baccofausto bertinotti marco damilano paolo cirino pomicino marco follini foto di bacco (2)fausto bertinotti marco damilano foto di baccofausto bertinotti marco damilano paolo cirino pomicino marco follini foto di baccolibro presentatofausto bertinotti marco follini foto di baccofoto di gruppo al femminilefoto di gruppo con andrea monorchio foto di baccolaura tibaldi foto di baccofulvio abbate marisela federici foto di baccoluigi compagna foto di baccofranco carraro foto di baccofranco carraro e la moglie sandra foto di baccofulvio abbate lucia marotta foto di baccolaura tibaldi fulvio abbate foto di baccoluigi chiariello con la moglie raffaella docimo foto di baccomario lupo foto di baccomarisela federici col gamberone foto di baccosabrina florio luigi chiariello foto di baccopaolo cirino pomicino marisela federici foto di bacco

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