2025melato mariangela melato

MARIANGELA FOREVER – A VILLA BORGHESE È STATA INAUGURATA LA TARGA ALLA MEMORIA DI MARIANGELA MELATO, ALLA QUALE È STATO DEDICATO ANCHE UN VIALE, A POCHI PASSI DALLA CASA DEL CINEMA – INSIEME ALLA SORELLA DELLA GRANDE ATTRICE, ANNA, E AL SINDACO ROBERTO GUALTIERI, RENZO ARBORE, CHE HA RICORDATO COMMOSSO: “MARIANGELA È STATO IL PIÙ BEL REGALO CHE MI HA FATTO LA VITA”. AVVISTATI ANCHE MICHELE PLACIDO, GIANCARLO GIANNINI, GABRIELE LAVIA, GIORGIO ASSUMMA, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE MARIANGELA MELATO... – FOTO + VIDEO

RENZO ARBORE RICORDA MARIANGELA MELATO

 

 

Estratto dell’articolo di Giulia Argenti per www.romatoday.it

 

foto di gruppo

Nel cuore di Villa Borghese ora c’è un viale che porta il nome di Mariangela Melato. Proprio accanto alla Casa del Cinema, tra viale Alberto Sordi e viale Marcello Mastroianni. Così Roma ha scelto di omaggiare l’attrice, scomparsa nel 2013.

 

"Mariangela veniva qui per fare una passeggiata tutte le mattine" ha spiegato la sorella, Anna, durante la cerimonia di svelamento della targa che si è svolta nel parco. Alla presenza del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, dell’avvocato Giorgio Assumma, presidente della Fondazione Mariangela Melato e di Renzo Arbore, compagno di Mariangela fino alla sua scomparsa e di Michele Placido.

 

giancarlo giannini giorgio assumma michele placido

Seduti in prima fila anche diversi altri volti del cinema e dello spettacolo: Giancarlo Giannini, Michele Placido e Gabriele Lavia. A coordinare gli interventi, la presidente del municipio II, Francesca Del Bello.

 

“La dedica di un viale di Villa Borghese a Mariangela Melato è un doveroso e sentito omaggio alla sua straordinaria carriera artistica e al legame speciale che ha avuto con Roma. Attrice di eccezionale talento, capace di spaziare con la stessa intensità tra teatro e cinema, Melato ha lasciato un segno profondo nella cultura italiana” ha detto il sindaco Gualtieri.

 

roberto gualtieri renzo arbore

E poi: “Penso che un posto come questo sia perfetto per rendere omaggio a Mariangela Melato in un luogo in cui ci sono capolavori dell’arte e della creatività umana come la Galleria Borghese. Sarà in buona compagnia, con Alberto Sordi e Marcello Mastroianni con cui penso che la sera, quando le persone se ne vanno, si faranno delle chiacchierate e delle risate”.

 

[...]

 

Arbore si commuove: “La sua grazia è stato il più bel regalo della mia vita”

Momenti di commozione, sul palco, e in platea, quando ha preso la parola Renzo Arbore: “Ho conosciuto questa signorina da giovane e ne ho apprezzato l’intramontabile grazia. Mariangela aveva una grazia particolare ed è stato il più bel regalo che mi ha fatto la vita” ha detto.

 

targa viale mariangela melato (2)

Dopo lo svelamento della targa, tra gli applausi dei presenti, Arbore ha ricordato anche le passeggiate fatte insieme alla compagna di una vita: “Camminavamo in giro, ricordo serate e passeggiate per la Roma che amava molto: piazza Navona, via dei Coronari, Governo Vecchio è stato un periodo molto bello anche per Roma, che non era ancora invasa dai turisti ed era una Roma dei romani, in cui Mariangela viveva molto bene".

 

Emozionatissima anche la sorella di Melato, Anna: “Non è una vietta, come avevo detto io ai miei amici. È una cosa molto bella e molto grande, in un luogo stupendo, per cui voglio ringraziare tutti per lo sforzo notevole che avete fatto”.

 

giorgio assumma renzo arbore

La location scelta per l’intitolazione è piaciuta anche al presidente della Fondazione Mariangela Melato, Giorgio Assumma: “Non posso che manifestare, anche a nome dei suoi fondatori e dei suoi associati, il più vivo e commosso apprezzamento per il prestigioso riconoscimento che il Comune di Roma ha voluto attribuire alla grande artista scomparsa, tanto per le sue insuperabili e indimenticabili doti di interprete cinematografica e teatrale, quanto per il suo attaccamento affettivo alla nostra città, nella quale visse per un lungo periodo e della quale si considerò figlia adottiva”.

 

Un momento di profonda emozione, poi, è arrivato sul finale della cerimonia, scandito dal coro di voci bianche Kol Rinà, sulle note della struggente “Sola me ne vo per la città”, un brano amatissimo dall’attrice [...]

michele placido (4)renzo arbore (3)anna melato roberto gualtierimita medici roberto gualtierirenzo arbore roberto gualtierigiancarlo giannini gabriele laviatarga viale mariangela melato (3)michele placido (3)renzo arbore (2)renzo arbore (4)anna melatolaura delli colligiorgio assumma (3)giancarlo giannini michele placidoroberto gualtieri (2)gabriele lavia giorgio assummagianni mazzagiorgio assumma dario salvatorimita medici (2)giorgio assumma roberto gualtierigiancarlo giannini giorgio assumma michele placidoroberto gualtierigabriele lavia michele placidoanna melato renzo arbore giorgio assummapubblicorenzo arbore giorgio assumma roberto gualtieri (3)targa viale mariangela melatofrancesco sicilianogiorgio assumma (2)foto di gruppo (2)dario salvatorirenzo arbore giorgio assumma roberto gualtieri (2)roberto gualtieri (3)targa viale mariangela melato (1)giorgio assummamita medicirenzo arboredario salvatori (2)anna testaanna melato (3)giancarlo gianninisavino zaba (2)michele placidorenzo arbore (5)

 

Ultimi Dagoreport

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE OGNI CERTEZZA: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI