2025vigna

CAFONAL – LO SAPEVATE CHE UN DIVERBIO TRA PIPPO BAUDO E FRANCESCO COSSIGA STAVA FINENDO NELLE AULE DI TRIBUNALE? LO RACCONTA L’AVVOCATO GIORGIO ASSUMMA AL PREMIO “VIGNA D’ARGENTO”. COSSIGA SCELSE COME LEGALE LA MOGLIE DI ASSUMMA CHE INVECE DIFENDEVA PIPPO. LA QUERELLE FINI’ CON UNA CENA ALL’HOTEL EDEN IN CUI COSSIGA E BAUDO SI RIAPPACIFICARONO SORSEGGIANDO CHAMPAGNE FINO A NOTTE FONDA – NELLE SALE DI PALAZZO ROSPIGLIOSI, AVVISTATI GIANNI LETTA E FAUSTO BERTINOTTI CON LA MOGLIE, PIERLUIGI DIACO CHE BACIA SULLA BOCCA IL MARITO PREMIATO, ALESSIO ORSINGHER. E POI LINDA GIUVA, MOGLIE DI MASSIMO D’ALEMA, L’ARTISTA EMILIO ISGRÒ…

Gabriella Sassone per Dagospia

 

fausto bertinotti giorgiio assumma

Il conduttore di “Bella Mà” su Raidue Pierluigi Diaco, bacia sulla bocca con trasporto il marito giornalista tv Alessio Orsingher, appena premiato con il prestigioso riconoscimento “Vigna d’argento 2025”. E chissenefrega se qualcuno si scandalizza!

 

L’avvocato delle stelle dello showbiz Giorgio Assumma ricorda sul palco il suo grande amico Pippo Baudo, regalando aneddoti spassosi. Come il diverbio che stava finendo in querela tra Super Pippo e l’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga.

 

lella e fausto bertinotti gianni letta

Alla lettera di Assumma, Cossiga rispose che aveva scelto come suo avvocato Maretta Scoca (scomparsa nel 2018), moglie proprio di Assumma, che difendeva Pippo. Sicuramente una provocazione bella e buona, come nel suo spirito indomito.

 

I due allora lasciarono perdere le aule di tribunale e diventarono grandi amici dopo una cena organizzata proprio dalla coppia di legali sul roof garden dell’hotel Eden, dove ad un certo punto i “litigandi” furono lasciati da soli a sorseggiare champagne fino a tarda notte.

 

alessio orsingheri pierluigi diaco

L’eminenza azzurrina Gianni Letta, col suo aplomb inglese, si ritrova seduto in prima accanto a Fausto Bertinotti e la moglie Lella, come in tante serate storiche della loro carriera politica. Magari avranno anche ricordato i loro tempi migliori, ora che rappresentano la vecchia guardia del potere politico.

 

Momenti magici, mejo di scatti fotografici, dalla XX edizione del premio “Vigna d’Argento”, organizzato dall’associazione salentina “Città della Musica” presieduta da Pino Lagalle, ideatore e patron del riconoscimento che presenta anche per ben due ore con il piglio sicuro di un Carlo Conti: la sua bella voce risuona nella sale del Centro Congressi di Palazzo Rospigliosi, sede di Coldiretti, di fronte alle Scuderie del Quirinale.

 

giulio sapelli lodovico festa

Proprio a Super Pippo, il maestro della tv italiana appena scomparso, è stato dedicato l’evento, lui che il premio di Lagalle lo ritirò nel 2019 alla Camera dei Deputati. A far da filo conduttore alla serata e diciamo anche ad ispirarla è stata la recente frase-cult di Papa Leone XIV “Una pace disarmata e disarmante”, ovvero una pace che non si basa sulle armi, ma sull’amore, la giustizia e il dialogo, in grade di sciogliere i conflitti e aprire i cuori alla fiducia e all’empatia. Concetti sacrosanti che, finora, appaiono un’utopia.

 

Sei i premiati di rango, selezionati come ogni anno tra le personalità di rilievo della cultura, dello spettacolo, delle istituzioni e della società civile che hanno contribuito alla crescita del Paese.

 

giorgio battistelli gianni letta (6)

A ricevere la preziosa scultura realizzata dall’artista salentino Ugo Malecore sono stati Emilio Isgrò, artista concettuale, pittore, poeta, scrittore, drammaturgo e regista, uno dei nomi dell’arte italiana più conosciuti a livello internazionale; Lodovico Festa, giornalista e scrittore, già dirigente del PCI e tra i fondatori de “Il Foglio”; Giorgio Battistelli, compositore e accademico effettivo presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Leone d’Oro alla carriera alla Biennale Musica di Venezia, sommerso dagli applausi.

 

Ecco sul palco a ricevere il premio anche la moglie di Massimo D’Alema, Linda Giuva, professore associato di Archivistica alla Sapienza Università di Roma, esperta di archivi dei partiti politici e di genere. Linda, di bianco vestita, ha cambiato il colore dei capelli che ora dà sul biondo.

 

linda giuva giulia urso

A Fariba Karimi, pittrice iraniana nata a Tabriz nel 1981 e in esilio in Italia, nota attivista per i diritti delle donne iraniane, è andato il premio speciale “Una luce per l’arte - Premio Felice De Maria” per giovani artisti, consegnatole dall’amministratore delegato della Banca del Fucino Francesco Maiolini.

 

Via via sul palco a consegnare i riconoscimenti di questa edizione romana realizzata con il patrocinio di MIC-Ministero della Cultura, Regione Puglia, SIAE, Coldiretti e in collaborazione con l’Associazione Pugliesi di Roma, sono saliti Gianni Letta, Giorgio Assumma (che è anche presidente del Comitato Culturale di questo premio), Giulio Sapelli e Eliano Lodesani.

 

alessio orsingher giorgio assumma (2)

In sala ad applaudire ed ascoltare i discorsi in rigoroso silenzio, prima di assaltare il buffet dell’aperitivo come di consueto, un parterre bipartisan: ecco il vice ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, la moglie di Maurizio Gasparri Amina Fiorillo, i già citati Fausto Bertinotti con la sua Lella sempre abbronzatissima e sorridente, Claudio Strinati con la moglie Annarosa Mattei, Umberto Croppi (presidente dell'Accademia di Belle Arti di Roma, con incarico triennale), Monsignor Nicola Macculi, Simona Signoracci, Giulia Urso, Franca Gonella, Ettore Pasculli, Alberto Colasanti, lo scrittore Alessio Cardente e Gennaro Marchese.

 

Per chi non lo sapesse, il “Premio Vigna d’Argento” si inserisce nel progetto nazionale “UNITALIA - Tradizioni, Radici, Identità, Cultura”, che prevede tre tappe: Salento, Roma e Milano, in un ideale percorso dal Sud al Nord Italia. Dopo la tappa romana e l’edizione nel Castello Normanno Svevo di Mesagne (Br) del giugno scorso, l’appuntamento meneghino sarà a Palazzo Reale nel maggio 2026, in occasione delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina.

giorgio assumma (2)fausto bertinotti lella bertinottiemilio isgro (3)giorgio assumma roberto di russo (2)giorgio assumma roberto di russoalessio orsingheri pierluigi diaco (2)alessio orsingher giorgio assumma pino lagallegianni lettagiorgio battistelli gianni letta (5)gianni letta pino lagallegiorgio assummagiulia urso franca gonnella ettore pascullifariba karimigabriella sassonealessio orsinghergiorgio battistelli gianni lettagiorgio battistelli gianni letta (3)giorgio battistelli gianni letta (4)premiatialessio orsingher giorgio assummagiorgio battistelli gianni letta (2)marco nardobuffetarnaldo colasantigiulia urso

 

gennaro marchese gabriella sassone

lodovico festa (2)alessio orsingher (3)gennaro marcheseumberto croppibuffet (5)lodovico festaalessandro cardentiroberto di russo giorgio assummasimona signoraccialessio orsingher (2)francesco di russo giorgio assummafausto bertinotti gianni lettalinda giuvabuffet (4)annarosa mattei claudio strinatipierluigi diaco alessio orsingherbuffet (3)giorgio battistelli gianni letta pino lagalleclaudio strinati annarosa matteipino lagalleemilio isgro giorgio battistelli arnaldo colasanti roberto di russo gioirgio assummabuffet (2)

Ultimi Dagoreport

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?