pietro valsecchi gennaro nunziante checco zalone buen camino

CIAK, MI GIRA - CON ALTRI 8 MILIONI DI EURO, QUASI UN MILIONE DI SPETTATORI E UN TOTALE DI 13 MILIONI 766 MILA EURO IN DUE GIORNI, “BUEN CAMINO” DI GENNARO NUNZIANTE CON CHECCO ZALONE È IL FILM CHE IN QUESTI GIORNI FA ROSICA’ TUTTI. A COMINCIARE PROPRIO DAL VECCHIO PRODUTTORE VALSECCHI, CHE SI ERA AUTOCONVINTO DI ESSERE INDISPENSABILE AL SUCCESSO DI ZALONE, QUANDO LA PERSONA DAVVERO INDISPENSABILE ERA NUNZIANTE - GLI UOMINI BLU DI “AVATAR: FUOCO E CENERE” DI JAMES CAMERON POCO POSSONO FARE DI FRONTE A QUESTA INSPIEGABILE POTENZA DI FUOCO TOTALMENTE ITALIANA, E IL FILM IERI È SECONDO CON UN PUR NOTEVOLE RISULTATO DI 1 MILIONE 620 MILA EURO - VIDEO

 

Marco Giusti per Dagospia

 

checco zalone buen camino

Con altri 8 milioni, anzi 7, 918 milioni di euro, quasi un milione di spettatori (973) e un totale di 13 milioni 766 mila euro in due giorni con 739 sale, “Buen camino” di Gennaro Nunziante con Checco Zalone, prodotto da Indiana per Medusa, è il film che in questi giorni, come si dice a Roma, fa rosica’ tutti.

 

Non stanno a rosica’, ovviamente, i produttori del film, che nulla hanno fatto, come ben spiegava Checco nella sua intervista a Aldo Cazzullo sul Corriere (“Io i ruoli nel cinema un po’ li ho capiti: c’è il regista, l’attore, il direttore della fotografia. Cosa fa il produttore non l’ho capito. Tesse rapporti, fa le cene, apre bottiglie..”), a parte forse ricomporre la coppia Nunziante-Checco e dare quello che aveva chiesto e che, a conti fatti, vale, la regia di Nunziante.

 

zalone valsecchi

L’uomo che venne cacciato da Valsecchi perché aveva chiesto troppo. Come racconta nella sua intervista a Valerio Cappelli, sempre sul Corriere. Una storia che ha fatto nascere la migliore delle battute di Checco di sempre («L’ho scoperto anch’io da questa splendida intervista. Ma spesso i giornalisti riportano in maniera difforme. L’ho capito dai congiuntivi: che erano tutti giusti.»).

 

Ovviamente rosicano tutti quelli che dal ricco piatto sono esclusi, a cominciare proprio dal vecchio produttore, che si era autoconvinto di essere indispensabile al successo di Zalone, quando la persona davvero indispensabile, lo abbiamo capito, era Nunziante, regista e sceneggiatore.

 

GENNARO NUNZIANTE E CHECCO ZALONE

Inutile dire che il mondo del cinema romano, da sempre senza cuore e un po’ stronzo spiaggiato tra Prati e Parioli, si diverte un sacco a sentire i pianti disperati di chi vive come lesa maestà il successo del comico di Capurso che arrivava a Cortina con le mozzarelle (così leggiamo nell’intervista di Cappelli, ma era notevole anche la soggettiva di Zalone di quell’incontro a Cortina).

 

Un successo che gli avrà provocato, come ben raccontava lo stesso Checco, un Burri in meno alle pareti. Son problemi… Gli uomini blu che abitano il pianeta Pandora di “Avatar: fuoco e cenere” di James Cameron poco possono fare di fronte a questa inspiegabile potenza di fuoco totalmente italiana, e il film ieri è secondo con un pur notevole risultato di 1 milione 620 mila euro, 170 mila spettatori in 513 sale, contro le 739 di Checco, e un totale di 12 milioni 196 mila euro, che lo fanno scendere al terzo posto nella classifica generale.

 

 

avatar fuoco e cenere 6

Ovviamente è un successo internazionale arrivato ormai a 544 milioni di dollari, 153 solo in America, anche se non sta andando come doveva, visto che si sperava arrivasse a 3 miliardi e, visto che costa 400 milioni di dollari, se non arriva almeno a 1 miliardo si trasformerà in un flop mortale.

 

 Al punto che James Cameron ha messo le mani avanti e ha detto a Entertainment Weekly: "Non so se la saga andrà oltre questo punto. Spero di sì. Ma, sapete, questo business è volubile, cambia ogni volta che usciamo... Se non riusciamo a fare il 4 e il 5, per qualsiasi motivo, terrò una conferenza stampa e vi dirò cosa avevamo intenzione di fare. Che ne dite?". E’ un po’ la traduzione della frase dei cinematografari romani, “nun lo famo, lo dimo”.

 

 

james cameron avatar 4

Torniamo a noi. Il polpettone “Norimberga” di James Vanderbilt con Russell Crowe è terzo con 510 mila euro, 62 mila euro e un totale di 2 milioni 576 mila euro. “Zootropolis 2” della Disney è quarto con 438 mila euro, 53 mila spettatori e un totalone di 15 milioni 115 mila euro che ne fanno ancora per poco campione d’inverno della stagione italiano. Il coraggioso “Primavera”, musicarello romantico diretto da Damiano Michieletto, acclamato regista d’opera, con Michele Riondino e Tecla Insolia, è quinto con 159 mila euro, 21 mila spettatori e un totale di 254 mila euro.

 

 

 

 

primavera - tecla insolia michele riondino

Il campione del cinema d’arte “Father Mother Sister Brother” di Jim Jarmusch che, malgrado il Leone d’Oro a Venezia, non è il miglior film dell’amato regista, è settimo con 123 mila euro, 16 mila spettatori e un totale di 582 mila euro. Il film dei comici foggiani Pio e Amedeo “Oi vita mia”, si inchina al passaggio di Checco e finisce ottavo con 63 mila euro, e un totale di 8 milioni 292 mila euro, che sembravano tanti, ma sono quanto macina in un giorno “Buen camino”.

 

Al nono posto fa capolino “La grazia” di Paolo Sorrentino con Toni Servillo, che è stato programmato solo alla mattina, con una proiezione, in 160 sale e ha incassato ieri 53 mila euro con 6.806 spettatori per un totale di 63 mila euro. E’ stata una buona idea? Francamente questa uscita mi pare un filo inutile.  

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