CIAK, MI GIRA! – AL SUO SECONDO GIORNO IN SALA, “LA GRAZIA” DI PAOLO SORRENTINO SALE A 350 MILA EURO, 50 MILA IN PIÙ DEL SECONDO GIORNO DI “PARTHENOPE”, CON 49 MILA SPETTATORI E UN TOTALE DI 856 MILA EURO. E RESTA AL SECONDO POSTO DIETRO “BUEN CAMINO” DI GENNARO NUNZIANTE E CHECCO ZALONE, CHE INCASSA IERI 584 MILA EURO CON 73 MILA SPETTATORI – CHE CI PIACCIANO O MENO, AVERE DUE FILM ITALIANI DEL TUTTO DIVERSI IN TESTA ALLA CLASSIFICA, CHE OCCUPANO OLTRE 1.000 SALE, COMUNQUE LA SI GUARDI, È UN BEL RISULTATO, ALLA FACCIA DEL MINISTRO GIULI E DI CHI VUOLE IL NOSTRO CINEMA MORTO…
Marco Giusti per Dagospia
Al suo secondo giorno in sala, parliamo di ben 549 sale, “La Grazia” di Paolo Sorrentino, pur rimanendo al secondo posto dietro “Buen camino” di Gennaro Nunziante e Checco Zalone, che incassa ieri 584 mila euro con 73 mila spettatori in 542 sale, sale a 350 mila euro, 50 mila in più del secondo giorno di “Parthenope”, con 49 mila spettatori e un totale di 856 mila euro.
Se “Buen camino”, per la gioia dei suoi produttori e distributori, Indiana e Medusa, cioè la famiglia Berlusconi, sta per superare i 68 milioni di euro del primo “Avatar”, siamo ancora a 67 milioni 496 mila euro, “La Grazia” dovrebbe chiudere la sua prima settimana con 1,7- 1,8 milioni di euro, che dimostrano non solo la solidità di un brand, quello di Sorrentino, ma anche una strategia innovativa di promozione.
Le anteprime mattutine che non si erano mai viste, i tanti incontri con gli universitari per puntare a un pubblico più giovane e più preparato, i vecchi li hanno già, poca televisione che per un film così porta a poco e più chiacchiere intelligenti.
Ovvio che i 70 milioni di incasso di Zalone, come già accadde ai tempi di “Quo vado?”, abbiano aperto una strada per il ritorno al cinema del pubblico. Che non è, come pensano a Prati, composto da cafoni (e) meridionali, perché su 8 milioni di spettatori sarà composta soprattutto dalla gran massa di italiani che ancora riescono a staccarsi dalla televisione e andare al cinema.
paolo sorrentino servillo la grazia
Lo dimostra la composizione degli spettatori di “La Grazia” in questi due giorni. Se “Parthenope” vantava il 24% di napoletani e campani (se ti chiami Parthenope, se rilanci il secondo scudetto del Napoli…), “La Grazia”, che è un film meno divisivo per il pubblico, soprattutto a livello critico, più intimo, dove si parla della fragilità di un politico, ne vanta solo un 14%.
Però. Che ci piacciano o meno, avere due film italiani del tutto diversi in testa alla classifica che occupano oltre 1000 sale, comunque la si guardi, alla faccia del ministro Giuli e di chi vuole il nostro cinema morto, è un bel risultato.
In attesa della terza stagione di “Euphoria” dove attendiamo Sydney Sweeney reginetta di Only Fans vestita da gattina sexy col sedere di fuori, il suo nuovo film, “Una di famiglia”, arrivato in America a 98 milioni di dollari e in tutto il mondo a 159 milioni, sale da noi al terzo posto con 117 mila euro, 15 mila spettatori con 330 sale e un totale di 2, 6 milioni di euro.
Supera anche “Avatar: fuoco e cenere”, che scivola al quarto posto con 113 mila euro, 12 mila spettatori e un totale di 24,2 milioni di euro. “Norimberga” di James Vanderbilt con Russell Crowe e Rami Malek è quinto con 95 mila euro, 13 mila spettatori e un totale di 7, 4 milioni.
La commedia romanocentrica vecchio tipo “Prendiamoci una pausa” di Christian Marazziti con Marco Giallini ristoratore con la sigaretta in bocca (“so’ du’ cacio e pepe…”) mollato dalla moglie Claudia Gerini, Ricky Memphis cuoco gay, Ilenia Pastorelli che caccia di casa Fabio Volo che se ne va con le mazze da golf, è sesta con 91 mila euro, 10 mila spettatori e un totale di 144 mila euro.
28 anni dopo il tempio delle ossa 11
Il violento, ma notevolissimo “28 anni dopo. Il tempio delle ossa” di Nia DaCosta con Ralph Fiennes e il gigantesco Alpha Zombie Sansone col pisello di fuori che ascoltano i Duran Duran e si bombano di morfina e Jack O’Connell che ci spiazza con un cattivo, Sir Lord Jimmy Crystal, che ci riporta agli orrori del pedofilo biondastro inglese Jimmy Saville (e quindi anche al mondo compromesso di Epstein), è solo settimo con 82 mila euro e un totale di 141 mila euro. Il pubblico italiano non capisce quanto il film sia un’amara parodia della Brexit e dell’isolazionismo inglese.
primavera - michele riondino tecla insolia
Al suo esordio in 666 (occhio al numero satanico!) sale in UK e Irlanda, dovrebbe arrivare a una prima settimana da 2,5-3,5 milioni di sterline. Seguono da noi “No Other Choice” di Park Chan wook, 72 mila euro e un totale di 2, 2 milioni, “Primavera” di Damiano Michieletto con 23 mila euro e un totale di 2 milioni, “SpongeBob. Un’avventura da pirati” con 20 mila euro e un totale di 3, 1 milioni, “Sirat” di Oliver Laxe con 16 mila euro e un totale di 242 mila euro.
una di famiglia
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Prendiamoci una pausa
primavera - michele riondino tecla insolia
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Prendiamoci una pausa
una di famiglia



