super green pass

HO VISTO DOSE CHE VOI UMANI – IL 1 FEBBRAIO ENTRA IN VIGORE IL DECRETO CHE ACCORCIA A SEI MESI LA DURATA DEL GREEN PASS: IL CHE SIGNIFICA CHE PER MOLTI CITTADINI LA CERTIFICAZIONE SCADRÀ A METÀ MARZO. E POI CHE SI FA? – IL GOVERNO STA PENSANDO DI TOGLIERE LA SCADENZA A CHI HA FATTO IL BOOSTER, IN ATTESA DI CAPIRE CHE FARE CON LA QUARTA DOSE…

Monica Guerzoni e Fiorenza Sarzanini per il “Corriere della Sera”

 

no vax e no green pass 5

Green pass senza scadenza per chi ha tre dosi di vaccino: la decisione è presa e nei prossimi giorni il governo metterà a punto il provvedimento che dispone l'allungamento della validità.

 

Ma dovrà anche decidere se rinnovare l'ordinanza che impone il tampone a chi entra nel nostro Paese, anche se possiede la certificazione verde. È uno degli argomenti all'ordine del giorno della riunione con i presidenti di Regione convocata per domani.

 

L'altro è l'abolizione delle fasce di colore che prevedono restrizioni e scattano quando si supera la soglia critica di occupazione dei reparti ospedalieri, in particolare le terapie intensive.

 

LA TERZA DOSE DEL VACCINO ANTI-COVID

Green pass allungato

Il decreto in vigore prevede che dal 1° febbraio la certificazione verde sia valida sei mesi, ma per molti cittadini a metà marzo scadrà la certificazione e al momento non c'è alcuna autorizzazione alla somministrazione della quarta dose.

 

Ecco perché il governo sta valutando di renderlo valido fino a che non saranno prese decisioni sull'eventuale nuovo richiamo. Il via libera al booster è arrivato a metà di settembre e quindi nelle prossime due settimane si dovrà procedere con l'allungamento, visto che secondo i calcoli del ministero della Salute almeno 100 mila persone sarebbero costrette a fare il tampone per lavorare, ma anche per poter svolgere tutte le altre attività della vita quotidiana.

Super green pass nei bar 2

 

Parere al Cts

Nei prossimi giorni il governo chiederà un parere al Comitato tecnico-scientifico per avere indicazioni, l'ipotesi più probabile è che per chi ha effettuato tre dosi non venga fissata una nuova scadenza, almeno fino a quando non sarà chiaro quali saranno i prossimi passi della campagna vaccinale.

green pasS CALCIO

 

La quarta dose

Dovranno essere l'Ema e l'Aifa - rispettivamente le due agenzie regolatorie per l'uso dei farmaci in Europa e in Italia - a dover decidere se per fronteggiare la pandemia da Covid-19 sia necessario autorizzare la quarta dose. Solo in quel momento si valuterà un'eventuale revisione.

 

Fino ad allora la linea è procedere mantenendo la validità di sei mesi per chi ha ricevuto due dosi e nessuna scadenza per chi ne ha avute tre.

 

Le frontiere

Con i governatori il ministro della Salute Roberto Speranza affronterà il problema legato all'obbligo di tampone per chi arriva dall'estero. I presidenti di Regione chiedono di eliminarlo «perché crea ostacoli all'arrivo dei turisti», ma il ministro appare cauto.

 

no vax e no green pass 6

Molti Paesi europei hanno infatti allentano le restrizioni, rimane il timore che gli arrivi senza un controllo stretto possano far risalire la curva epidemiologica. Per questo non è escluso che venga stilata una nuova lista di Stati a rischio per cui è necessario effettuare il tampone, lasciando per gli altri soltanto l'obbligo di presentarsi con il green pass.

Super green pass nei bar 3

 

Anche tenendo contro che nel resto d'Europa la maggior parte dei Paesi ha lasciato la validità della certificazione verde a nove mesi.

 

I cambi di colore

Oggi entrano in zona arancione Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte e Sicilia e si aggiungono alla Valle d'Aosta. In queste aree le restrizioni previste valgono solo per chi non è vaccinato o guarito, quindi non ha il green pass rafforzato.

TERZA DOSE VACCINI

 

Da giorni i governatori chiedono di eliminare il sistema che impone un cambio di fascia se le strutture sanitarie sono in affanno rivedendo il modo di conteggiare i nuovi contagiati, in particolare non inserendo nel conto i positivi asintomatici.

 

Il «tavolo» istituito dal ministero della Salute sta valutando possibili aggiustamenti anche se appare difficile che entro il 31 marzo, data di scadenza dello stato di emergenza, si possa arrivare a una modifica radicale del meccanismo in vigore.

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