gli abiti indossati dal 12enne che ha cercato di accoltellare il prof a trapani

IL 12ENNE CHE HA CERCATO DI ACCOLTELLARE IL PROF A TRAPANI VOLEVA COMPIERE UNA STRAGE? – IL RAGAZZINO INDOSSAVA UNA MAGLIETTA NERA CON SCRITTO “ME NE FREGO” E UN CASCO PIENO DI SCRITTE CHE FACEVANO RIFERIMENTO AD ALCUNE STRAGI AVVENUTE NELLE SCUOLE AMERICANE, COME COLUMBINE, VIRGINIA TECH, E AUDRE HALE, IL KILLER DI NASHVILLE – IL GIOVANE, CHE HA TRASMESSO L’AGGRESSIONE IN DIRETTA SUI SOCIAL AVEVA ANNUNCIATO LE SUE INTENZIONI SUI TIKTOK, INCORAGGIATO DA ALCUNI FOLLOWER: IL SOSPETTO DEGLI INQUIRENTI È CHE VOLESSE COLPIRE PIÙ PERSONE E CHE SIA STATO INCITATO DA QUALCUNO CONOSCIUTO ONLINE…

Estratto dell’articolo di Lara Sirignano per www.corriere.it

 

il casco indossato dal 12enne che ha cercato di accoltellare il prof a trapani 1

Un’azione deliberata, pianificata nei particolari e certamente condivisa con qualche «amico» del web. […] Sapeva esattamente cosa stava facendo il 12enne che, venerdì, in una scuola media della provincia di Trapani, ha cercato di accoltellare il professore di Tecnologia davanti ai compagni. Parlano di «strage sfiorata» gli inquirenti che cercano di ricostruire il contesto in cui si muoveva lo studente.

 

[…] «I’m a nice lad I guess», «penso di essere un bravo ragazzo», scriveva su Tik Tok lo studente che, ieri, è comparso davanti agli psicologi e alla procuratrice per i Minori di Palermo Claudia Caramanna. Non è imputabile, ma vista la gravità del fatto i magistrati valutano un suo trasferimento in una struttura specializzata.

 

L’audizione, condotta in un luogo protetto, è durata diverse ore. Il ragazzino non ha mostrato nessun segno di pentimento, nessun rimorso. Un atteggiamento che, insieme ai primi elementi raccolti dagli investigatori, fa sospettare che tra i suoi obiettivi non ci fosse solo il prof, riuscito a immobilizzarlo mentre brandiva due coltelli.

 

Il piano, seppure in modo solo allusivo, l’aveva annunciato in due post pubblicati su Tik Tok nei giorni precedenti all’aggressione. In uno, scritto in piena notte poco prima dei fatti, chiedeva di non essere biasimato per il gesto che stava per compiere, in un altro si diceva preoccupato di non essere in grado di portare a termine l’azione, di deludere, cioè, la platea dei follower che aspettavano che entrasse in azione.

 

il casco indossato dal 12enne che ha cercato di accoltellare il prof a trapani 2

Il profilo dell’aspirante assassino, ancora aperto, nelle ultime ore ha raddoppiato like e commenti. Uno, particolarmente inquietante, fa riferimento al fatto che in due mesi avrebbe fallito per due volte, facendo intendere che lo studente, descritto però dai professori come brillante e non violento, non sia nuovo a gesti simili. […]

 

Prima di entrare in classe — hanno raccontato i testimoni — si era cambiato e aveva indossato una maglietta nera con scritto «me ne frego», evidente citazione di Mussolini, una mascherina di quelle usate dai muratori per coprirsi il volto e il caschetto pieno di scritte. Una mette i brividi: Columbine, chiaro riferimento al massacro alla Columbine High School di Littleton in Colorado che, nel 1999, fece 13 morti.

 

Su Tik Tok, in una delirante cronaca del suo progetto di morte, aveva postato anche la foto dell’outfit che aveva preparato per il «grande giorno». Sotto la frase «fit to go to school». E che sul web chi lo seguiva fosse a conoscenza delle sue intenzioni è chiaro proprio dai commenti a quel post. «Puoi mandarmi lo stream?», gli chiede in inglese un follower. Risposta: «Lo trasmetterò in streaming con il telefono. Userò uno di quei cosi che si usano per portare il telefono appeso al collo, oppure lo fisserò con del nastro adesivo al casco». E così ha fatto.

 

gli abiti indossati dal 12enne che ha cercato di accoltellare il prof a trapani

[…] «Le prime testimonianze ci lasciano pensare che sia stato spinto ad aggredire. E quello che ho letto nei commenti sulle chat che frequentava, lo invitavano proprio a uccidere», dice il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara. E in effetti in alcuni commenti il ragazzino viene incitato ad andare avanti, in altre gli si augura buona fortuna. Altri, ancora appreso il fallimento dell’aggressione, lo irridono chiamandolo Larp, espressione gergale che significa «inconcludente» e assegnandogli un macabro zero.

 

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