stupro 2

UN TIPO MOLESTO - IL 15ENNE ARRESTATO A L’AQUILA PER AVER STUPRATO UNA 13ENNE AVEVA MOLESTATO ALTRE DUE COETANEE CHE, SULL’ONDA DEL CLAMORE, HANNO TROVATO IL CORAGGIO DI DENUNCIARLO: IL RAGAZZO LE APPROCCIAVA CON MESSAGGI SOFT, POI PASSAVA A CHIEDERE CON INSISTENZA INCONTRI E FOTO INTIME. SE LORO SI RIFIUTAVANO LE RICATTAVA DICENDO CHE SAREBBE USCITO CON ALTRE – LA SERA DELL’ULTIMA VIOLENZA, LA VITTIMA SI ERA ALLONTANATA CON LUI PERCHÉ VOLEVA…

Stefano Dascoli Marcello Ianni per "il Messaggero"

 

stupro 2

Occhi azzurri, volto da modello, fisico statuario. «Davvero non aveva bisogno di violentare ragazzine, sono incredula e addolorata» si lascia sfuggire una conoscente del giovane di appena 15 anni che l'altro giorno è stato arrestato, all'Aquila, con l'accusa di aver stuprato una tredicenne in un vicolo del centro storico. Un episodio che risale al 6 novembre e che ha sconvolto la comunità. Non un fatto isolato, secondo quanto emerso dalle indagini condotte dalla Squadra Mobile, diretta dal vice Questore Danilo Di Laura e dai carabinieri, sotto il coordinamento della Procura dei minori.

 

FOTO INTIME

 Anzi. Indizi e testimonianze sembrano delineare un modus operandi consolidato: altre due ragazzine, sull'onda del clamore della vicenda, hanno trovato il coraggio di denunciare, in un caso attraverso un drammatico post su Instagram, le molestie subite. Tutte e tre hanno vissuto, grossomodo, la stessa esperienza. Il giovane, di origini romene ma nato all'Aquila e residente in zona, iniziava sempre con approcci soft («Buongiorno piccola», si legge in uno dei messaggi trascritto sugli atti delle indagini), ma poi immediatamente passava a chiedere con insistenza incontri e foto intime. Facendo leva sull'interesse iniziale che le ragazze provavano nei suoi confronti. Interesse che finiva per diventare gelosia quando lui, alle prime reticenze, le ricattava dicendo che sarebbe uscito con altre ragazze.

 

stupro 1

L'INCUBO In questo contesto sarebbero maturate, poi, le violenze. Due in pieno centro, all'Aquila, vicino ai luoghi più frequentati della movida e uno in un casolare abbandonato in periferia. Gli inquirenti sono convinti del quadro accusatorio che, ovviamente, dovrà essere corroborato nel corso del processo. Il giovane è stato trasferito nel carcere minorile di Roma: è a disposizione dell'Autorità giudiziaria per l'interrogatorio di garanzia che ci sarà a breve. Intanto, le accuse sono state messe nero su bianco nell'ordinanza che motiva la misura cautelare, firmata dal giudice Cristina Tettamanti su richiesta del pm, Lorenzo Maria Destro.

 

FOTO INTIME IN CHAT

LE RICOSTRUZIONI L'episodio che ha acceso la luce su questa catena di eventi è quello che si è verificato il 6 novembre scorso, un sabato sera, in pieno centro storico all'Aquila, a pochi passi dalla chiesa di San Bernardino. Vittima una giovanissima che aveva conosciuto il quindicenne a settembre, poco dopo l'inizio della scuola, nel corso di un'uscita pomeridiana. Da lì era cominciato uno scambio di messaggi su WhatsApp: dapprima gentili e dolci, poi sempre più spinti. Richieste di incontri solitari e foto intime che la tredicenne aveva sempre respinto, pur non negando di sentirsi attratta. Un primo contatto fisico tra i due c'era stato il 25 settembre: dopo alcuni baci lui aveva cominciato a molestarla con insistenza, ma era riuscita a divincolarsi.

stupro 4

 

A quel punto, secondo il racconto della giovane, il ragazzo ha cominciato a mettere in giro la voce di aver consumato un rapporto sessuale. È per questa ragione che i due, che si sono incontrati casualmente il 6 novembre, si sarebbero appartati con la scusa di chiarire quei pettegolezzi. E qui le cose sono degenerate: la ragazzina sarebbe stata violentata mentre implorava, tra urla e lacrime, di fermarsi. Quando tutto è finito, lei ha trovato la forza di confessare l'accaduto alla sorella e a un'amica. Un racconto concitato che ha attirato l'attenzione degli amici che, nel tentativo di cercare giustizia, hanno provato a braccare il ragazzo. La ragazza ha quindi telefonato al padre e si è incontrata con i nonni che avevano appuntamento con lei per tornare a casa.

FOTO INTIME

 

LE LESIONI All'ospedale sono state ravvisate ecchimosi, ematomi e lacerazioni, ma solo alla seconda visita. Circostanza, questa, che un medico, sentito dagli inquirenti, ha giustificato con il fatto che in tutti gli eventi traumatici si verifica una evoluzione progressiva delle manifestazioni. Gli altri due episodi che vengono contestati al ragazzo sono del tutto simili. Il primo in una casa abbandonata in periferia, dove una 15enne si era recata volontariamente con l'idea di avere un rapporto sessuale.

 

stupro 5

Una volta resasi conto dei modi violenti del giovane, però, aveva tentato di ritrarsi, ma inutilmente. L'ultimo episodio si è verificato ancora in un vicolo del centro storico, dove una ragazza di 17 anni si è ritrovata bloccata tra un ponteggio per la ricostruzione, un muro e il braccio del ragazzo. Una telefonata arrivata sul telefono della vittima, intorno alle 19, da un amico, si è rivelata salvifica per interrompere l'abuso.

FOTO INTIMEFOTO INTIMEstupro 6

Ultimi Dagoreport

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?