farmaci dimagranti

IL CRAC DELLA SUPPOSTA - VENTICINQUE FARMACIE, A MILANO, HANNO PORTATO I LIBRI IN TRIBUNALE, CHIEDENDO IL CONCORDATO PREVENTIVO PER EVITARE LA BANCAROTTA - CON LIBERALIZZAZIONI, TAGLI ALLA SPESA PUBBLICA, FARMACI GENERICI, IL TAGLIO AI CONSUMI DEI COSMETICI, I FARMACISTI HANNO PERSO MOLTE DELLE LORO RENDITE

Cristina Bassi e Luca Fazzo per il Giornale

 

PAPA BERGOGLIO IN FARMACIA PER COMPRARE LE SCARPE PAPA BERGOGLIO IN FARMACIA PER COMPRARE LE SCARPE

Home page del tribunale fallimentare di Milano, il solito malinconico elenco di aziende grandi o piccole andate a gambe all' aria. Sedici nomi, i più recenti. Sette sono farmacie: quasi la metà, un dato senza precedenti. E nei mesi scorsi non è andata meglio. Venticinque farmacie, nella città più ricca d' Italia, una dopo l' altra hanno portato i libri in tribunale, chiedendo il concordato preventivo per evitare la bancarotta. Si sono arrese, insomma. Al punto da chiedersi che diamine accada in quello che una volta era business senza rischi, rendita garantita, visibilità sociale.

 

«Tenere aperta una farmacia - sintetizza Alberto Ambreck, veterano dei farmacisti milanesi - costa sessanta euro all'ora. E di questi tempi non ci si sta più dentro». Ma i motivi per cui «non ci si sta più dentro» sono tanti e complessi: e qualche colpa ce l' hanno anche i farmacisti. Dalle liberalizzazioni, ai tagli alla spesa pubblica, all' invasione dei farmaci generici, alla crisi che ha tagliato i consumi dei cosmetici, che erano una voce importante degli incassi.

FARMACIAFARMACIA

 

Il dato essenziale è che sono finiti i tempi delle prescrizioni allegre da parte dei medici di base. Oggi le Ast ogni tre mesi stilano il rapporto personale di ogni medico, e chi ha sforato di oltre il 20 per cento il tetto viene chiamato a risponderne: se non sa dare spiegazioni, finisce davanti alla Corte dei conti.

 

Così si prescrive meno, e si prescrivono soprattutto farmaci generici o «genericati», cioè fuori brevetto: che costano molto meno (una confezione di Aulin prima dell' avvento dei generici costava 11 euro, adesso 2,60) e di conseguenza danno ai farmacisti margini più bassi. I farmacisti si difendono con il cosiddetto «zapping farmaceutico», dando cioè al paziente il generico che quel mese o quella settimana riconosce loro percentuali più alte: ma il risultato è che gli scaffali sono invasi da generici fatti in India («la cui qualità - dice un medico di base - a volte fa inorridire»).

farmaci medicine farmaci medicine

 

A tagliare i margini di guadagno c' è anche l' ingresso in scena delle Ats e degli ospedali, che comprano direttamente i farmaci per i malati cronici, spesso costosissimi: comprandoli all' ingrosso il sistema sanitario risparmia, ma la farmacia (dove il malato va fisicamente ha ritirare il farmaco) vede crollare il suo ricarico.

 

Chi ha avuto modo di lavorare ai fascicoli aperti alla sezione fallimentare di Milano, racconta che a soccombere sono soprattutto le farmacie che non hanno saputo rinnovarsi, abbandonare la cultura del privilegio, affrontare la sfida della concorrenza. «Ci sono soci - racconta un addetto ai lavori - che continuavano a litigare mentre la farmacia andava a fondo».

 

indagini_mercato_farmaciindagini_mercato_farmaci

Sta di fatto che l' avvento delle parafarmacie ha tagliato il monopolio in uno dei settori più ricchi, quello dei farmaci da banco e dei cosmetici, per non parlare dell' apertura degli «angoli-farmacia» all' interno di molti supermercati. In questo bailamme di fattori diversi, piombati tutti insieme sul bancone del farmacista, a rimetterci sono come spesso accade i cittadini, che spesso non trovano il farmaco di cui hanno bisogno, perché il negozio non tiene più scorta: «Il paziente - racconta Ambreck - viene da noi con la speranza di guarire, si aspetta di avere subito il rimedio, ha fiducia, per noi questo è sempre stato un punto d' orgoglio: invece spesso oggi viene rinviato all' indomani». Intanto parte anche qui la «fuga dei cervelli»: duecento farmacisti italiani li hanno appena assunti in Inghilterra, con buona pace della Brexit.

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