alberto genovese

ALCOL, CHETAMINA E COCAINA ROSA: LE FESTE IN PISCINA CON VISTA DUOMO DELL'EX AD DI "FACILE.IT" ARRESTATO PER STUPRO. STAVA PREPARANDO LA FUGA IN SUDAFRICA - UNA 18ENNE DROGATA E STORDITA DURANTE UNA FESTA. LUI HA PROVATO ANCHE A CANCELLARE IL VIDEO. LA DENUNCIA DI UN'ALTRA VITTIMA VIOLENTATA A IBIZA. “GIRAVA VOCE CHE GENOVESE METTESSE "ROBA NEI BICCHIERI" DELLE RAGAZZE, IN MODO DA STORDIRLE IMMEDIATAMENTE” - E LUI ADESSO DICE: “VOGLIO CURARMI”

Claudia Guasco per il Messaggero

 

alberto genovese

L'appartamento si chiama Terrazza sentimento, ma di sentimentale non ha proprio niente. Qui una ragazza di diciotto anni appena compiuti è stata drogata, «ammanettata con le braccia dietro la schiena», legata «con un nastro al collo e ai piedi con una corda», violentata per tutta la notte.

 

È accaduto il 12 ottobre, in un super attico con vista sul Duomo. Festa esclusiva, gente chic, alcol e droga a volontà. «C'erano due piatti a disposizione per tutti. In uno c'era 2Cb, conosciuta come coca rosa, e nell'altro Kalvin Klain, che è chetamina mischiata con cocaina», ricorda un'invitata. La serata è iniziata così, l'epilogo l'ha raccontato la vittima ai poliziotti che l'hanno soccorsa. Confusa, dolorante, piena di lividi, fuggita dalla prigione con una scarpa sola: «È stato Alberto Genovese», ha denunciato la ragazza.

 

Lui è l'inventore di Facile.it, che ha ceduto nel 2014, e ora numero uno di Prima Assicurazioni, fermato nella notte tra venerdì e sabato. Originario di Napoli, ex bocconiano, 43 anni, ha fiuto per gli affari digitali tanto che nella sua ultima attività investono anche Goldman Sachs e Blackstone.

 

alberto genovese

Di giorno imprenditore a caccia di operazioni internazionali, di notte il delirio di onnipotenza di chi guarda Milano dall'alto. «Chiedo di disintossicarmi perché da quattro anni sono dipendente dalla cocaina. Sotto gli effetti della droga non riesco a controllarmi e non capisco più quale sia il confine tra ciò che è legale e ciò che è illegale. Ho bisogno di curarmi», ha detto ieri Genovese al gip Tommaso Perna durante l'interrogatorio di garanzia. È accusato di violenza sessuale aggravata, detenzione e cessione di stupefacenti, sequestro di persona e lesioni, per la diciottenne il referto della clinica Mangiagalli è di 25 giorni di prognosi.

 

alberto genovese

Mentre lui programmava di darsi alla fuga: al telefono con la madre ha detto che proprio ieri con un jet privato sarebbe partito per Amsterdam con destinazione Sudafrica. Aveva soldi e contatti giusti per scappare, adesso è a San Vittore e la denuncia della ragazza nel decreto di fermo è un racconto terribile di dolore e umiliazione. 

 

(...)

 

LE TELECAMERE

«Dalle 22.30 circa di quella sera fino alle 16.30 del giorno successivo ho i ricordi offuscati - mette a verbale la vittima - A un certo punto ho perso la lucidità. Facendomela passare per cocaina qualcuno, penso Alberto, mi ha fatto assumere un'altra sostanza che mi ha stordita. Ho solo dei flash back: ricordo che ero in camera da letto di Alberto e ho avuto la sensazione che fossero presenti altri uomini oltre a lui».

 

Fuori c'era un bodyguard che impediva l'accesso, dentro l'orrore ripreso dalle telecamere. Video che Genovese ha cercato di cancellare. Riferisce il titolare della ditta di sorveglianza: «Alle 8.59 ho ricevuto una telefonata da Genovese che mi ha chiesto di cancellare le immagini, perché aveva fatto una festa e aveva esagerato». Poi manda messaggi: «Ivan, pialla quelle registrazioni adesso. Passa un distruttore dei file, una cosa permanente». Ma la polizia recupera i video, la droga in cassaforte oltre alla denuncia di un'altra vittima di Genovese: sarebbe stata violentata a Ibiza la scorsa estate, quando era in vacanza, con le stesse modalità.

 

 

alberto genovese

LE FESTE IN PISCINA CON VISTA DUOMO

Gianni Santucci per il “Corriere della Sera”

 

«Una volta arrivate al palazzo, all' ingresso c' era un buttafuori che ha chiesto i nostri nomi e controllato che fossimo nella lista degli invitati. Ci hanno accompagnato all' ultimo piano, dove abbiamo lasciato i nostri telefoni all' ingresso». Solo le immagini patinate e controllate potevano uscire da «Terrazza sentimento», per essere riversate sui social e alimentare l' appeal dell' esclusività delle serate.

 

alberto genovese

«Lasciare il telefono è la regola in queste feste di Genovese», racconta ai poliziotti un' amica della ragazza violentata lo scorso 10 ottobre. Ma ora gli investigatori della Mobile hanno in mano un intero hard disk con centinaia di ore di registrazione che abbattono quel muro di segretezza imposta agli ospiti. È l' archivio del circuito interno di videosorveglianza del club e dell' appartamento di Alberto Genovese. In quei filmati i poliziotti stanno cercando le prove di eventuali altre violenze avvenute nella casa dell' imprenditore. Commesse da lui (è più che un sospetto) o da altri suoi invitati (c' è una probabilità che sia accaduto anche questo). Sono molti gli elementi che portano l' inchiesta in questa direzione.

 

Lo ha raccontato prima di tutto un' altra ragazza. Gli investigatori della Quarta sezione della Mobile l' hanno raggiunta incrociando le testimonianze dell' ultima vittima e di altri frequentatori delle feste. Lei ha raccontato. Prima consumo di droga consenziente, poi nella debolezza abuso forzato fino all' incoscienza totale, probabile utilizzo di sostanze che annichiliscono i sensi, violenza feroce.

 

Scena che s' è ripetuta la scorsa estate lontano da Milano, durante una vacanza a Ibiza. Anche questa ragazza era stata invitata a continuare a pippare nella «stanza del capo»; anche lei s' è risvegliata senza memoria, ma con il più che fondato sospetto d' essere stata stuprata, anche se con conseguenze fisiche meno drammatiche.

 

LA DROGA DELLO STUPRO

E poi ci sono i racconti.

 

Molti hanno negato l' evidenza: «Droga alle feste? Mai vista». Ovvio. Quando si usa la ricchezza per alimentare circuiti di divertimento tossico e sballato si coagulano ambienti umani come quello di «Terrazza sentimento», parassitismo dorato e peloso, altezzosità boriosa e fedele al reuccio della corte.

 

In finanza quelli come Genovese (senza le sue derive) li chiamano raptor , rapaci, imprenditoria digitale d' assalto che fiuta gli affari, crea valore, muove e moltiplica capitale. In un' intervista su Forbes , lui si vantava: «Perché non sono andato a riposarmi? Me lo domando ogni giorno».

stupro 2

 

Con l' agenzia digitale «Prima assicurazioni», fondata nel 2014, è arrivato a raccogliere oltre 100 milioni di premi e a stringere accordi con alcuni colossi dell' imprenditoria italiana. «Finora ho attirato capitali per oltre 160 milioni di euro - raccontava - e creato valore per oltre un miliardo. Sono circa 1.200 le persone coinvolte nelle aziende con cui ho a che fare».

 

Nelle serate organizzate nel suo club gli invitati erano invece di solito 30 o 40. Qualcuno alla polizia, nei verbali citati ieri dall' agenzia Agi, ha raccontato: «Girava voce che Genovese mettesse "roba nei bicchieri" delle ragazze, in modo da stordirle immediatamente». E ancora: «Si dice che lui e la sua ex fidanzata fossero soliti drogare le ragazze alle loro feste private per poi violentarle». Se sul lavoro era un rapace, sotto inchiesta s' è mosso da pollo. Il 5 novembre s' è presentato in questura per farsi rinnovare il passaporto. Il giorno dopo l' hanno arrestato.

alberto genovese

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