“AMATRICE NON C’E’ PIU’ E NON C’E’ ANCORA” – IL CARDINALE MATTEO ZUPPI DIECI ANNI DOPO IL TERREMOTO OFFICIA UNA MESSA SOLENNE ALLO STADIO DEL BORGO REATINO ALLA PRESENZA DI GIORGIA MELONI E SULLA RICOSTRUZIONE PARLA DI “RITARDI INSOPPORTABILI” – “E’ UNA APOCALISSE CHE PORTIAMO NEL CUORE. SONO STATI DIECI ANNI DURI. IL PROCESSO NON È COMPIUTO, SIAMO ANCORA SOSPESI”- IL MONITO DI MATTARELLA: “LA RICOSTRUZIONE VA ULTIMATA”
È iniziata con la fiaccolata silenziosa di questa notte, alle 3.36, la commemorazione del decimo anniversario del terremoto che, il 24 agosto del 2016, distrusse i borghi di Accumoli, Amatrice, Arquata del Tronto, e tanti altri centri abitati dell'Appennino centrale, seppellendo sotto le macerie 299 corpi. Di questi, 239 sono stati estratti senza vita da sotto le macerie nella sola Amatrice.
Oggi messa, commemorazione di fronte al monumento ai Caduti. Dalle 16 e 30, la celebrazione si è trasferita ad Amatrice dove la premier Giorgia Meloni è arrivata in elicottero e ha deposto una corona di alloro in ricordo delle vittime. Il cardinale Zuppi –che per la ricostruzione ha parlato di “ritardi insopportabili” – ha officiato una messa solenne nello stadio di Amatrice. "In questa Apocalisse che portiamo nel cuore, la Scrittura ci parla di una città che scende dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio. Costruiamola", è stato uno dei passaggi dell'omelia.
Zuppi: “Ad Amatrice Apocalisse che portiamo nel cuore”
"In questa Apocalisse che portiamo nel cuore, la Scrittura ci parla di una città che scende dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio. Costruiamola". E' uno dei passaggi dell'omelia del presidente della Cei, cardinale Matteo Zuppi, nella messa celebrata ad Amatrice nel decennale del sisma. Il porporato ha passato in rassegna i momenti drammatici di dieci anni fa. Zuppi ha quindi invitato "a non arrenderci, a credere che anche la nostra città, oggi ancora provata da quella desolazione, può trovare nuova vita e speranza".
Il cardinale: “Amatrice sospesa tra macerie e futuro, peggio ormai alle spalle”
"Dieci anni fa dicevamo che la ricostruzione doveva partire da dentro le persone, non soltanto dai mattoni. Sono stati dieci anni duri. Il processo non è compiuto, consapevoli del molto che è stato fatto, siamo ancora sospesi: Amatrice non c'è più e non c'è ancora, ma pezzo per pezzo riappare, in uno sforzo che ha delle proporzioni gigantesche e in un'avventura che è fantastica. Quando si rimane distanti gli uni dagli altri o quando non c'è ancora la piazza del paese è difficile, ma siamo sicuri che tornerà a essere piena di persone, perché la comunità si rigenera. C'è molto da fare ma il peggio è alle spalle". Lo dice il cardinale Matteo Zuppi, in occasione del 10° anniversario del sisma.
Zuppi: “10 anni duri, il processo non è compiuto”
lavori di ricostruzione a amatrice dopo il terremoto
"Sono stati dieci anni duri. Il processo non è compiuto, consapevoli del molto che è stato fatto, siamo ancora sospesi: 'Amatrice non c'è più e non c'è ancora’, ma pezzo per pezzo riappare, in uno sforzo che ha delle proporzioni gigantesche". "Quando si rimane distanti gli uni dagli altri o quando non c'è ancora la piazza del paese è difficile, ma siamo sicuri che tornerà a essere piena di persone". Lo dice il cardinale Matteo Zuppi celebrando la messa ad Amatrice. "Dipende anche da ognuno di noi - sottolinea -. Non interessano polemiche, ma l'impegno di tutti, a cominciare dallo Stato e dalle sue istituzioni, dalla Chiesa, dalla passione edalla creatività di ognuno. 'C'è molto da fare ma il peggio è alle spalle"
La premier incontra le famiglie delle vittime
Dopo aver lasciato rapidamente il parchetto in cui è stata deposta una corona di alloro a memoria delle vittime, la premier Meloni si è diretta rapidamente all’interno del Palasport, dove è stato organizzato un incontro riservato con quattro familiari di vittime del sisma. Uno di loro ha perso i propri cari tra le macerie delle case ex Ater diventate tomba per 19 persone.
lavori di ricostruzione a amatrice dopo il terremoto
lavori di ricostruzione a amatrice dopo il terremoto


