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FATE VEDERE A LOLLOBRIGIDA DOVE VANNO A FARE LA SPESA DAVVERO I POVERI – A ROMA, IN FILA PER RICEVERE I PACCHI DI CIBO DALLA COMUNITÀ DI SANT'EGIDIO, CI SONO PIÙ ITALIANI CHE STRANIERI – UN DISOCCUPATO: “COMPRARE DAI PRODUTTORI COME DICE IL MINISTRO? CI VUOLE LA MACCHINA E I PREZZI SONO MOLTO PIÙ ALTI” – A NAPOLI GLI ORFANI DEL REDDITO DI CITTADINANZA VANNO A CACCIA DELLA SOCIAL CARD, CHE RIMANE UN MIRAGGIO: “NEMMENO I 300 EURO DEL ‘CONTENTINO’”, “QUESTA È CARITÀ DI STATO”

1 – PIÙ ITALIANI CHE STRANIERI IN CERCA DI PACCHI DI CIBO "SOLO COSÌ MANGIAMO"

Estratto dell’articolo di Flavia Amabile per “La Stampa”

 

consegna di pacchi di cibo dalla comunita di sant egidio

Davanti all'ingresso si sono radunate una ventina di persone. Anziani, giovani, uomini, donne, italiani, stranieri. […] aspettano con calma che si facciano le 9, l'orario di apertura della porta a vetri oltre la quale li aspetta una busta verde di plastica con un pezzo di pane, un pacco di pasta, uno di riso e uno di farina, un cartone di latte, una confezione di tonno, un barattolo di legumi. […]

 

Sono una ventina in fila davanti alla porta della Casa dell'Amicizia di piazza dei Consoli al Tuscolano soltanto perché la Comunità di Sant'Egidio ha organizzato la distribuzione con numeri, tessere e turni. «Altrimenti ci sarebbe la ressa qui fuori», spiega Mario Gabbarini, uno dei responsabili delle Case.

 

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA MANGIA

Quella del Tuscolano è una delle 28 che la Comunità ha aperto a Roma, centri dove si trova ascolto e aiuto, anche sotto forma di cibo a chi e ha bisogno. Sono più di 10mila i pacchi distribuiti ogni mese nella capitale, il triplo rispetto al 2019, prima del Covid. «E il numero di chi arriva è in aumento – racconta Giorgio Bevilacqua, anche lui fra i responsabili delle Case –. In aumento sono soprattutto gli italiani».

 

[…] Morena Rossetti ha 67 anni e un grande sorriso con cui ha accolto per anni i clienti e con cui ora nasconde la tristezza. «Avevo un negozio di giocattoli qui al Tuscolano - racconta -. Con il Covid siamo stati costretti a fermarci. Eravamo in affitto, le spese erano molte anche quando non incassavamo. Abbiamo venduto la casa per pagare i debiti e così io e mio marito, quando avremmo dovuto essere a un passo dalla pensione, siamo diventati dei senza fissa dimora».

consegna di pacchi di cibo dalla comunita di sant egidio

 

Morena Rossetti e il marito vivono con il figlio e con la sua compagna. 650 euro di reddito di cittadinanza e i conti che a fine mese non tornano mai. Anche Roberto Cavallini vive con il reddito di cittadinanza. Lui il lavoro l'ha perso un giorno di sei anni fa quando gli hanno rubato il furgone con tutta la merce dentro.

 

[…] Non va a fare la spesa di prodotti di qualità come sostiene il ministro Lollobrigida. «Ci vuole la macchina per andare dai produttori e i prezzi sono molto più alti» ride Roberto. No, lui corre al supermercato quando arriva il Reddito e quando ci sono le offerte. Compra e surgela per avere le scorte di cibo quando, dopo la metà del mese, i soldi iniziano a scarseggiare.

 

consegna di pacchi di cibo dalla comunita di sant egidio

Stefano Paris ha 68 anni e una pensione sociale di 516 euro che gli lascia pochi spiccioli. «Non fumo, non bevo, il mio unico lusso è il cane ma è la mia famiglia. Mi ha salvato dalla depressione, prima mangia lui e poi io». Per mangiare Stefano Paris fa il giro dei centri di distribuzione. «Oltre al pacco di Sant'Egidio prendo anche quello di un centro che sta a San Lorenzo. E vado alla mensa a Colle Oppio e quella della Caritas. Non ce la farei altrimenti».

 

[…] E i prodotti di qualità di cui parla il ministro Lollobrigida? «Che falsità! E poi, prendere in giro noi che siamo in difficoltà vuol dire mortificarci. Meno male che Giorgia Meloni è cristiana, a me sembra più Erode che Cristo».

 

2 – CACCIA ALLA SOCIAL CARD FRA GLI EX VOTO DELL'ANTICO CONVENTO

Estratto dell'articolo di Antonio Piedimonte per “La Stampa”

 

meme giorgia meloni francesco lollobrigida

Brevi storie di piccoli aiuti, concessi e negati, sulla collina delle grazie ricevute. Ore 10,30, all'ingresso degli uffici comunali di via Salvatore Tomasi – un vicoletto appeso come un passo alpino – non c'è traccia della "processione" di cittadini in attesa di ricevere notizie della social card affettuosamente chiamata "Dedicata a te", assembramento immortalato da video e foto puntualmente rimbalzati sui social. Ad accogliere tutti è Pasquale, il custode, su una sedia con forbici e numeretti che fanno tutt'uno con le sue mani.

 

[…] «Adesso, come vede, si sbrigano in pochi minuti», dice. Nei giorni precedenti però la coda sulla strada era arrivata a lambire l'icona della Vergine che dà inizio al percorso di una antica via Crucis. Per un singolare cortocircuito storico e socio-culturale, infatti, gli uffici del Servizio politiche sociali del Comune di Napoli si trovano in un vecchio convento, giusto di fianco alla secentesca chiesa dove si faceva assistenza ai poveri.

 

pasquale - custode dell ex convento di napoli diventato ufficio comunale

Nell'androne c'è una sfilza di lapidi marmoree che risalgono all'800, sono ex voto. La signora Simona arriva da Bagnoli (dall'altra parte della città): «Nemmeno i 300 euro del "contentino" mi danno, dicono manchi un requisito». Poi stempera con l'ironia: «Volevo comprarmi un ventilatore».

 

[…] Il riferimento è alla cifra prevista per i percettori dell'aiuto «all'acquisito di beni di prima necessità» previsto dalla legge di Bilancio 2022, che, fatti i conti, si sono ridotti a 382 euro e 50 centesimi. Una tantum.

 

«Nemmeno un euro al giorno. Cos'è, carità di Stato? Beh, non è così che si fa», dice Luigi, 53 anni e 5 figli. Gli fa eco Antonietta: «È per la spesa? Bene. Io ho 4 figli, quante spese ci posso fare in un anno?».

 

in fila per la social card a napoli

[…] Al primo piano c'è il dirigente del Servizio politiche di inclusione. Raffaele Salamino – sardo di nascita, marito di una napoletana – è a Napoli da tre mesi: «Sì, sto accogliendo anch'io l'utenza». Problemi di organico? «No. Ma c'è stato un afflusso eccezionale». Code, proteste, giorni difficili... «Guardi, le dico solo che ci sono dipendenti che hanno rinunciato alle ferie per stare qui in questi giorni».

 

I problemi però esistono. «Abbiamo spedito oltre 31mila lettere che consentivano di andare direttamente negli uffici postali, l'intoppo non è dipeso da noi. E comunque tutto questo procedimento, come sa, non è partito dai Comuni. Purtroppo è vero che ci sono 42.535 nuclei familiari che rientrano tra gli aventi diritto ma sono stati esclusi».

 

in fila per la social card a napoli

Un'ultima cosa: la sede dei servizi sociali non ha un ascensore, come fanno i malati, le donne incinte, gli anziani, i diversamente abili? «Sì, certo, ha ragione, in questi casi scendiamo noi giù».

social card dedicata a te vignetta by rolli il giornalone la stampa in fila per la social card a napoli consegna di pacchi di cibo dalla comunita di sant egidio

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