bashar al assad siria putin khamenei russia iran

ASSAD, T’HANNO RIMASTO SOLO! – I RIBELLI SIRIANI, CAPEGGIATI DA ABU MOHAMMAD AL-JOLANI, SONO ARRIVATI ALLA PERIFERIA DI DAMASCO E HANNO ABBATTUTO UNA STATUA DI HAFEZ AL-ASSAD, PADRE DEL DITTATORE BASHAR AL-ASSAD – DEI GRANDI ALLEATI DEL REGIME SIRIANO, RUSSIA, IRAN E LE MILIZIE IRACHENE, NEMMENO L’OMBRA: MOSCA È IMPEGNATA IN UCRAINA, I PASDARAN SONO PRONTI A INVIARE ARMI, DRONI E UOMINI MA GLI SPOSTAMENTI SONO RESI DIFFICILI DALL’INTERDIZIONE DI ISRAELE - L'IRAQ SI SFILA: PER BAGHDAD LA GUERRA È UN “AFFARE INTERNO SIRIANO” – È L’INIZIO DELLA FINE PER LA DINASTIA ASSAD? - VIDEO

Articoli correlati

L'OPERAZIONE SIMPATIA DI MOHAMMED AL-JOLANI, IL CAPO DEI RIBELLI SIRIANI CHE VUOLE PRENDERE IL POSTO

LA CADUTA DI HAMA NELLE MANI DELLE MILIZIE SUNNITE POTREBBE ESSERE L'INIZIO DELLA FINE DEL REGIME...

SIRIA UNA BRUTTA ARIA PER ASSAD - I MILIZIANI FILO-TURCHI RAGGIUNGONO HOMS, LA TERZA CITTA DEL PAESE

1. MEDIA, I RIBELLI ARRIVATI ALLA PERIFERIA DI DAMASCO

ribelli siriani 6

(ANSA) - Insorti siriani sono alla periferia di Damasco: lo riferiscono fonti locali nella capitale citate dai media panarabi. Le fonti affermano che le forze anti-governative si trovano nei quartieri meridionali di Sahnaya e Daraya.

 

2. PRESIDENZA SIRIANA, 'ASSAD È A DAMASCO'

(ANSA-AFP) - Bashar al-Assad "sta proseguendo il suo lavoro e i suoi doveri nazionali e costituzionali dalla capitale". Lo ha comunicato la presidenza siriana, respingendo così "le voci e le false notizie secondo cui il presidente Bashar al-Assad avrebbe lasciato Damasco". Nelle ultime ore erano emerse notizie su una sua possibile fuga all'estero.

 

abbattuta statua di statua di Hafez al-Assad a jarama

"Alcuni media stranieri stanno diffondendo voci e notizie false sul presidente Bashar Assad che avrebbe lasciato Damasco", si legge nel comunicato. "La presidenza della Repubblica araba siriana smentisce tutte queste voci. Sono solo tentativi di fuorviare e influenzare lo Stato e la società della Siria", si aggiunge, puntualizzando che le attività e le situazioni legate al presidente Assad sono diffuse dalle piattaforme della Presidenza e dei media nazionali siriani.

 

3. ABBATTUTA STATUA DEL PADRE DI ASSAD ALLA PERIFERIA DI DAMASCO

(ANSA-AFP) - I manifestanti ostili al regime siriano hanno rovesciato una statua di Hafez al-Assad, padre dell'attuale presidente Bashar al-Assad, nel sobborgo di Jaramana a Damasco, una zona a maggioranza drusa e cristiana. Un testimone ha descritto "decine di manifestanti nella piazza principale di Jaramana", che hanno fatto cadere la sua statua. Un altro testimone ha riferito di aver visto la distruzione della statua. Un episodio che si era registrato già ieri nella città di Hama. I video pubblicati su Internet e verificati dall'AFP mostrano giovani che rovesciano la statua e cantano slogan anti-Assad.

 

bashar al assad

3. TRUMP, 'USA NON DOVREBBERO FARSI COINVOLGERE IN SIRIA'

(ANSA) - Gli Stati Uniti "non dovrebbero farsi coinvolgere" nella guerra in Siria. Lo ha detto il presidente eletto Donald Trump da Parigi, dove staserà parteciperà alla cerimonia di riapertura di Notre-Dame. "La Siria è un disastro, ma non è nostra amica, e gli Stati Uniti non dovrebbero avere nulla a che fare con questo. Questa non è la nostra lotta. Lasciamo che la situazione si sviluppi. Non lasciamoci coinvolgere", ha aggiunto sul suo social Truth.

 

4. L’INVESTIMENTO FALLITO DI PUTIN LE RISTRETTEZZE DEGLI AYATOLLAH

Estratto dell’articolo di Guido Olimpio per il “Corriere della Sera”

 

bashar al assad con vladimir putin

La Siria si decompone in cantoni e il suo principale protettore, Vladimir Putin, va in Bielorussia per firmare un nuovo accordo. Una posizione di apparente distacco dalla crisi siriana rafforzata da indiscrezioni anonime di fonti russe affidate al sito Bloomberg: «Non possiamo fare di più fintanto che l’esercito di Assad abbandona le posizioni». Il messaggio, smentibile in qualsiasi istante, è chiaro. La Russia ha opzioni limitate se la situazione sul terreno continua a peggiorare, con ripiegamenti disordinati, località perdute quasi senza combattere.

 

[…] Si è speculato sulla mobilitazione di elementi della ex Wagner presenti in Africa ma anche in questo quadrante la coperta è corta.

 

ribelli siriani 8

Il punto, però, è che il Cremlino vede disfarsi l’investimento fatto nel Paese arabo, una missione che gli ha permesso di rilanciarsi alla grande in Medio Oriente. Tornando in forze, imponendo le proprie regole, aprendo numerose basi. Un sistema che ha funzionato anche se aveva il suo tallone d’Achille nell’inconsistenza del regime. […] Adesso c’è chi prevede minacce serie per le installazioni militari di Mosca mentre qualcuno arriva ad ipotizzare che venga sacrificato lo stesso Assad, con la sua partenza e un meccanismo di transizione.

 

BASHAR AL ASSAD ABBRACCIA ALI KHAMENEI

Diverso l’atteggiamento del secondo sponsor del raìs, l’Iran. Almeno sul piano formale afferma che fornirà l’assistenza necessaria. I pasdaran sono pronti a inviare armi, droni e altri consiglieri con alcuni team già arrivati, forse dal Libano o dall’Iraq, anche se gli spostamenti sono resi difficili dall’interdizione condotta da un lato da Israele, con un nuovo strike su un deposito di armi chimiche, e a Nord Est dall’azione dei curdi SDF, che hanno ora in mano lo snodo di Albukamal, punto di passaggio alla frontiera irachena usato dalle milizie sciite per far affluire materiale.

 

SIRIA 2024 - LE FORZE SUL CAMPO

[…] La posta è alta per gli ayatollah che hanno usato la Siria come perno per l’Asse della Resistenza e del cosiddetto cerchio di fuoco attorno a Israele. I margini di manovra restano comunque angusti. Alcune milizie irachene si sono offerte di andare in soccorso ma altre hanno frenato mentre il governo di Baghdad ha sottolineato che la guerra è un affare interno siriano. È calato il supporto dell’Hezbollah decimato dagli attacchi israeliani. […]

 

Per gli israeliani i guai del trio Russia-Iran-Siria sono un punto a favore perché destabilizzano l’arco nemico, ma non vogliono neppure vedere il trionfo dei ribelli. Avvertenza: le posizioni in questa crisi cambiano rapidamente.

 

 

5. LA SIRIA RISCHIA DI SPACCARSI SOTTO IL CROLLO IMPROVVISO DELLA DINASTIA DEI DITTATORI

https://www.repubblica.it/esteri/2024/12/07/news/siria_scenario_guerra_ucraina_russia-423833773/

Estratto dell’articolo di Gianluca Di Feo per “la Repubblica”

 

mohammed al jolani 1

Il vuoto di potere che si sta aprendo a Damasco rischia di spalancare un baratro che potrebbe inghiottire la Siria e destabilizzare l’intera regione, dal Mediterraneo all’Iran. Nessuno aveva previsto che la dittatura del clan Assad si sgretolasse in una settimana e adesso nessuno sa come gestire la situazione. […]

 

La sorprendente offensiva della coalizione sunnita forgiata dall’ex capo qaedista Abu Mohammad al-Jolani ha messo a nudo la fragilità di un regime che da anni aveva affidato la sua difesa ai miliziani di Hezbollah, ai gruppi sciiti filo-iraniani e all’armata russa. I bombardamenti israeliani e il conflitto ucraino hanno lasciato tutto in mano un esercito governativo inetto e demotivato, comandato da boiardi abili nelle trame di palazzo e nei traffici ma incapaci di qualsiasi iniziativa militare.

 

bashar al assad

Lo specchio del declino della dinastia Assad, fondata dal padre Hafez […] Bashar, specialista di oftalmologia con studi a Londra, lo aveva sostituito nel 2000 senza avere mai mostrato doti di leader: il successore designato era il fratello maggiore, morto in un incidente, e lui si è circondato di una corte di affaristi corrotti senza cogliere il cambiamento dei tempi. La primavera araba lo ha spiazzato e quando è mutata in jihad con la comparsa dell’Isis è sembrato a un passo dal perdere tutto.

 

bashar al assad con vladimir putin

Russi e iraniani lo hanno salvato. Adesso Mosca ha scagliato senza sosta i suoi aerei contro i ribelli ma il contingente rimasto in Siria è troppo piccolo per essere determinante. Teheran ha cercato invano di mobilitare le milizie sciite irachene, trovando le strade sbarrate dai curdi sostenuti dai caccia americani, e anche le pressioni per trascinare Bagdad nel calderone siriano sono state respinte.

 

Ora Homs è praticamente circondata dalle forze sunnite, che hanno aggirato gli ultimi capisaldi della dittatura per lanciare colonne di camionette in direzione della capitale. Questa mossa ha tagliato fuori Damasco dalla regione costiera di Latakia, cuore della minoranza alawita da cui provengono la famiglia Assad e i quadri del regime.

 

È la premessa a quella che potrebbe rapidamente diventare una cantonizzazione della Siria, spaccata in feudi tribali e confessionali senza confini definiti ma con tanto odio accumulato in tredici anni di lotte feroci.

 

mohammed al jolani 7

Lo si vede anche da ciò che sta accadendo a sud, a ridosso del confine giordano e a poca distanza da quello israeliano. La cittadina di Daraa è insorta ed è stata occupata da bande locali di drusi e di veterani jihadisti sunniti. Anche i curdi delle Syrian Democratic Forces stanno correndo a rimpiazzare i soldati in fuga nell’area di Raqqa e in quella strategica di Deir ez-Zor, che domina l’arteria principale verso l’Iraq: possono contare sull’appoggio dell’aviazione americana per tenere a distanza le schiere sciite.

 

Allo stesso tempo i battaglioni del Syrian National Army fedeli ad Ankara attaccano i curdi nella fascia sul confine e li spingono verso sud: non è escluso che pure i tank turchi possano intervenire. Decine di migliaia di curdi stanno scappando nel timore di una nuova pulizia etnica, l’ennesima in una terra martoriata dove ci sono stati già mezzo milioni di morti e quasi dieci milioni di profughi.

 

ribelli siriani 5

La Turchia può apparire come il grande vincitore della partita, perché è stata lo sponsor della coalizione formata da tredici fazioni sunnite, arroccate a Idlib dopo essere state battute dal regime e fino al 2019 impegnate a sparare l’una contro l’altra. Si sono trasformate in una forza combattente di 60 mila uomini disciplinata e innovativa, che usa i droni come gli ucraini e le autobombe come l’Isis. […]

 

La loro carica trionfale verso Damasco inevitabilmente rilancia tra tutti gli estremisti sunniti del Medio Oriente il richiamo alla guerra santa spento nel 2018 con la dissoluzione dello Stato Islamico: uno spettro che spaventa i Paesi vicini assai più di Bashar al Assad, perché ha già dimostrato di non conoscere frontiere.

mohammed al jolani 5ribelli siriani 7ribelli siriani 3putin assadidlib siria putin assadbashar al assad con vladimir putin 2bashar al assad con vladimir putin mohammed al jolani 4mohammed al jolani 2bashar al assad mohammed al jolani 3ribelli siriani 4ribelli siriani entrano nella citta di hama 2ribelli siriani entrano nella citta di hama 4ribelli siriani entrano nella citta di hama 5ribelli siriani entrano nella citta di hama 1ribelli siriani entrano nella citta di hama 3 bashar al assadmohammed al jolani 6

Ultimi Dagoreport

rocco eleonora andreatta fabrizio corona

FLASH! – COME SI CAMBIA, PER FATTURARE! - ELEONORA "TINNY" ANDREATTA, FIGLIA DEL DEMOCRISTIANO BENIAMINO, ERA CONSIDERATA UNA BIGOTTONA D’ALTRI TEMPI QUANDO ERA IN RAI - ALL'EPOCA, DA DIRETTRICE DI RAI FICTION, PROMUOVEVA SOLO SCENEGGIATI SU PRETI, SUORE E FORZE DELL'ORDINE, PER NON TURBARE IL SONNO DEGLI ANZIANI TELESPETTATORI - UNA VOLTA PASSATA A NETFLIX, HA ROTTO GLI INDUGI: È DIVENTATA AUDACE! SOLO SESSO, DROGA E STORIE “MALEDETTE”, COME LE SERIE SU ROCCO SIFFREDI, I FESTINI DI “TERRAZZA SENTIMENTO” E ORA IL DOCUMENTARIO SUL PREGIUDICATO FABRIZIO CORONA...

leonardis enrico marchi elkann la stampa marco gilli

FLASH! - LA TORINO CON I DANE' SI MOBILITA PER SALVARE "LA STAMPA": LE DUE CORDATE INTERESSATE AL QUOTIDIANO (GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS E GRUPPO NEM DI ENRICO MARCHI), HANNO BISOGNO DEL SUPPORTO DELLE FONDAZIONI CRT E SANPAOLO - NELLA CORSA A "LA STAMPA", AL MOMENTO E' IN VANTAGGIO ENRICO MARCHI, CHE HA GIA' RILEVATO DA GEDI I QUOTIDIANI DEL NORD-EST: "NEM" HA OTTENUTO LA BENEDIZIONE DI CRT E POTREBBE PRESTO AVERE ANCHE QUELLA DI SANPAOLO, GUIDATA DA MARCO GILLI, VICINISSIMO AL SINDACO LORUSSO...

fabrizio corona bloom media house

FLASH – COME HA FATTO UNA SCONOSCIUTA CASA DI PRODUZIONE MILANESE COME “BLOOM MEDIA HOUSE” A PRODURRE “IO SONO NOTIZIA”, LA DOCU-SERIE SU FABRIZIO CORONA? 800MILA EURO SONO ARRIVATI DAL MINISTERO DELLA CULTURA DI ALESSANDRO GIULI VIA TAX CREDIT, MA L'ALTRO MILIONE E 700MILA? GUIDATA DA MARCO CHIAPPA E ALESSANDRO CASATI, “BLOOM” MEDIA FINORA AVEVA PRODOTTO SOLO SPOT E UNA MANCIATA DI DOCUMENTARI “SOCIALI” IMPEGNATI TRA DROGA, FOTOGRAFIA E DISAGIO PSICHICO. COME HA OTTENUTO IL CONTRATTONE PER LA SERIE SUL PREGIUDICATO EX “RE DEI PAPARAZZI”? A PROPOSITO, DOVE SONO LE NUOVE SCOTTANTI “VERITÀ” CHE “FURBIZIO” AVEVA MINACCIATO DI RIVELARE? IL 29 DICEMBRE AVEVA PROMESSO: "CI VEDIAMO A GENNAIO". QUALCUNO HA SUE NOTIZIE?

roberto vannacci matteo salvini

FLASH – ROBERTO VANNACCI FINIRA' COME GIANFRANCO FINI, CON IL SUO “CHE FAI MI CACCI"? SEMBRA CHE IL GENERALE PUNTI A FORZARE LA MANO A SALVINI FINO A FARSI ESPELLERE - IL VICESEGRETARIO DELLA LEGA, IN QUOTA X MAS, NEI PROSSIMI GIORNI (FORSE GIÀ DOMANI) INCONTRERÀ IL SUO SEGRETARIO PER UN CHIARIMENTO DOPO GLI SCAZZI DELLE ULTIME SETTIMANE. CHE FARÀ L'EX TRUCE DEL PAPEETE? CACCERÀ IL MILITARE SCRIBA DEL “MONDO AL CONTRARIO”? SICURAMENTE CI SARÀ UNA "RESA DEI CONTI" - IL BAROMETRO DEL "VAFFA" DA' AL 50% L'IPOTESI DI UN ADDIO...

giovambattista fazzolari francesco filini gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT – FREGATO UNA VOLTA DAL CERCHIO MAGICO DI “PA-FAZZO CHIGI”, ORA CHIOCCI E’ PRONTO PER DIVENTARE PORTAVOCE DI GIORGIA MELONI – A FINE AGOSTO, LA SUA PROMOZIONE FU BRUCIATA DA UNO SCOOP DEL “FOGLIO” SU MANDATO DEI CAMERATI INSOFFERENTI PER IL SUO CARATTERINO, POCO INCLINE ALL’OBBEDIENZA - ORA PERO’ ALLA DUCETTA, CON UN 2026 IN SALITA, SERVE UN MASTINO PER GESTIRE IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE, LE NOMINE DELLE PARTECIPATE, CON LO SGUARDO ALLE POLITICHE DEL 2027 E AGLI SCAZZI QUOTIDIANI CON LEGA E FORZA ITALIA – SENZA CONTARE LA MINA VAGANTE VANNACCI – CHIOCCI, CHE DOVREBBE LASCIARE LA RAI A MARZO, ASPETTA DA PALAZZO CHIGI UNA PROPOSTA DI CONTRATTO BLINDATA (VUOLE CHIAREZZA SULLA RIPARTIZIONE DELLE DELEGHE PER EVITARE INVASIONI DI CAMPO DI FAZZOLARI E FILINI) – AL SUO POSTO, ALLA GUIDA DEL TG1, IN POLE C’E’…

fabrizio corona pier silvio berlusconi giampaolo rossi

FLASH – TENETEVI FORTE: ORA INIZIA UNA VERA GUERRA TRA MEDIASET E RAI! – NON SOLO GLI UFFICI LEGALI DELLA FAMIGLIA BERLUSCONI STANNO RIVEDENDO, FOTOGRAMMA PER FOTOGRAMMA, L’OSPITATA DI FABRIZIO CORONA A “LO STATO DELLE COSE”, ORA PIER SILVIO BERLUSCONI HA DECISO CHE LA RAI LA PAGHERA’ DURAMENTE PER TUTTO LO SPAZIO CONCESSO AI DELIRI DI “FURBIZIO” (CHE E’ STATO ACCOLTO IN PASSATO A “BELVE”, A “CIAO MASCHIO”, A “DOMENICA IN” E PIU’ RECENTEMENTE DA GILETTI ED E’ STATO VIDEOCHIAMATA DA FIORELLO A “LA PENNICANZA”) – LA VENDETTA DI “PIER DUDI” SI CONSUMERA’ NELLA SETTIMANA DI SANREMO, VERA CASSAFORTE DELLE CASSE RAI: CONTROPROGRAMMAZIONE AGGRESSIVA DA PARTE DI MEDIASET E, NEL SABATO DEL FESTIVAL, POTREBBE ANDARE IN ONDA MARIA DE FILIPPI - DALLA RAI SI CERCA UN ACCOMODAMENTO: LA SETTIMANA PROSSIMA, MASSIMO GILETTI DOVREBBE ANDARE IN ONDA CON UNA PUNTATA "RIPARATRICE" DOPO AVER DATO SPAZIO ALLE ESONDAZIONI DI CORONA...