aimone savoia emanuele filiberto umberto ii

AVANTI, SAVOIA: RICICCIA LA “GUERRA DI SUCCESSIONE” TRA AIMONE E EMANUELE FILIBERTO! – IL FIGLIO DI AMEDEO HA RILASCIATO UNA DICHIARAZIONE IN CUI RIVENDICA IL “TRONO” DI FAMIGLIA: “LA VERITÀ È TANGIBILE E INEQUIVOCABILE”. AIMONE SOSTIENE DI ESSERE IL LEGITTIMO EREDE DELLA CASATA, PERCHÉ VITTORIO EMANUELE, PADRE DI FILIBERTO, SPOSÒ LA BORGHESE MARINA DORIA, ANDANDO CONTRO IL PADRE, UMBERTO II, IL “RE DI MAGGIO” (CHE STAVA PER SCONFIGGERE LA REPUBBLICA)

BATTAGLIA IN CASA SAVOIA: AIMONE RIVENDICA IL “TRONO”, MA EMANUELE FILIBERTO NON CI STA

Estratto dell’articolo di Maria Corbi per www.lastampa.it

 

aimone di savoia emanuele filiberto 12

In un momento in cui il mondo è agitato da guerre vere, la “guerra di successione dinastica” di casa Savoia fa francamente ridere. Anche se loro, i pretendenti al trono, Emanuele Filiberto e Aimone di Savoia Aosta non percepiscono la loro frattura con il reale [...].

 

Detto questo Aimone di Savoia ieri ha rilasciato una dichiarazione in cui rivendica la guida di casa Savoia e parla ancora del referendum istituzionale definendo il suo risultato “controverso”.

 

“La cosiddetta “disputa” sulle norme dinastiche nacque alla morte di S.M. il Re Umberto II e caratterizzò a fasi alterne i rapporti tra mio padre Amedeo e il padre di Emanuele Filiberto, Vittorio Emanuele”, ricorda Aimone.

 

emanuele filiberto

“Quella che mio cugino ed io abbiamo ereditato è una situazione molto spiacevole ma [...] la verità è tangibile e inequivocabile”. E si ritorna così a rivangare il passato quando Vittorio Emanuele scelse l’amore e la borghese Marina Doria, andando contro il padre Umberto II, ultimo re d’Italia, e quindi contro la regola per cui un principe ereditario che non ottenga il consenso alle nozze dal sovrano decade dalla successione.

 

In base a questo Amedeo di Savoia, padre di Aimone rivendicava per sé la guida del casato e un trono ipotetico. Sembrava che con la morte dei genitori Emanuele Filiberto e Aimone avessero altro a cui pensare, uno impegnato in televisione, l’altro manager della Pirelli. Invece sono ancora allo stesso punto dei loro padri con Emanuele Filiberto che non avrebbe accettato una tregua sospensiva delle rivendicazioni ed Aimone che come contromossa si auto dichiara capo della real casa,

 

vittorio emanuele di savoia marina doria

“In più occasioni, scrive il duca, anche recentemente, ho proposto e cercato di convincere mio cugino a sospendere reciprocamente ogni rivendicazione, finché il contesto rimane quello attuale, “congelando” pro tempore i titoli di Duca di Savoia, Principe di Piemonte e Capo della Real Casa di Savoia, che sono parte dell’oggetto della contesa, suddividendoci pariteticamente le loro prerogative, gli incarichi di rappresentanza e la gestione delle Istituzioni collegate alla Casa….

 

Un passo indietro di entrambi per un passo avanti della Casa. Ne trarrebbero grande vantaggio anche le Istituzioni ad essa collegate che, finalmente, potrebbero ritrovare l’unità, con tutti i suoi benefici”. Ma Emanuele Filiberto non ci pensa nemmeno e va avanti per la sua strada, sostenendo di essere lui il potenziale re e sua figlia Vittoria la potenziale erede di un trono perso nell’oblio.

 

“Stando così le cose, continua Aimone, per rispetto delle leggi della Casa, delle Istituzioni che le condividono e di tutti coloro che le rispettano, mi sento in dovere di ribadire e confermare il mio status dinastico e il mio ruolo di Capo della Casa con tutte le sue prerogative, così come aveva fatto mio padre dandone comunicazione alle altre Case Reali Europee”. Una nuova stagione della serie “Dinasty all’italiana”.

 

umberto ii

UMBERTO II, IL RE DI MAGGIO CHE QUASI SCONFISSE LA REPUBBLICA

Estratto dell’articolo di Gianni Oliva per “La Stampa”

 

L'idea di trasferire la salma di Umberto II dall'abbazia francese di Hautecombe al castello di Racconigi ha una doppia valenza: in primo luogo fa parlare di Racconigi, una delle perle del sistema delle Residenze Reali Sabaude, meno conosciuto rispetto ai complessi del Torinese perché decentrato, ma non certo inferiore per valore storico-architettonico; in secondo luogo, porta alla ribalta un personaggio liquidato dalla ricerca come "il Re di maggio", ma centrale nelle vicende del nostro dopoguerra e che andrebbe meglio studiato.

 

In seguito al referendum del 1946 sui Savoia è scesa la "damnatio memoriae" e, dopo secoli di agiografia, la dinastia è stata rimossa, associata alle leggi razziali del 1938 firmate dal re Vittorio Emanuele III e troppo tardivamente condannate dai successori (lo ha fatto Emanuele Filiberto solo nel 2021).

 

Certamente Umberto II avrebbe dovuto e potuto prendere posizione nelle varie interviste concesse dall'esilio di Cascais. Ma non si può esaurire la lettura della sua esperienza in quel silenzio colpevole: egli ha avuto un ruolo storico decisivo nei giorni cruciali del referendum.

 

aimone di savoia emanuele filiberto 13

L'uomo (prima principe, poi Luogotenente del Regno, poi sovrano) è descritto in modo unanime nel tratto esteriore: figura slanciata, elegante nei modi e nel vestire, signorile, mondano, accattivante.

 

Sulla personalità i giudizi divergono: per gli uni è un gregario, schiacciato dalla sudditanza psicologica verso il padre e dal peso di un'educazione troppo severa; per altri è un militare votato all'obbedienza, che sa essere leale verso i suoi doveri dinastici, ma anche verso i nuovi poteri antifascisti; per altri ancor è un uomo insicuro e affettivamente disorientato, condizionato da contraddizioni intime a lui stesso sconosciute.

amedeo e aimone di savoia

 

Certamente è troppo debole per incidere sugli eventi sino a quando il padre è nel pieno esercizio delle sue funzioni: ma dopo la liberazione di Roma, quando assume la Luogotenenza del Regno, la debolezza di Umberto diventa paradossalmente una risorsa per la Nazione e per la stessa dinastia.

 

L'Italia del 1944-46 è un paese senza un'identità istituzionale, non ancora repubblica e non più monarchia: l'eredità lasciata da vent'anni di compromissioni con il fascismo è pesante.

 

Consapevole di tutto questo, ostaggio delle forze alleate e dei partiti antifascisti, insieme impossibilitato e incapace di protagonismo politico, Umberto rivela tuttavia una maturità inattesa. Egli regna con l'onesta intenzione di restaurare un'immagine compromessa, lavora con impegno e con pazienza, restituisce al Quirinale la dignità di reggia, ostenta in ogni occasione il suo lealismo costituzionale.

 

nozze umberto ii di savoia maria jose

Soprattutto, si legittima con un comportamento misurato e corretto, riconosciutogli anche da convinti repubblicani come Ferruccio Parri o Pietro Nenni: egli accoglie i ministri con animo tranquillo e imparziale, firma leggi che certamente non condivide, nella formazione dei governi si attiene alle indicazioni dei partiti.

 

Non è abbastanza per cambiare il destino annunciato dei Savoia, ma è comunque sufficiente a riaccreditare l'istituto monarchico quanto basta perché al referendum del 2 giugno intercetti una larga percentuale del voto moderato e ottenga un risultato assai superiore alle previsioni.

 

[...]

 

L'Italia risulta spaccata in due, con il Sud apertamente monarchico e il Centro-Nord repubblicano: il 4 giugno alcuni giornali meridionali annunciano la vittoria della monarchia, mentre la sera del 5 il ministro dell'Interno Romita dichiara che ha vinto la repubblica con il 54% dei voti. Si diffondono voci di presunti brogli, la Corte di Cassazione (deputata a ratificare il risultato) tergiversa tra riconteggi e dubbi interpretativi, alcune piazze del Sud ribollono di proteste filomonarchiche.

 

A Napoli si vivono ore drammatiche di tensione [...]. L'Italia sembra sul punto di franare in una guerra civile devastante. In quel momento, tutti "tirano per la giacca" Umberto II: gli angloamericani e il governo De Gasperi, perché accetti il verdetto e si ritiri; gli uomini di corte perché rimanga e cavalchi le proteste.

marina doria emanuele filiberto di savoia

 

Di fronte ai rischi che l'Italia sta correndo, il "Re di maggio" decide di partire per l'esilio in Portogallo: tra gli interessi della dinastia e quelli della Nazione, egli sceglie la Nazione.

 

Le tombe degli ultimi Savoia sono sparpagliate tra il Pantheon, Vicoforte, Superga: perché non portare i resti di Umberto II a Racconigi, dove era nato nel 1904? Un'opportunità per il territorio e un'occasione per rileggere una pagina di storia.

Vittorio Emanuele III - Umberto - Vittorio emanuele bambinovittorio emanuele di savoia marina doria emanuele filibertovittorio emanuele di savoia marina doriaaimone di savoia emanuele filiberto 44vittorio emanuele di savoia marina doria emanuele filibertomaria gabriella di savoia umberto ii umberto IIre umberto II con il fronte moanrchico giovanile - antonio tajani antonio maulu

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