MINORENNI MINORATI E TECNOLOGIA: UN MIX PERICOLOSO – A BIELLA, OTTO STUDENTI SONO ACCUSATI DI AVER DIFFUSO ONLINE LE FOTO DI NUDO DI UNA 15ENNE – LA RAGAZZINA AVREBBE INVIATO LE IMMAGINI A UN 16ENNE CHE FREQUENTAVA LA SUA STESSA SCUOLA, ATTIVANDO LA FUNZIONE “VISUALIZZA SOLO UNA VOLTA” SU WHATSAPP. SOLO CHE IL GIOVANE HA UTILIZZATO UN ALTRO CELLULARE PER FARE LE FOTO AGLI SCATTI RICEVUTI E POI LE HA INVIATE AI SUOI AMICI – QUANDO HA SCOPERTO CHE LE SUE IMMAGINI ERANO FINITE IN RETE, LA 15ENNE HA PENSATO DI TOGLIERSI LA VITA. PER QUESTO, GLI OTTO SONO ANCHE ACCUSATI DI ISTIGAZIONE AL SUICIDIO...
Estratto dell’aritcolo di Mauro Zola per www.lastampa.it
È stata scelta, avvicinata, circuita, plagiata e poi tradita nel peggiore dei modi. Quando si è accorta che il motivo, dietro i sorrisini e le battute che seguivano il suo arrivo a scuola, erano quelle foto imbarazzanti, che lei pensava già cancellate, ha avuto un crollo. A quindici anni s'è sentita umiliata, tradita.
E per sfuggire a quei messaggi crudeli che cominciano a invadere il cellulare, una ragazzina può anche pensare che sarebbe meglio morire. Non è andata così, perché la vittima, studentessa in un istituto superiore biellese, ha trovato il coraggio di confessare ai genitori la situazione in cui l'aveva messa quel ragazzo di un anno più grande, che frequenta la stessa scuola, nella quale si distingue più per furbizia e cattiveria che per prestanza.
Poche ore dopo la studentessa era davanti all'ufficio della polizia postale in questura, a presentare denuncia per quelle foto che ingenuamente gli aveva inviato e che lui aveva girato a tanti altri. […] Lo studente l'ha blandita a lungo per convincerla a dargli quello che voleva. Con un piano che potrebbe sembrare fin troppo elaborato per i suoi sedici anni. […]
Tutto ruota attorno alla funzione "View Once" di WhatsApp, quella con cui le foto inviate si cancellano dopo che il destinatario le ha viste. Per infrangere la ritrosia della quindicenne le ha inviato delle sue foto nudo, chiedendole di fare altrettanto. Le sue immagini si sono però dissolte, mentre per quelle che gli sono arrivate era già pronto un secondo cellulare per riprodurle.
Il perché di tanta perfidia? Difficile fare ipotesi. Forse emergerà dalle indagini che sono ancora in corso e sottotraccia, dato che si parla di minorenni. Potrebbe però esserci dietro più della voglia di colpire una ragazza perbene. Le verifiche ancora proseguono, per capire se qualche foto è stata messa in vendita. Il mercato dei pedofili, purtroppo anche in Italia, è una triste realtà.
Nei guai, per ora, sono finiti il sedicenne e altri sette studenti di vari istituti. Quelli che più hanno contribuito a diffondere le foto e a corredarle di commenti, tanto ignobili e spietati che, al reato di diffusione di materiale pedopornografico, si è aggiunto quella di istigazione al suicidio.
Gli ultimi ragazzini coinvolti, soltanto due giorni fa, sono stati raggiunti in classe dagli agenti di polizia e sottoposti a un'accurata perquisizione, anche dei loro device. […]



