vincenzo torcasio

IL BOSS DELLA 'NDRANGHETA VINCENZO TORCASIO, DETTO “U GIAPPONE”, DOVEVA TORNARE IN CELLA IERI MA E’ SPARITO - SUL GRUPPO FACEBOOK “ONORE E DIGNITÀ”, SEGUITO DA 19 MILA PERSONE, TUONAVA CONTRO LA GIUSTIZIA ITALIANA - POCHI GIORNI FA IL POST SIBILLINO: “SIATE BUONI CON CHI LO MERITA, PER IL RESTO SPARITE...”

VINCENZO TORCASIOVINCENZO TORCASIO

Gaetano Mazzuca per “la Stampa”

 

La sera del 14 febbraio poco dopo che il giudice di Catanzaro gli aveva inflitto 30 anni di carcere Vincenzo Torcasio, conosciuto come "u Giappone", festeggiava San Valentino con la sua compagna in un ristorante. Un giorno da ricordare, con tanto di selfie e commento: «Noi non ci disperiamo festeggiamo lo stesso San Valentino a base di pesce». Tutto rigorosamente on line, a disposizione di migliaia di fan pronti a commentare con il pollice in su.

VINCENZO TORCASIOVINCENZO TORCASIO

 

Ben mille lo seguono sulla sua pagina personale e addirittura in più di 19mila leggono i post di "Onore e dignità" pagina gestita proprio da Torcasio. Da star del web ha voluto "regalare" un nuovo colpo di scena. Ieri mattina sarebbe dovuto tornare in cella ma è scomparso, irreperibile. L' ultima traccia naturalmente è su Facebook, solo poche ore prima che gli agenti della Squadra mobile bussassero alla sua porta, "U Giappone" si congedava così: «I carceri a 41 bis sono stati paragonati da Papa Francesco a forme di tortura».

 

Da ieri mattina gli investigatori gli danno la caccia. Per i magistrati della Dda di Catanzaro "u Giappone" è affiliato ai clan di Lamezia Terme, «partecipe dell' associazione, con consapevolezza di scopo e di vincoli, avendo avuto anche il ruolo di cosiddetto "specchietto" nell'omicidio di Antonio Torcasio».

 

VINCENZO TORCASIOVINCENZO TORCASIO

Un agguato importante non solo per l' obiettivo dei sicari, all' epoca reggente della cosca Torcasio, ma anche perché avvenne, il 23 maggio del 2003, davanti al commissariato di Lamezia. L' unico momento in cui la vittima lasciava la sua casa perché sottoposto all' obbligo di firma davanti alla polizia giudiziaria.

 

U Giappone è finito in galera dodici anni dopo nel maggio 2015 nell' ambito dell'operazione Andromeda che ha portato all' arresto di 35 affiliati al clan di Lamezia Terme Iannazzo e Cannizzaro-Da Ponte accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, omicidio, ricettazione, detenzione illegale di armi. Pochi mesi dopo il Riesame ha accolto l'istanza dei suoi difensori e Vincenzo Torcasio è tornato libero.

Vincenzo TorcasioVincenzo Torcasio

 

Dalle aule del Tribunale la sua battaglia contro la giustizia italiana si è spostata sui social. Centinaia di post per mostrare al mondo il suo personalissimo "vangelo" dove convivono Raffaele Cutolo e Paulo Coelho. C' è un tema ricorrente: l' omertà. «È inutile che voi l' interrogate l' uomo d' onore si tiene le ferite le sue parole non ve le comprate non appartiene alla razza dei pentiti".

 

E ancora più chiaro: "Parrati parrati intra i carceri, intra i machini, intra i casi, faciti arristari a tutti sulu cu li chiacchieri ca vi inventati siti mpami legalizzati, e si ancunu vi difendi su ciu' mpami i vua. Quantu poveri innocenti mandati in galera». Non mancano messaggi ancor più inquietanti: «armi e danaro vogliono buone mani» e soprattutto «non mi vedrai mai strisciare Stai attento invece ai passi che fai». Un fiume in piena che si è fermato improvvisamente martedì notte.

 

Vincenzo Torcasio Vincenzo Torcasio

Dopo la sentenza di condanna a 30 anni di carcere, la Dda di Catanzaro ha chiesto e ottenuto il ripristino della misura cautelare per Vincenzo Torcasio e altri 13 affiliati al clan. Ieri mattina è scattato il blitz ma Vincenzo Torcasio, così come Santo Iannazzo, non c' era più. La pagina resta ancora online, nonostante da giorni il testimone di giustizia Rocco Mangiardi, il primo imprenditore a spezzare la cappa di omertà a Lamezia, abbia sollevato il caso chiedendo che quel profilo venga oscurato per sempre.

Ultimi Dagoreport

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?