yara keba gambirasio bossetti

1. BOSSETTI INNOCENTE? “OGGI” SVELA I 21 MISTERI IRRISOLTI (PIÙ UNO) DELLA MORTE DI YARA 2. ‘’SONO PASSATI QUATTRO GIORNI... EH... DEVO COMINCIARE A PREOCCUPARMI? FATTI SENTIRE. FATEVI SENTIRE”. MA PERCHÉ IL PADRE DI YARA DICE “FATEVI SENTIRE”, AL PLURALE? SOSPETTA CHE SI SIA ALLONTANATA CON QUALCUNO? O CHE SIA STATA RAPITA? NASCONDE QUALCOSA?

Giangavino Sulas per Oggi – www.oggi.it

 

massimo bossettimassimo bossetti

‘’Sono passati quattro giorni... Eh... Devo cominciare a preoccuparmi? Fatti sentire. Fatevi sentire». Sono le 9.16 del 30 novembre 2010 e Yara è sparita da quattro giorni quando suo padre, Fulvio Gambirasio, lascia questo messaggio vocale alla segreteria telefonica del cellulare della figlia.

 

Di messaggi, papà Fulvio, divorato dall’angoscia, ne aveva già inviati altri, come ha raccontato lui stesso durante la sua deposizione in aula. Ma perché in questo dice «fatevi sentire», al plurale? Sospetta forse che Yara si sia allontanata con qualcuno? O che sia stata rapita? Nasconde qualcosa? Stranamente nessuno glielo ha chiesto, né il Pm Letizia Ruggeri e neppure i difensori di Massimo Bossetti. E questo è solo il primo dei 22 misteri ai quali il processo per l’omicidio di Yara dovrà dare una risposta convincente. Ecco cosa è emerso finora al processo contro il muratore di Mapello. E come lui si difende dalle accuse.

yara gambirasioyara gambirasio

 

1) LA VITA CONIUGALE 

L’accusa sostiene che i rapporti fra Bossetti e la moglie Marita si fossero deteriorati. Lei ha avuto due relazioni extraconiugali e il marito avrebbe cercato altre donne. «I dissapori familiari potrebbero essere il movente dell’omicidio di Yara», dice il Pm. «Quei contrasti risalgono a tre anni dopo l’omicidio», replica la difesa. «Dal 21 al 28 novembre 2010, non c’è stato alcun contatto telefonico fra Bossetti e la moglie», insiste il Pm. «È accaduto anche in altri periodi e in altri anni, ma non avete controllato», rispondono i difensori.

yara gambirasio con le amicheyara gambirasio con le amiche

 

2) L’INCOGNITA DI IGNOTO 2 

Sugli slip di Yara c’è il Dna nucleare del muratore. Per l’accusa, è la prova regina. Per la difesa, è solo un indizio e un mistero. Perché manca il profilo mitocondriale di Bossetti (la parte di Dna ereditata esclusivamente dalla madre) e compaiono invece il mitocondriale di Yara e quello di uno sconosciuto. Esiste, quindi, un Ignoto 2. Bossetti ha avuto un complice? O qualcuno ha sbagliato le analisi?

 

i genitori di yara gambirasioi genitori di yara gambirasio

I consulenti della difesa sostengono che il Dna nucleare possa essere separato dal mitocondriale solo in laboratorio, insinuando che ci sia stata una “cancellazione selettiva” di parte del materiale genetico. Un’ipotesi di gravità inaudita, che in aula scatenerà una rovente battaglia. Ma non basta. Come si spiega, inoltre, che il prof. Emiliano Giardina dell’università di Tor Vergata, pur avendo a dispozione sin dal luglio del 2012 il Dna della mamma di Bossetti e quello di altre 531 donne, lo abbia confrontato con quello di Yara anziché con quello di Ignoto 1, la persona che si stava cercando di identificare?

 

3) DUE SOLI DNA CERTI 

bossettibossetti

Sugli indumenti di Yara hanno lasciato il loro Dna due sole persone: Bossetti e Silvia Brena, la maestra di ginnastica. Entrambi non hanno saputo dare spiegazioni. Ma uno è imputato di omicidio, l’altra è una testimone. Spiegano gli inquirenti: «La Brena e suo fratello sono stati controllati e non è emerso nulla».

 

4) LE ALTRE TRACCE 

BOSSETTIBOSSETTI

Sulla felpa e sulla maglietta di Yara sono state trovate 150 formazioni pilifere umane. Da 49 di queste non è stato possibile ricavare il Dna, 94 sono di Yara, le altre sette non sono né di Yara né di Bossetti. Cinque sono ignote e due hanno dei punti di convergenza con il Dna di una delle 532 donne esaminate che non è Ester Arzuffi, madre di Bossetti. Il nome di questa donna non si conosce, ma si è scavato su di lei e sui suoi familiari? C’è una traccia di Dna anche sui guanti che la mamma aveva regalato a Yara una settimana prima. È rimasta ignota.

 

5) LE LETTERE ANONIME

bossetti mogliebossetti moglie

Giunte al nostro settimanale nel settembre 2014 e nel marzo 2015, raccontano di una morte accidentale provocata da un muratore polacco ubriaco in casa di una misteriosa signora e in presenza di altre persone. Prese dal panico, queste si sarebbero liberate del corpo di Yara a Chignolo d’Isola. Fra loro ci sarebbe stato anche Bossetti, che sarebbe svenuto. E il polacco, che parlava troppo, sarebbe stato eliminato facendolo cadere da un ponteggio.

 

6) TESTIMONI SILENZIOSI 

BOSSETTI ARRESTATO BOSSETTI ARRESTATO

Come si spiegano i molti «non ricordo» di Silvia Brena, Laura Capelli e Daniela Rossi, le maestre di ginnastica di Yara, nonché quelli di Martina Dolci, «l’amica del cuore» che inviò e ricevette gli ultimi sms di Yara? Davvero hanno dimenticato tutto di quella tragica serata? O è successo qualcosa in palestra? Perché dai cellulari di Silvia Brena e di suo fratello sono scomparsi due sms che i due si sono scambiati mentre Yara era in palestra?

 

MARITA BOSSETTIMARITA BOSSETTI

7) L’USCITA DALLA PALESTRA

Ma Yara è davvero uscita dalla palestra per tornare a casa? È il dubbio emerso dopo la testimonianza di Fabrizio Francese, il papà di un’amica di Yara, l’ultima persona ad averla vista viva mentre si dirigeva verso l’uscita, ma che non l’ha notata varcare la porta. Nessuno, poi, ha incrociato Yara sulla strada verso casa. E se fosse stata aggredita in un locale del centro sportivo? Aveva visto forse qualcosa che non doveva vedere?

 

8) BOSSETTI? MAI VISTO

BOSSETTI PM IN MOTO PER INTERROGARLOBOSSETTI PM IN MOTO PER INTERROGARLO

COPERTINA DI OGGI BOSSETTI YARA GAMBIRASIOCOPERTINA DI OGGI BOSSETTI YARA GAMBIRASIO

Tutti, dai genitori di Yara alla sorella Keba, dalle maestre di ginnastica della ragazza alle sue compagne di scuola e di palestra, fino alla zia Nicla che accompagnava Yara al supermercato - dove una testimone sostiene di aver notato Bossetti mentre comprava della birra - tutte queste persone dicono di non conoscere e di non aver mai visto il muratore di Mapello. Sui loro telefoni e computer non è stato trovato alcun contatto fra i due. E tutti hanno escluso che Yara possa aver accettato un passaggio da uno sconosciuto. Ma il Pm non accusa Bossetti di rapimento: sostiene che Yara è salita di sua volontà sul camioncino.

 

9) LE RICERCHE SUL PC 

massimo giuseppe bossettimassimo giuseppe bossetti

Nel suo Pc, Bossetti avrebbe digitato le parole «tredicenni» e «sesso» e avrebbe usato tre programmi molto sofisticati per eliminare la memoria del computer. Una scoperta che potrebbe inguaiarlo. La difesa dice: «È avvenuto tre anni dopo il delitto. E digitando quella ricerca su Google è impossibile ottenere risultati porno. In realtà quelle parole altro non sono che flash pubblicitari quando si fa una ricerca hard. I programmi sofisticati li ha voluti installare il tecnico, non Bossetti, e non sono mai stati utilizzati».

 

10) IL CAMIONCINO

OGGI YARA 1OGGI YARA 1

Per un’ora, dalle 17.42 alle 18.47, il camioncino di Bossetti ha girato attorno alla palestra in attesa di Yara, per poi ricomparire alle 19.51, dice l’accusa, mostrando le registrazioni delle telecamere di sicurezza di una banca, di un distributore e della ditta Polynt. Un orario che coincide con l’uscita di Yara e con la sua scomparsa. «All’inizio gli avvistamenti erano 16, adesso quelli rilevanti per gli inquirenti sono solo sei. Ma manca la targa, e gli stessi Carabinieri parlano di “compatibilità” del camioncino, non di identificazione certa», sottolinea il criminologo Ezio Denti, consulente della difesa.

 

OGGI YARAOGGI YARA

«Non hanno capito che i video della ditta Polynt mostrano quattro furgoni diversi che vanno tutti nella stessa direzione. Sono usciti da un parcheggio di quell’azienda perché la strada dietro il centro sportivo era chiusa, come ha confermato anche il papà di Yara; nessuno avrebbe potuto fare il giro della palestra. Bossetti transita una sola volta, alle 18.35’26” e trovando la strada chiusa inverte la marcia e ripassa alle 18,36’05” per fermarsi all’edicola».

 

11) L’AEROMODELLISTA 

sorella yara gambirasio sorella yara gambirasio

Il 26 febbraio 2011, il corpo di Yara viene ritrovato nel campo di Chignolo d’Isola da Ilario Scotti, aeromodellista, che dichiara: «In quel campo pieno di cespugli e rovi spinosi era difficile camminare e impossibile correre». L’accusa sostiene invece che Yara abbia tentato di fuggire correndo con le scarpe slacciate.

 

12) L’UOMO MISTERIOSO

Ilario Scotti aggiunge inoltre che mentre aspettava l’arrivo della Polizia a Chignolo, uno sconosciuto, basso, calvo e sulla cinquantina, lo abbia tenuto d’occhio per un quarto d’ora. Chi era l’uomo misterioso? Perché controllava il campo? «Se fosse stato solo un curioso, a maggior ragione si sarebbe trattenuto sentendo le sirene della polizia. Invece è sparito, sapeva che c’era il corpo di Yara?», si chiede il criminologo Ezio Denti.

LE ISTRUTTRICI DELLA PALESTRA DI YARA TRA DI LORO LAURA CAPELLI E SILVIA BRENALE ISTRUTTRICI DELLA PALESTRA DI YARA TRA DI LORO LAURA CAPELLI E SILVIA BRENA

 

13) QUELL’ERBA IN MANO 

«Yara è morta nel campo di Chignolo la sera in cui è scomparsa. La prova è quel ciuffo d’erba che stringeva in una mano», dice l’accusa. «Non esiste una fotografia che mostri quel ciuffo d’erba», ribatte la difesa, «e le nove ferite trovate sul corpo della ragazzina le sono state inflitte mentre era supina e inerme, non mentre correva. Infatti non c’è una goccia di sangue sui suoi indumenti, perché è stata spogliata, ferita e rivestita altrove. E solo dopo portata nel campo».

 

14) L’ELICOTTERISTA 

CHIGNOLO  IL LUOGO DEL RITROVAMENTO DI YARA GAMBIRASIOCHIGNOLO IL LUOGO DEL RITROVAMENTO DI YARA GAMBIRASIO

La Protezione civile e i Carabinieri, che hanno sorvolato diverse volte il campo di Chignolo, non hanno mai visto il corpo. Iro Rovedatti, elicotterista della Protezione civile che ha cominciato a cercarla il giorno dopo la scomparsa, ha riferito di aver fatto numerosi voli e spiegato che quel campo è un percorso obbligato per non passare sui centri abitati, ma non ha visto niente. «Volavo a 150 metri di altezza», ha rivelato in una intervista esclusiva a Oggi, «qualunque oggetto scuro notassi mi abbassavo per controllare».

 

15) IL GIARDINIERE 

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Annibale Consonni, giardiniere di una ditta di fronte al campo di Chignolo, ha messo a verbale di aver lavorato allo sfoltimento dei rovi tutti i giorni nel periodo precedente al ritrovamento del corpo, di non aver notato nulla e di non aver mai avvertito cattivi odori. Così come il personale del Consorzio della Media pianura bergamasca, che controlla i pozzi d’irrigazione del campo».

 

16) IL TELEFONO 

Yara aveva nella Sim del suo cellulare 79 numeri telefonici: erano di amici e compagne di scuola, tutti sono stati interrogati. Ma un compagno di Yara con il quale, solo nel gennaio 2010, la ragazzina aveva scambiato ben 109 messaggi, si è mostrato sorpreso con la Polizia: «I messaggi? Non me li so spiegare... Non ricordo di avere mai avuto il numero di Yara... A volte prestavo il mio telefono». A chi? Non gli è stato chiesto.

 

17) L’ULTIMO SEGNALE RECEPITO

BossettiBossetti

Il cellulare di Yara si è spento alle 18.55. L’ultimo aggancio con il telefono portatile lo fa la cella di via Ruggeri, proprio nel cono di segnale che guarda verso Nord. Quindi Yara era diretta verso Almenno e le montagne. Ma il campo di Chignolo è dalla parte opposta, a Sud.

 

massimo giuseppe bossettimassimo giuseppe bossetti

18) I FILI DEL CAMIONCINO

La seconda prova regina contro Bossetti sono i filamenti blu, gialli, grigi e celesti rimasti impigliati sul piumino e sui leggings di Yara. Sono identici a quelli dei sedili del camioncino di Bossetti. Quindi, afferma l’accusa, Yara è stata su quel mezzo poco prima di morire. «Ma Yara tutti giorni prendeva l’autobus per andare a scuola da Brembate a Bergamo. Sono stati controllati i sedili di quei mezzi?», ha chiesto la difesa. «No», ha risposto il comandante del Ros.

 

19) IL FURGONE DI MOHAMED FIKRI 

Mohamed Fikri, il muratore marocchino indagato e poi prosciolto, dieci giorni prima della scomparsa di Yara aveva acquistato un furgone bianco. È lo stesso imbarcato sul traghetto diretto in Marocco sul quale Fikri fu arrestato. Quel furgone non è stato mai esaminato, si credeva anzi fosse stato rottamato. Eppure, due anni dopo il camioncino è rientrato in Italia, dove è stato rivenduto a un muratore di Treviso. Il criminologo Ezio Denti è riuscito a esaminarlo e ha scoperto che i sedili hanno le stesse microfibre del camioncino di Bossetti.

fulvio e maura gambirasiofulvio e maura gambirasio

 

20) LA CITROËN  E I DUE SCONOSCIUTI

Tre testimoni, Enrico Tironi, Marina Abeni e una colf hanno messo a verbale che quella sera hanno notato due sconosciuti nella strada che porta a casa di Yara. Tironi li ha visti parlare con Yara accanto a una Citroën rossa ammaccata. La colf li ha visti fermi su due auto, una rossa e una bianca, ai lati della strada e Marina Abeni se li è trovati davanti mentre portava a spasso i suoi cani. Si è fatto qualcosa per scoprire chi fossero e cosa facessero?

 

21) IL TENTATIVO DI FUGA

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Quando Massimo Bossetti è stato arrestato, il 16 giugno 2014, ha davvero tentato di fuggire? Nel cantiere di Seriate «c’è stato un accenno di fuga», ha detto in aula il colonnello Michele Lorusso, comandante del Ros. I difensori di Bossetti gli hanno chiesto: «Lei era presente?». E lui ha risposto: «No, me lo hanno riferito i miei uomini». Da notare che Bossetti in quel momento era scalzo, perché stava facendo una gettata di cemento.

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