calabresi volantino sequestro moro

BR ALL’ASTA – SETTEMILA EURO PER COMPRARE IL VOLANTINO DEL SEQUESTRO MORO – PER L'EX BRIGATISTA PAOLO PERSICHETTI: “E’ UN FALSO”, LE VITTIME: “E’ IMMORALE” – MARIO CALABRESI: “QUELLA E’ L’ATTRIBUZIONE DI UN MASSACRO. L'IDEA CHE CI SIA QUALCUNO CHE PENSA DI TRARNE PROFITTO, LA TROVO RIPROVEVOLE. SONO TENTATO DI COMPRARLO IO E CONSEGNARLO A MARIO MILANI, IL PRESIDENTE DELLA CASA DELLA MEMORIA DI BRESCIA…”

VOLANTINO SEQUESTRO MORO

Chiara Baldi per la Stampa

 

Potrebbe essere il quarantaduesimo comunicato numero uno delle Brigate Rosse per la rivendicazione del sequestro di Aldo Moro, il presidente della Democrazia Cristiana rapito il 16 marzo del 1978. Ma se quello messo all'asta dalla Bertolami Fine Art sarà effettivamente il quarantaduesimo l - stabilirà solo la verifica disposta dal ministero della Cultura: le altre 41 copie ciclostilate sono già nelle mani dello Stato, essendo agli atti del processo «Moro Uno» nel fascicolo della Corte di Assise di Roma, ma - come spiega il dicastero - «alcuni documenti risultano incompleti e non tutti sono nello stesso stato di conservazione».

 

A fugare i dubbi per ora ci pensa l'ex Br e uno dei massimi esperti del caso Moro, Paolo Persichetti, secondo cui quello finito in vendita «non è uno dei nove comunicati originali stampati con la famosa Ibm a testina rotante in light italic fatti ritrovare a Roma il 18 marzo 1978, bensì un testo ciclostilato di cui esistono centinaia di copie».

 

SEQUESTRO MORO

Certo è che l'asta che sarà battuta il 18 gennaio ha già raggiunto cifre da capogiro: partita da una base di 600 euro, con una quotazione tra i 1300 e i 1700 euro, al momento viaggia sui 7 mila con oltre 30 offerenti. Per Ilaria Moroni, direttrice dell'Archivio Flamigni, centro di documentazione specializzato nello studio del terrorismo, si tratta di «morbosità che si manifesta soprattutto quando c'è di mezzo il caso di Moro e di opportunismo da parte di chi possiede il documento e pensa di farci dei soldi. Sarebbe molto più corretto se questi preziosi documenti venissero donati agli archivi dello Stato, così da poter portare avanti una memoria storica di cui, peraltro, nel nostro Paese c'è una grande cultura».

 

asta volantino br

Concorda Roberto Della Rocca, presidente dell'Associazione Italiana Nazionale Vittime del Terrorismo, che si dice «stupito della decisione di mettere all'asta un documento di questo tipo», anche se ricorda che in passato è già accaduto. «Avrei preferito che - spiega - trattandosi di documentazione storica finisse nelle mani di un ente statale». Chi difende, invece, i collezionisti è Giuseppe Bertolami, amministratore unico della Bertolami Fine Art: «Non sono speculatori né volgari voyeur. Sono, anzi, appassionati di storia, persone che la studiano e la rispettano e che, talvolta, grazie alle loro piccole scoperte, contribuiscono anche a ricostruirla. È facile prevedere che chi comprerà quel foglio lo conserverà come una reliquia, una testimonianza dolorosa e preziosa della memoria della nostra comunità».

 

SEQUESTRO MORO

Sulla vicenda, intanto, in Parlamento arriverà una interrogazione presentata dal senatore dem Dario Parrini, che è anche presidente della commissione Affari Costituzionali a Palazzo Madama.

 

«È assurdo che finisca all'asta come un qualunque oggetto d'epoca il volantino originale con cui le Brigate Rosse rivendicarono con un linguaggio barbaro e delirante il rapimento di Aldo Moro e l'assassinio in via Fani di cinque agenti della sua scorta. Com' è potuto accadere? Sono state violate delle leggi? Di sicuro si è violato un principio di decenza e di umanità». 

 

 

 

MARIO CALABRESI

VOLANTINO DELLE BRIGATE ROSSE SUL SEQUESTRO MORO 2

PAOLO COLONNELLO per la Stampa

 

La rivendicazione del sequestro Moro derubricato a «memorabilia» e messo all'asta per un prezzo che ormai viaggia sui 7 mila euro, non può lasciare indifferente chi, come Mario Calabresi, degli anni di piombo è vittima e testimone: «Forse qualcuno ha perso la memoria di quell'orrore».

 

Non è invece destino che persino certi fatti di sangue divengano a un certo punto souvenir della Storia?

«Ma quella è l'attribuzione di un massacro, non è un "memorabilia" come il biglietto di un concerto o un disegno di Fellini. Non può essere un oggetto di collezionismo che può avere elementi di passione. Questo foglio messo all'asta è la rivendicazione dell'assassinio degli agenti della scorta di Moro e del suo sequestro. L'idea che ci sia qualcuno che ha conservato quel documento e che pensa di trarne profitto, io la trovo francamente abbastanza riprovevole».

VOLANTINO DELLE BRIGATE ROSSE SUL SEQUESTRO MORO 1

 

Eppure non è la prima volta che succede

«Infatti c'è un precedente: già la casa d'aste Bolaffi aveva messo in vendita diversi documenti del brigatismo nel 2012: si trattava di volantini che si aggiudicò... Indovina chi? Marcello Dell'Utri. Erano 17 documenti delle Br, tra cui il comunicato numero 6, quello che annunciava la condanna a morte di Aldo Moro. Ne scaturì proprio una polemica su "La Stampa" e io sostenni che era inopportuno».

 

Come adesso?

«Sì, non ho cambiato idea. Credo che questi documenti deliranti non dovrebbero essere oggetti di lucro. L'ho già detto: sono documenti che grondano sangue e il foglio messo all'asta adesso è la rivendicazione di un pluriomicidio».

 

Eppure si collezionano anche armi, abiti, manoscritti di mostri della Storia

«La passione del collezionista in questo caso diventa morbosità: perché dovrei avere il culto di un documento che rivendica un massacro? Ci sono luoghi deputati per questo genere di cose: gli archivi storici».

 

Uno dei personaggi più gettonati in Italia in questo senso è Mussolini. Dovrebbe valere lo stesso?

dario franceschini foto di bacco

«Faccio questo esempio: l'ultimo documento di Mussolini è un foglio scritto di suo pugno dove racconta che venne trattato bene dai partigiani che lo arrestarono. Quel documento non si trova a casa di qualche fanatico ma, giustamente, negli archivi dell'Istituto Parri di Milano».

 

C'è poi la questione economica del valore di certi documenti...

«Che un documento come la rivendicazione di un omicidio abbia un valore economico, che dunque qualcuno faccia dei soldi vendendolo, mi fa abbastanza schifo. Tanto che sono tentato di comprarlo io e consegnarlo a chi certamente ne saprebbe fare buon uso, come Mario Milani, il presidente della Casa della Memoria di Brescia, testimone della strage di piazza della Loggia. L'idea che invece finisca nella casa privata di qualcuno, che poi magari lo rivenderà, rendendolo semplicemente un oggetto commerciale, mi sembra inquietante così come il fatto che qualcuno possa farne ad esempio un oggetto di culto. Sarebbe interessante, per esempio, sapere cosa poi ne ha fatto Dell'Utri dei volantini che acquistò...».

MARIO CALABRESI

 

Di sicuro da noi certe ferite non si riescono mai a chiudere: dal fascismo al terrorismo, alla corruzione, la polemica è infinita... «È vero, questo perché da noi la storia è spesso utilizzata come un manganello da picchiare in testa agli avversari. Detto questo, sono convinto che siano davvero pochi quelli che al mondo riescono a fare i conti col passato, negli Usa ancora si rinfacciano la guerra di secessione. Gli unici forse sono i tedeschi: l'hanno fatta talmente grossa e devastante che per andare avanti hanno dovuto ripartire da zero».

 

C'è comunque da considerare che tutt' ora il sequestro Moro non ha chiarito tutti i suoi aspetti, c'è ancora un'inchiesta aperta.

«A maggior ragione non possiamo ritenere completamente storicizzato quel periodo, è un pagina che ha ancora delle ferite aperte, zone grige, omissioni. La casa d'aste avrebbe fatto una gran bella figura a ritirare quel documento e consegnarlo a un archivio storico. Oppure a dichiarare che i documenti che grondano sangue non si mettono all'asta». 

 

mario calabresi piazzapulita

 

 

Ultimi Dagoreport

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....