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BRUNETTA HA FATTO SCUOLA: ANCHE I COMMISSARI ARERA IN USCITA SI AUMENTANO GLI STIPENDI – A 10 GIORNI DALLA NOMINA DEI NUOVI VERTICI DELL’AUTORITÀ DI REGOLAZIONE PER ENERGIA RETI E AMBIENTE, IL COLLEGIO HA DECISO UN INCREMENTO DI SALARIO ANNUO DI 70MILA EURO – LA SENATRICE DI ITALIA VIVA, SILVIA FREGOLENT: "MENTRE FAMIGLIE E IMPRESE FANNO I CONTI CON AUMENTI E RINCARI, C'È CHI PENSA BENE DI FARSI UN REGALO DI NATALE CON SOLDI PUBBLICI. IL BLITZ DELL'ULTIMO MINUTO DEI COMMISSARI USCENTI DELL'ARERA È SCANDALOSO: UN AUMENTO DI 70 MILA EURO APPROVATO A FINE MANDATO, PERALTRO NEMMENO MERITATO VISTO...

 

collegio arera clara poletti, andrea guerrini, stefano besseghini, stefano saglia, gianni castelli

 

1 - I COMMISSARI DI ARERA IN USCITA SI ALZANO LO STIPENDIO

(ANSA) - Aumento della retribuzione al nuovo tetto dei dipendenti pubblici è stato deciso anche dai commissari Arera in uscita, a 10 giorni dalla nomina dei nuovi vertici che, deciso in settimana dal Cdm, è ora in attesa delle ultime formalità.

 

I commissari si sono adeguati, retroattivamente, lo stipendio dopo la sentenza della Consulta che ha fatto saltare il tetto alle retribuzioni dei dirigenti pubblici. Con una delibera approvata lo scorso 25 novembre hanno deciso di cancellare il vecchio limite, con un incremento di salario annuo pari a 70mila euro, appostando però "in attesa di chiarimenti" le somme per i cinque mesi di attività dalla decisione della Corte Costituzionale.   

stefano besseghini

 

A rivelare la decisione, che segue quella adottata dal presidente del Cnel Renato Brunetta che ha poi rinunciato dopo le polemiche, è un articolo pubblicato oggi su Il Messaggero e Il Mattino. "Un bonus all'ultimo miglio. Settantamila euro. Con venti giorni di anticipo sul Natale - riporta il quotidiano - e a dieci giorni dalla nomina in Cdm dei nuovi componenti il collegio uscente di Arera, l'autorità indipendente che regola le reti di pubblica utilità, ha deciso di aumentarsi lo stipendio".

 

La delibera, che attualmente non è tra quelle pubblicate sul sito dell'Autorità che invece riporta le altre decisione del 25 novembre, ha nel titolo "Abrogazione del limite retributivo dei dipendenti pubblici".

 

gianni castelli

Dal momento che la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale il tetto ai dipendenti pubblici e "in attesa di ulteriori approfondimenti normativi", i cinque commissari di Arera guidati dal presidente Stefano Besseghini hanno votato la delibera: "Si ritiene opportuno - è scritto nel testo riportato dai due quotidiani - rideterminare e accantonare gli emolumenti spettanti ai componenti del Collegio secondo quanto stabilito dalla normativa previgente alla sentenza stessa della Corte Costituzionale".

andrea guerrini

 

"La variazione a copertura dei maggiori oneri per le indennità al Presidente e ai Componenti del Collegio dell'Autorità viene, pertanto, stimata in aumento per un importo pari a 70.000,00 euro", indica la delibera. L'aumento delle indennità sarà spalmato sugli ultimi cinque mesi dell'anno, da agosto a dicembre 2025, perché la sentenza della Consulta che ha annullato il tetto retributivo dei manager pubblici risale a luglio scorso.   

 

Conti alla mano - è calcolato nell'articolo - si tratta di circa 2.800 euro in più al mese per ognuno dei commissari dell'Authority che regola le reti pubbliche. Secondo il quotidiano, i cinque commissari in uscita - oltre a Besseghini, Gianni Castelli, Andrea Guerrini, Stefano Saglia e Clara Poletti - hanno incassato già oggi il massimo stipendio possibile per legge: 255mila euro lordi annui come indicato sul sito ufficiale.

 

clara poletti

2 - ARERA: FREGOLENT, SU AUMENTO STIPENDI SCANDALOSO BLITZ DI NATALE

(ANSA) – “Mentre famiglie e imprese fanno i conti con aumenti e rincari, c'è chi pensa bene di farsi un regalo di Natale con soldi pubblici. Il blitz dell'ultimo minuto dei commissari uscenti dell'Arera è scandaloso: un aumento di 70 mila euro approvato a fine mandato, peraltro nemmeno meritato visto i numerosi ricorsi al Tar persi e l'incapacità dimostrata nel vigilare davvero sulle bollette, è uno schiaffo in faccia a pensionati, giovani e alle famiglie che non arrivano a fine mese e per le quali non si sono trovate risorse adeguate in questa inutile manovra".

stefano saglia

 

Così la senatrice di Italia Viva Silvia Fregolent, che aggiunge: "Un film già visto, purtroppo, dopo il caso Brunetta al Cnel. Ci dicono che non ci sono risorse per scuola, sanità, sicurezza, ma quando si tratta di alzarsi lo stipendio all'ultimo secondo, improvvisamente i soldi saltano fuori. Si chiedono sacrifici agli italiani e si concedono privilegi ai vertici", conclude.

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