sergej bubka

CHE BRUTTA CADUTA PER BUBKA – IL LEGGENDARIO SALTATORE CON L’ASTA UCRAINO È PASSATO DA EROE NAZIONALE A SOSPETTO COLLABORAZIONISTA DEI RUSSI – IL 60ENNE È FINITO AL CENTRO DELLE POLEMICHE PER UN’INCHIESTA GIORNALISTICA SUGLI AFFARI DELLA SUA FAMIGLIA, CHE COMMERCIA CARBURANTE NEL DONBASS OCCUPATO DAI RUSSI – MA L'EX ATLETA DEI RECORD SI È DIFESO: “È UNA CAMPAGNA CONTRO DI ME PER DISTRUGGERE LA MIA REPUTAZIONE. LOTTARE PER GLI INTERESSI UCRAINI È PER ME IL PIÙ ALTO ONORE”

Estratto dell’articolo di Elena Tebano per www.corriere.it

 

Sergej Bubka

Sergej Bubka, il più grande saltatore con l’asta di tutti i tempi, 60 anni appena compiuti, era considerato una sorta di eroe nazionale in Ucraina. Ora è accusato di collaborazionismo con i russi, una cosa inaccettabile per l’Ucraina in guerra. Le accuse hanno a che fare sia con gli affari della sua famiglia nel Donbass sia con i suoi atteggiamenti nei confronti della guerra.

 

Nato a Luhans’k il 4 dicembre 1963, Bubka, fu il primo saltatore a superare i 6 metri, cioè quello che all’epoca era considerato il limite umano, e veniva chiamato dai media «lo zar volante». Ha vinto l’oro alle Olimpiadi di Seul 1988, ha conquistato sei titoli mondiali consecutivi, arrivando fino a superare i 6,14 metri all’aperto, il 31 luglio 1994 al Sestriere, e i 6,15 al coperto, il 21 febbraio 1993 a Donetsk. Proprio a Donetsk ha stabilito tre dei suoi 35 record mondiali in carriera.

 

[…]  Il Donbass insomma è legato a doppio filo con la sua vita, anche se Bubka ha gareggiato per tre nazioni diverse: prima per l’Unione Sovietica, di cui fu nominato sportivo dell’anno dal 1984 al 1986, poi per la Comunità degli Stati Indipendenti nel 1992 e infine per l’Ucraina.

Sergej Bubka

 

Ora sono le sue attività nel Donbass occupato dai russi ad averlo fatto mettere sotto accusa come collaboratore di Mosca. A sollevare le accuse è stata un’inchiesta pubblicata questa estate dal sito ucraino Bihus. «La società russa Mont Blanc, di proprietà dei fratelli Sergej e Vasilij Bubka, opera nei territori temporaneamente occupati e collabora con i terroristi — scrive il sito Bihus.info —. Nel maggio 2023, l’azienda ha firmato contratti ufficiali con gli occupanti per la fornitura di carburante per un valore di oltre 800 mila rubli.

 

L’azienda Mont Blanc è un’antica azienda a conduzione familiare di Sergej Bubka. La società ucraina è stata fondata a Donetsk con l’attività principale di commercio di carburante. Secondo il registro ucraino delle persone giuridiche, anche dopo l’occupazione di parte del Donbass, l’azienda non è stata chiusa e, oltre allo stesso Sergej Bubka, i proprietari dell’attività sono suo fratello Vasyl e sua madre Valentyna. Anche prima del 2014, Mont Blanc ha partecipato a gare d’appalto ucraine e ha vinto contratti per la fornitura di carburante e cibo per un valore di milioni di grivne all’anno.

 

Sergej Bubka

Dopo l’occupazione di Donetsk, l’azienda ha cambiato la sua sede legale in Volnovakha (non occupata in quel momento) e ha continuato a partecipare alle gare d’appalto ucraine. L’ultima volta che è apparsa in un’asta pubblica è stato nel 2018».

 

Il valore dei contratti è ridotto: 800 mila rubli corrispondono a circa ottomila euro, un milione di grivnie a poco meno di 25 mila euro. «Anche se il denaro è relativamente poco rispetto ai miliardi che girano nell’economia di guerra di Mosca, qualsiasi accordo con gli occupanti russi è un limite invalicabile per gli ucraini. Le proteste di Bubka, tuttavia, non sono riuscite a convincere gli ucraini - e alcuni degli atleti più importanti del Paese - che stia mostrando sufficiente sostegno allo sforzo bellico di Kiev.

 

BUBKA

[...]  Si potrebbe obiettare che la famiglia Bubka ha continuato a fare il lavoro che faceva prima della guerra, ma questa argomentazione è inaccettabile per gran parte degli ucraini.

 

Sergej Bubka, che dal 2002 al 2006 è stato parlamentare per il Partito delle Regioni ucraino, ha provato a difendersi in un video pubblicato a settembre su YouTube. «Mi conoscete da molto tempo, conoscete la mia storia, sapete da quanto tempo sono coinvolto nello sport ucraino» ha detto, sottolineando di essere nato in terra ucraina e di aver sempre rappresentato il suo Paese con orgoglio in tutto il mondo.

 

Poi ha definito l’inchiesta di Bihus «una campagna contro di me per distruggere la mia reputazione» e ha detto di non essersi recato nei territori occupati dal 2014, di non aver visitato i suoi parenti e di non aver potuto neppure essere presente al funerale di sua madre quest’anno. Bubka ha poi negato ogni coinvolgimento negli affari nei territori occupati. «Lottare per l’Ucraina nello sport è sempre stato un onore per me», ha affermato. «Lottare per gli interessi del mio Paese è per me il più alto onore». Non ha però risposto alle domande di Politico sulla questione.

 

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[…]  «Mentre le altre superstar dell’atletica ucraina, tra cui Mahuchikh, i calciatori Oleksandr Zinchenko e Andriy Shevchenko e i leggendari pugili Vitali e Wladimir Klitschko, hanno tutti sostenuto lo sforzo bellico e condannato Putin, i commenti di Bubka sulla Russia sono stati più tiepidi» ricorda ancora Politico. Bubka si è limitato a generici appelli per la fine del conflitto: «La guerra deve finire, la pace e l’umanità devono prevalere» ha detto. La guerra però fa anche questo: militarizza la società e costringe a schierarsi. Rifiutarsi di farlo, spesso, viene visto come un tradimento.

 

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