saad lamjarred

POP PORNO - IL CANTANTE POP MAROCCHINO, SAAD LAMJARRED, E’ STATO ARRESTATO A PARIGI CON L’ACCUSA DI STUPRO E PER DIFENDERLO E’ SCESO IN CAMPO IL RE MOHAMMED VI: LA CASA REALE PAGHERA’ LE SPESE LEGALI - L’ARTISTA E’ UN PORCELLONE RECIDIVO: A FEBBRAIO 2010 A NEW YORK FU ACCUSATO DI AGGRESSIONE SESSUALE

Alessandra Coppola per il “Corriere della Sera”

 

Saad LamjarredSaad Lamjarred

Sarebbe la storia di un presunto stupro in una camera d' albergo sugli Champs-Elysées di Parigi, se i comunicati che arrivano da Rabat non segnalassero qualcosa di insolito. Quanto meno un' attenzione speciale: il ministro marocchino della Cultura, Mohamed Amine Sbihi, segue «con grande interesse», l' ambasciata è in allerta, e come se non bastasse, notizia di ieri, il re in persona, Mohammed VI, pagherà le spese legali, assoldando sul suolo francese uno dei penalisti migliori.

 

Saad Lamjarred  Saad Lamjarred

L' accusato di stupro aggravato, dunque, non è un uomo qualunque, ma «una grande figura della musica marocchina» - ancora il ministro della Cultura - sorta di gloria nazionale da milioni di fan e di condivisioni online: il cantante pop Saad Lamjarred. La famiglia ha chiesto l' intervento del re «nel rispetto della presunzione d' innocenza», e il re, davanti a un simile cognome, ha risposto.

 

Saad Lamjarred   Saad Lamjarred

Nato nel 1985 a Rabat, due volte figlio d' arte, padre cantante classico, madre attrice, ha studiato musica e teatro, ha recitato e suonato, infine è diventato famoso, ma tanto. Per cominciare con la trasmissione libanese Super Star, poi col brano Mal Habibi Malou . Nel 2015 è entrato nel Guinness dei primati per aver realizzato 100 milioni di visualizzazioni su YouTube con il video LM3ALLEM in tre mesi dalla pubblicazione. Ad oggi, l'hanno visto in 400 milioni, e a un brano di pop arabo non era mai successo. Il suo ritmo è questo: l'ultimo videoclip, Ghaltana, a settembre ha fatto il giro di 16 milioni di fan in una settimana.

 

Sarebbe proprio questa esorbitante fama ad averlo messo nei guai, è la sua versione. A febbraio 2010, allora negli Stati Uniti, Saad aveva già dovuto rispondere dell' accusa di aggressione sessuale: era stato arrestato, quindi scarcerato su cauzione. Infine aveva lasciato il Paese evitando il processo a New York.

 

Saad Lamjarred    Saad Lamjarred

«Invitato» nuovamente dalla Corte suprema Usa a presentarsi davanti alla giustizia, lo scorso maggio (col rischio di una condanna a 25 anni) Lamjarred era rimasto a Rabat, convocando una conferenza stampa: «È la contropartita di tutte le grandi star subire tali pettegolezzi. La causa di tutto questo non è altro che il mio successo, grazie a Dio!».

 

Sarà la linea difensiva anche per quest'ultimo guaio: di nuovo una ventenne (francese e non americana) che fugge gridando dalla stanza, si rifugia alla reception, chiama la polizia, un'altra fan scatenata e «mitomane». Saad è in stato di fermo da mercoledì 26 ottobre, e in Marocco c'è grande agitazione.

Saad Lamjarred     Saad Lamjarred

 

Forse anche perché sono giorni inquieti nel Regno. Le manifestazioni per la morte violenta e inspiegabile del pescatore del Rif, Mouhcine Fikri, stritolato da un camion dei rifiuti il 30 ottobre nel tentativo di fermare la distruzione della sua merce da parte della polizia, non si sono fermate. In una suggestione che ricorda l'innesco delle Primavere arabe quasi cinque anni fa (allora fu un ambulante tunisino).

 

La preoccupazione del governo e del regnante è che, contrariamente alle previsioni, le proteste in questo caso non si sono limitate al villaggio dei pescatori, Al-Hoceima, nel Nord del Paese, ma si sono propagate alle principali città, Casablanca, Marrakech, Rabat, con migliaia di persone in strada, soprattutto giovani, dietro lo slogan: «Siamo tutti Mouhcine!». Non solo il giorno dopo, ma ancora l'altro ieri, una lunga fiaccolata davanti all' abitazione del pescatore, e una tensione che resta nell' aria. Tutt'altro tono ha la musica leggera di Lamjarred, ma l'accusa è molto pesante, i tempi sono turbolenti e nemmeno il re non può permettersi crisi di popolarità.

Saad Lamjarred Saad Lamjarred

Ultimi Dagoreport

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…

elly schlein giuseppe conte roberto vannacci

FLASH – IL CAMPO LARGO LITIGA ANCHE SU VANNACCI! SCHLEIN, CONTE E COMPAGNI SONO DIVISI SU COME FRONTEGGIARE LE SPARATE E I VIDEO INDECENTI DELL’EX GENERALE - C’È CHI VORREBBE DENUNCIARLO, PRENDERLO DI PETTO E INCALZARLO PER LA SUA PROPAGANDA NEO-FASCIA CONVINTO CHE VADA ARGINATO CON LE CATTIVE. MA ALTRI, TRA CUI GIUSEPPE CONTE, CHE INVECE PENSANO SIA MEGLIO LASCIARLO SCORRAZZARE LIBERO. IL RETROPENSIERO È: “PIÙ CRESCE VANNACCI, PEGGIO È PER LA MELONI” (ALMENO FINCHÉ NON SI ALLEANO)

giuseppe conte elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL "CAMPO LARGO" VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL'ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA - SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN "PAPA STRANIERO" (IL FAVORITO E' ROBERTO GUALTIERI) - MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…