ROMA, LA RIVOLTA DEI ROM - DUE ARRESTI IN UN CAMPO NOMADI E 150 ZINGARI CIRCONDANO I POLIZIOTTI – ERANO STATI COLTI IN FLAGRANTE MENTRE SVUOTAVANO UN CONTAINER DI MERCE RUBATA – SECONDO LA GIUNTA RAGGI QUESTA BARACCOPOLI DOVEVA ESSERE SMANTELLATA AD INIZIO OTTOBRE

Alessandra Benignetti per il Giornale

 

suk degli zingari

Sono stati colti in flagrante mentre cercavano di svuotare il più in fretta possibile un container che conteneva merce rubata. Così stamattina due persone sono finite in manette al camping River, l’accampamento di via Tenuta Piccirilli, nella zona nord di Roma, che doveva essere sgomberato all’inizio di ottobre, secondo il piano di superamento dei campi rom della giunta Raggi.

 

 

 

Durante uno dei controlli degli agenti della Polizia di Stato del commissariato Flaminio Nuovo all’interno della baraccopoli, gli uomini delle forze dell’ordine sono incappati in una vera e propria “catena umana” di persone intenta a trasferire velocemente nel campo nomadi una serie di oggetti trafugati che si trovavano all’interno di un container. Alla vista degli agenti di polizia gli uomini impegnati nell’operazione di trasbordo si sono immediatamente dati alla fuga. I poliziotti, tuttavia, sono riusciti ad assicurare alla giustizia due persone: un romano di 35 anni e un torinese di 42, entrambi identificati con le iniziali H.G.

 

suk degli zingari 5

Al momento dell’arresto, però, i nomadi hanno messo in atto una vera e propria protesta contro gli agenti. I circa 150 occupanti del campo, tra cui decine di donne e bambini, hanno iniziato ad inveire contro i poliziotti e li hanno circondati per tentare di impedire il fermo dei due. La cattura dei responsabili del furto è stata possibile solo dopo l’intervento di ulteriori volanti delle forze dell’ordine. Solo a quel punto gli animi all'interno dell'accampamento si sono placati e gli agenti hanno potuto portare via i due fermati.

 

CAMPO ZINGARI VIA DI SALONE

Centinaia di nomadi occupano abusivamente i moduli abitativi del camping River dalla fine di settembre, quando il Comune di Roma aveva deciso di non concedere ulteriori proroghe alla cooperativa Isola Verde, che negli ultimi 12 anni si era aggiudicata per affidamento diretto la gestione dell’insediamento. Secondo il cronoprogramma del Campidoglio, infatti, doveva essere questa la prima baraccopoli capitolina ad essere smantellata nel quadro del piano di superamento dei campi nomadi messo nero su bianco dalla giunta pentastellata. Ma nonostante le proposte del Comune, che aveva offerto alle famiglie un contributo economico per trovare una sistemazione alternativa, la stragrande maggioranza dei rom non ha ancora lasciato l'insediamento e continua ad occupare le roulotte del campo.

 

 

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