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BUM! "EQUALIZE" ESPLODE: RINVIO A GIUDIZIO PER ENRICO PAZZALI, “L'IDEATORE” DELLO SPIONAGGIO A “SCOPO ESTORSIVO” ATTRAVERSO GLI ACCESSI ABUSIVI ALLE BANCHE-DATI - PER CONTO DI CHI SONO STATI SPIATI FABRIZIO CORONA, SELVAGGIA LUCARELLI, RICKY TOGNAZZI E BOBO VIERI, STEFANO DONNARUMMA, SONIA BRUGANELLI E GABRIELE PARPIGLIA? GLI ACCESSI ALLA BANCA DATI "SDI" DEL MINISTERO DELL'INTERNO SAREBBERO STATI EFFETTUATI DA ROBERTO BONACINA, ISPETTORE ALL'UFFICIO DI POLIZIA DI FRONTIERA DELL'AEROPORTO DI ORIO AL SERIO. AVREBBE AGITO DIETRO "CORRISPETTIVO ECONOMICO" E SU MANDATO DI PERSONE DEL GRUPPO DI "EQUALIZE", TRA CUI LUCA CAVICCHI - CHI AVEVA INTERESSE AD ACQUISIRE ED ALTERARE NEL 2022 LE CHAT DI CARLA MOROGALLO (TRIENNALE) E DELL'ARCHITETTO STEFANO BOERI, CHE FU COINVOLTO POI NELLO SCANDALO MILANESE DELLE GARE E DEGLI APPALTI URBANISTICI? - TRA LE 81 PERSONE INDAGATE, LEONARDO MARIA DEL VECCHIO (CON I SUOI COLLABORATORI MARCO TALARICO E MARIO CELLA) PER AVER ''COMMISSIONATO'' PRESUNTI ACCESSI ABUSIVI" AD ALCUNI FAMILIARI, TRA CUI IL FRATELLO CLAUDIO DEL VECCHIO - GLI AVVOCATI DI PAZZALI: "NON GLI SONO STATE ELEVATE CONTESTAZIONI DI NATURA ESTORSIVA, NÉ..."

Riceviamo e pubblichiamo dagli avvocati di Enrico Pazzali:

 

1. Al Dr. Enrico Pazzali non sono state mai elevate, nell’ambito di alcun procedimento penale, contestazioni di natura estorsiva;

2. Al Dr. Enrico Pazzali non sono state mai elevate nell’ambito di alcun procedimento penale contestazioni in relazione a (presunte) condotte illecite poste in essere ai danni di Fabrizio Corona, Selvaggia Lucarelli, Ricky Tognazzi, Bobo Vieri, Stefano Donnarumma, Sonia Bruganelli e Gabriele Parpiglia

 

Avv. Federico Cecconi e Natascia Forconi

 

 

CASO EQUALIZE, TRA GLI SPIATI ANCHE BOBO VIERI, CORONA E RICKY TOGNAZZI

selvaggia lucarelli

(ANSA) - MILANO, 09 APR - Ci sono anche Christian 'Bobo' Vieri, ex attaccante della Juve, dell'Inter e della Nazionale, l'ex agente fotografico Fabrizio Corona, la blogger Selvaggia Lucarelli e Ricky Tognazzi, attore, regista, produttore e primo figlio di Ugo, tra i nuovi nomi delle persone "spiate" attraverso presunti accessi abusivi alle "banche dati" dal gruppo di Equalize. Emerge dagli atti dell'inchiesta milanese, il cui secondo filone è stato chiuso oggi.

 

In particolare, i nomi di Selvaggia Lucarelli, Bobo Vieri e Fabrizio Corona, ma anche quelli dell'imprenditrice e volto tv Sonia Bruganelli e pure di Andrea Medri, ex fondatore della società di bitcoin fallita 'The Rock Trading', spuntano come persone offese da un lungo elenco di accessi alla banca dati Sdi del Ministero dell'Interno nel 2024, che sarebbero stati effettuati da Roberto Bonacina, che era ispettore di Polizia all'Ufficio di Polizia di Frontiera dell'aeroporto di Orio al Serio (Bergamo).

 

stefano donnarumma al forum di cernobbio

E che avrebbe agito dietro "corrispettivo economico" e su mandato di persone del gruppo di Equalize, tra cui Luca Cavicchi, che sarebbe stato a capo di una "articolazione" delle presunte cyber-spie dell'agenzia investigativa con sede in via Pattari, a due passi dal Duomo di Milano. Anche il nome di "Riccardo Tognazzi, nato il primo maggio 1955 a Milano", ad esempio, poi, risulta come persona offesa, in una delle oltre 100 imputazioni dell'ultimo avviso di chiusura indagini, di un presunto accesso abusivo, con conseguente rivelazione di segreto, alla Banca Dati Serpico il 25 e 26 settembre del 2024.

 

A compiere gli accessi abusivi, secondo i pm, sarebbe stato, in questo caso, Marco Calcaterra, in qualità di dirigente dell'Agenzia delle Entrate di Napoli. E avrebbe agito, dietro "compenso", su "richiesta" di Luca Cavicchi e dell'esperto informatico del gruppo Nunzio Samuele Calamucci.

fabrizio corona e gabriele parpiglia

 

Tra gli altri nuovi nomi di "vittime", centinaia in totale, di presunti accessi abusivi c'è anche quello di Stefano Antonio Donnarumma, Ad di Ferrovie dello Stato, attraverso "accesso alla Banca Dati Sdi ed interrogazione del 17 novembre 2023". E anche quello di Gabriele Parpiglia, giornalista, esperto di gossip, autore e produttore tv. Oltre, poi, a Piero Amara, ex legale esterno di Eni e coinvolto nella ormai nota vicenda dei verbali sulla fantomatica Loggia Ungheria.

 

PM MILANO, 'PAZZALI CON EQUALIZE CONDIZIONAVA POLITICA E IMPRENDITORIA'

(ANSA) - MILANO, 09 APR - Il gruppo delle presunte cyber-spie di Equalize "agiva per finalità di profitto, derivante dalla commercializzazione delle informazioni illecitamente acquisite, oppure a scopo estorsivo-ricattatorio, per condizionare e influenzare all'occorrenza soprattutto i settori della politica e dell'imprenditoria" o per "danneggiare l'immagine dei competitors professionali e imprenditoriali" di Enrico Pazzali, che sarebbe stato al vertice della presunta associazione per delinquere, o dei suoi "'avversari' politici" o "di persone a lui legate".

ricky tognazzi foto di bacco

 

Lo scrivono i pm nell'avviso di conclusione indagini della seconda tranche dell'inchiesta sui report e dossier illegali, tra il 2019 e il 2024. Negli atti della Procura si legge che il gruppo aveva a disposizione "apparecchiature" per "intercettare comunicazioni e conversazioni", come "avvenuto ad esempio nei pc della società Erg".

 

E "pur di soddisfare il cliente di turno e ottenere il compenso della prestazione", si legge ancora, avrebbero falsificato o alterato "il contenuto di comunicazioni", tra cui chat e mail, come "avvenuto in occasione di un incarico ricevuto" da Leonardo Maria Del Vecchio, che aveva "ad oggetto l'installazione e attivazione di un captatore informatico nel telefonino" di Jessica Serfaty, modella e attrice ed ex compagna dell'imprenditore.

bobo vieri

 

Il gruppo, rispetto ai nomi già emersi nella prima chiusura indagine, avrebbe avuto, si legge, "un'ulteriore articolazione", composta dai sei persone e con a capo Luca Cavicchi e con "reciproco scambio" di informazioni prelevate dalle più importanti e strategiche banche dati, servendosi di "operatori di polizia infedeli", indagati.

 

Pazzali era detto "il capo", "il presidente" o "zio bello" e procacciava gli "importanti clienti", data la sua "fitta rete di relazioni". Tra gli indagati anche l'ex carabiniere Vincenzo De Marzio. E poi ancora Roberto Bonacina, "operatore di Polizia" che lavorava all'aeroporto di Orio al Serio e avrebbe avuto la "funzione vitale" di 'esfiltrare' dati dallo Sdi. E poi Marco Calcaterra, indagato in qualità di "dirigente dell'Agenzia delle Entrate di Napoli". Tra i casi al centro della seconda tranche anche quello, sempre noto, che ha visto vittima l'archistar Stefano Boeri per una vicenda di sue chat manipolate.

 

CASO EQUALIZE, 'LO SPIONAGGIO SU JACOBS PAGATO 10MILA EURO IN CONTANTI'

fabrizio corona ricoverato in ospedale

(ANSA) - MILANO, 09 APR - Il presunto spionaggio sul velocista e doppio oro olimpico Marcell Jacobs sarebbe stato pagato "10mila euro in contanti" e commissionato da Giacomo Tortu, fratello del compagno di staffetta 4x100 Filippo. Lo si legge nel maxi avviso di conclusione indagini della Procura di Milano e della Dna nella seconda tranche del caso Equalize.

 

Nell'imputazione per accesso abusivo a sistema informatico viene spiegato che il presunto hacker Gabriele Pegoraro sarebbe entrato nei telefoni di Jacobs, del manager, dell'allenatore e del nutrizionista per "captare informazioni circa il presunto utilizzo di sostanze dopanti", attraverso l'analisi delle chat in un periodo che va dal settembre 2020 all'agosto 2021. In particolare, "nell'estate 2021" Giacomo Tortu avrebbe chiesto a Carmine Gallo "l'abusiva acquisizione dei dati e delle conversazioni".

 

Tortu avrebbe "pagato" attraverso la mediazione di un altro indagato. Tra le imputazioni anche "l'abusiva acquisizione" nel 2022 delle chat dell'architetto Stefano Boeri e di Carla Morogallo, direttrice generale della Triennale, richiesta, secondo i pm, dall'imprenditore ed ex titolare della discoteca 'Old Fashion' Roberto Carlo Cominardi.

ENRICO PAZZALI ATTILIO FONTANA

 

Chat che, poi, sarebbero state alterate. Del caso si sarebbe occupato l'investigatore privato Daniele Rovini. Tra gli indagati, poi, per altre vicende già venute a galla, sempre di presunti 'spionaggi', anche manager, dirigenti e dipendenti di società come Heineken, Erg, Barilla. E poi le imputazioni per Leonardo Maria Del Vecchio (indagati anche i suoi collaboratori Marco Talarico e Mario Cella) sempre per concorso in presunti accessi abusivi "commissionati" per episodi che riguardano alcuni familiari come persone offese, tra cui il fratello Claudio Del Vecchio.

 

 

Pierfrancesco Barletta

Tra gli indagati per altre vicende anche l'immobiliarista romano Lorenzo Sbraccia, l'ex componente del Cda di Leonardo, Pierfrancesco Barletta, e diversi avvocati.

 

Il generale della Gdf Cosimo di Gesù, poi, è indagato assieme a Enrico Pazzali per aver acquisito illecitamente dalla "Banca dati Serpico in uso alla Guardia di Finanza" nel 2020 dati riservati su una serie di società, tra cui Nolostand del gruppo Fiera Milano. Di Gesù avrebbe agito, scrivono i pm, "su richiesta di Pazzali" e mandandogli le informazioni via WhatsApp. Il capo ufficio legale di Eni, Stefano Speroni, è indagato, assieme all'esperto informatico Nunzio Samuele Calamucci e altri, per concorso in accessi abusivi di dati che hanno riguardato l'imprenditore petrolifero Francesco Mazzagatti.

 

STEFANO SPERONI

In particolare, l'ex superpoliziotto Carmine Gallo, numero due di Equalize, su richiesta, secondo i pm, di alcuni avvocati dello studio Dentos, "a loro volta su mandato dell'avvocato Speroni della società Eni", chiedeva a Calamucci, che "incaricava Cornelli", di "estrapolare" quei dati, attraverso un militare della Gdf, che sarebbe stato a libro paga del gruppo dell'agenzia investigativa di via Pattari, a due passi dal Duomo.

 

Speroni è anche accusato dai pm di calunnia per quel "report reputazionale" su Mazzagatti, avendo "uno specifico interesse a screditarne la figura". Mazzagatti, infatti, scrive la Procura, era stato accreditato presso Eni trading&shipping, "grazie all'avvocato Piero Amara", ex legale esterno Eni e "socio in affari" dello stesso Mazzagatti. E poi aveva "intrapreso, con tale società commerciale del gruppo Eni, un'attività di trading di petrolio iraniano, all'epoca sotto embargo, spacciato per iracheno".

 

stefano boeri beppe sala

In particolare, Speroni, attraverso quel report, avrebbe qualificato Mazzagatti come "appartenente alla 'ndrangheta" e così quest'ultimo era finito indagato per concorso esterno ad associazione mafiosa. Quel report, infatti, era stato depositato in Procura. Sempre Speroni avrebbe istigato Gallo a "richiedere al suo confidente Annunziatino Romeo", collaboratore di giustizia ed ex appartenente alla 'ndrangheta, alcune "false dichiarazioni" raccolte da un avvocato. Dichiarazioni in cui si sosteneva che Mazzagatti avrebbe "riciclato il denaro dei Piromalli".

paolo bonolis sonia bruganelli

CARLA MOROGALLO

PIERFRANCESCO BARLETTA

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CARLA MOROGALLO

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